ITALIANI ALL’ESTERO
Da
“Il Punto”,
L’uomo che sussurra alle comete
Andrea Boattini ne ha scoperte 11 passando
10 notti al mese con la testa tra le stelle “per studiare il Cielo, capire
ROMA - Dal settimanale "Il Punto" diretto da Antonio Pitoni, nella rubrica "La meglio Italia all'estero", un secondo articolo di Giovanna Chiarilli dedicato ad Andrea Boattini.
La passione, perché solo la passione crea miracoli, è nata nel 1991 durante un viaggio in Australia. Una visita all'Osservatorio di Siding Spring e la vita di Andrea Boattini prende la strada delle… stelle.
Alle
5 del 20 novembre 2007, scopre la prima cometa:
Boattini
(Firenze, 16 settembre 1969) lavora dal 2007 al Lunar and Planetary Laboratory
dell'Università dell'Arizona a Tucson, nel team migliore al mondo per la ricerca
di asteroidi e comete che possono colpire
E'
importante applicare questa filosofia nella vita ‘normale’, ad esempio nella riduzione
del rischio terremoti; trovo stonato in Italia chiamare
Un esempio: bisognerebbe prepararsi per il prossimo terremoto nella zona di Messina e Reggio Calabria. E concentrarsi sulle ricerche di punta per eventualmente dissipare l'energia di un terremoto, sperimentando altre tecniche oltre alle migliori esistenti in Giappone e California”.
Dieci notti al mese Boattini le trascorre al telescopio. “Ogni momento è buono per scoprire una cometa, un asteroide. La cosa più importante è a livello interiore: si deve essere in uno stato di entusiasmo quando ci si prepara all'osservazione, di euforia, perché se diventa routine si perdono molti successi”.
Non capita tutti i giorni di affidare il proprio nome ad una cometa, ed anche se altre dieci illuminano il firmamento, è impossibile dimenticare quell’attimo, l’emozione legata alla prima cometa; un ricordo che ha lasciato in Boattini la consapevolezza che “nella vita tutto è possibile, non ci sono limiti a quello che si può raggiungere, anche se la società ci spinge verso la mediocrità ed il fatalismo. Siamo creature universali con la capacità di raggiungere ciò che si desidera: il desiderio è legato alle proprie qualità innate”.
Le
comete possono avere solo il nome dello scopritore, così ha chiamato l’asteroide
14973 Rossirosina e l’asteroide 12848 Agostino, suoi genitori, in attesa di dedicare
il prossimo “alla persona che avrà un impatto notevole nella mia vita”. Intanto,
dopo l’undicesima cometa, Andrea Boattini ci lascia con una promessa: “prima della
fine dell’anno voglio scoprirne un’altra”. Esistono uomini dagli orizzonti… luminosi!
(Giovanna Chiarilli-Il Punto/