INFORM - N. 240 - 24 dicembre 2009


ASSOCIAZIONI

Mantovani nel Mondo - Dall’America Latina gli auguri di Marta Carrer e Patrizia Marcheselli

Marconcini “Un abbraccio ideale tra noi che viviamo in Italia e tutti coloro che sono all’estero lontano dalle loro famiglie”

 

MANTOVA – Quest’anno il compito di fare gli auguri per conto dell’associazione Mantovani nel Mondo è stato affidato a Marta Carrer e Patrizia Marcheselli che rappresentano il sodalizio in America Latina . Il loro saluto viene introdotto da una nota del presidente dell’AMM Daniele Marconcini che spiega come questi auguri rappresentino “ Un abbraccio ideale tra noi che viviamo in Italia e tutti coloro che sono all’estero lontano dalle loro famiglie .Un abbraccio che si allarga a tutti i discendenti di italiani e lombardi che hanno sempre il nostro paese e la nostra regione nel cuore”.

“Neanche quest’anno – scrive Marta Carrer - ho comprato il pino, un po’ per etica verde, un po’ perchè, con il caldo, soffrirebbe parecchio. Ho addobbato di fiocchi rossi e lucette colorate il Ficus della mia terrazza così almeno anche mio figlio ha il suo alberetto di Natale, seppur sui generis. Buenos Aires profuma a primavera, quest’anno capricciosa, ritmata da una nevrotica danza di sole e pioggia, quasi londinese. Sotto questo cielo,si addobbano alberi bianchi che rievocano la neve, si decorano finte slitte di un Babbo Natale che ...sta sudando sette camicie sotto quelle vesti pesanti e calde, richiamano simboli e tradizioni di terre lontane,fredde, innevate...Da quando vivo in Argentina – prosegue la Carrer - il Natale non è più Natale. Non è quello dei miei ricordi di bambina: il freddo, se fortunati la neve, le case con il riscaldamento acceso, i cibi dell’inverno, insomma...un’altra sensazione.. Sono europea e mi devo abituare a vivere all’ingiù con il mondo rovesciato! E questo, a volte, mi provoca un certo mal di testa. Dopo trent’anni di compleanni al freddo, in pieno gennaio, adesso lo festeggio in maniche corte, magari al mare. Prima desideravo il caldo, ora rimpiango un po’ le temperature invernali. Forse è la solita storia dell’emigrante “brontolone” che rimpiange e critica. Prima decide di andarsene e, una volta fuori, se la passa lamentadosi.

“Caro Babbo Natale,- prosegue il messaggio natalizio - a volte mi è difficile togliermi di dosso il peso della mia scelta. Queste feste mi rendono malinconica, mi piacerebbe avere vicina la mia famiglia, i miei genitori, mio fratello, le amicizie di sempre. Invece sono dall’altra parte del mondo, con una nuova famiglia, con un figlio al quale devo trasmettere tutta l’allegria che certe feste si meritano! Uffa...che difficile andare avanti quando la nostalgia ti prende. Ma bisogna pur andare avanti. A questo punto Babbo Natale – conclude la nostra connazionale - ti chiedo di regalare a me e a tutte le persone nel mondo che vivono queste feste ‘a metà’, giorni sereni, in compagnia di gente amata con l’allegria nel cuore perché Natale e sempre Natale. Buone feste a tutti”.

La nostalgia per la terra d’origine emerge anche dagli auguri di Patrizia Marcheselli che scrive: “In questo periodo, particolare, noi tutti/e, italiani nel mondo torniamo a casa per la Vigilia. Sessanta milioni di cuori prendono il volo:attraversano oceani, montagne, cieli e mari e città,senza passaporto torniamo a casa. Entriamo in cucina di soppiatto a sbirciare, apriamo i vostri regali, abbracciamo tutti e tutte, andiamo al cimitero e in osteria, beviamo caffè e brindiamo col rosso, bestemmiamo...non tutti, solo alcuni... altri escono e spaccano la legna in cortile,fischiamo, altri vanno in chiesa, altri in piazza...cerchiamo volti, domandiamo, ci lamentiamo... come voi del resto, ridiamo come dei baritoni e quando le lacrime scendono formano laghi di fotografie che ordiniamo, guardiamo anche il telegiornale e salutiamo sempre porgendo la mano. Siamo 60 milioni di cuori incastonati in 120 milioni di braccia,  braccia che hanno fatto il mondo. Torniamo tutti a casa per Natale. Il Capodanno è un’altra cosa. Da qui vi ricordiamo e vi auguriamo un Buon Natale e Felice Anno Nuovo, perché siamo anche un po’ formali. Ricordateci – ammonisce la Marcheselli -  perché altrimenti nessun italiano è italiano e l’Italia scompare”. (Inform)


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