ITALIANI ALL’ESTERO
Al Qaeda: Abbiamo sequestrato noi la coppia italiana
in Mauritania
Frattini: “Stiamo verificando l’attendibilità della rivendicazione”
. “Non trattiamo con i terroristi”
ROMA – Al Qaeda ha rivendicato il rapimento di Sergio
Cicala e della moglie Philomene Kabouree
(originaria del Burkina Faso)
sequestrati dieci giorni fa in Mauritania. Lo ha reso la stessa organizzazione
terroristica, con un messaggio audio del 27 dicembre, in cui si spiega che il
rapimento è una “risposta ai crimini del governo italiano in Afghanistan e in
Iraq”. Il sito dell’emittente araba Al-Arabiya ha
pubblicato una foto in cui si vede la coppia italiana seduta a terra (la donna
ha il volto oscurato) e alle spalle cinque miliziani armati di kalashnikov
e con il volto coperto.
“Stiamo verificando l'attendibilità” della rivendicazione
ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini parlando con la stampa.
Lo “scenario” del rapimento da parte di terroristi si Al Qaeda “è plausibile”
ha detto Frattini. In ogni caso, viene ribadita la linea del “riserbo assoluto”
al fine di tutelare l’incolumità degli ostaggi”. In casi simili “il silenzio
stampa” ha sempre pagato, ha ribadito Frattini ricordando che da tempo sono
stati attivati “i nostri apparati di sicurezza”.
Il ministro ha anche escluso qualsiasi trattativa con
i sequestratori della coppia: “Se dicessimo anche una sola volta: ‘trattiamo’
con i sequestratori avremmo legittimato le organizzazioni terroristiche”, ha
detto Frattini “Alcuni giorni fa le Nazioni unite hanno adottato una risoluzione
del consiglio di sicurezza che vincola tutti gli stati del mondo. In quella
risoluzione si dice chiunque tratta con i terroristi aiuta i terroristi ed è
fuori dalla legalità”, ha sottolineato Frattini che l’11 e il 12 gennaio sarà
in Mauritania (nell'ambito di un viaggio in Africa
già programmato) che gli permetterà di seguire personalmente la vicenda. Frattini
avrà “contatti ai massimi livelli con le autorità locali”. (