INFORM - N. 239 - 23 dicembre 2009


ASSOCIAZIONI

Istituto Italiano Fernando Santi: Luciani alla presentazione del programma di cooperazione Italia-Tunisia 2007-2013

Il presidente dell’Istituto ricorda l’impegno di cooperazione già messo in atto attraverso l’associazionismo ed esprime preoccupazioni per il processo di riforma del Cgie

 

TUNISIA - Luciano Luciani, presidente dell’Istituto italiano Fernando Santi e dell’Istituto regionale siciliano ha partecipato a Tunisi, nei giorni scorsi, alla presentazione del programma ENPI per il partenariato Italia-Tunisia 2007-2013, progetto di cooperazione transfrontaliera cofinanziato dall'Unione Europea per l’integrazione economica, sociale, culturale e istituzionale tra paesi del Mediterraneo e dell’Asia occidentale.

Il budget del programma per gli anni 2007-2013 ammonta a 25 milioni di euro – ha chiarito Luciani nel corso di un’intervista al Corriere di Tunisi – e il primo bando, in scadenza il 1 febbraio 2010 avanza tre priorità: sviluppo e integrazione regionale, promozione dello  sviluppo sostenibile e della cooperazione culturale e scientifica, appoggio al tessuto associativo. In totale sono 10 le misure di intervento previste per la promozione di queste priorità.

Luciani ha anche ricordato che l’Istituto Santi, per promuovere azioni di partenariato, è in contatto in Tunisia con le Associazioni che si occupano dei tunisini all’estero e con quelle che operano nel sociale per valorizzare il ruolo delle comunità tunisine in Sicilia e quello delle associazioni operanti in Tunisia a loro favore. Tra queste egli cita l’Associazione degli Albergatori della Tunisia – con cui l’Istituto ha costituito a Rimini l’Associazione Intermediterranea per il Turismo – e l’associazione di amicizia Tunisia e Italia.

Il presidente Luciani si è soffermato poi sulla proposta di legge Tofani relativa alla riforma di Comites e Cgie. Affinché possa essere garantita l’esistenza del Comites in Tunisia – egli ha rilevato – è necessario prevedere al comma 4 dell’articolo 1° “quantomeno per i Paesi africani”, la riduzione a 3.000 residenti nel Paese, invece dei 5000 al momento previsti, “per istituire almeno un Comites nel Paese”.

Luciani si è infine dichiarato “estremamente preoccupato della piega che sta prendendo il processo di riforma del Cgie” poiché considera “inimmaginabile pensare alla sua esistenza senza che siano presenti le rappresentanze in Italia del mondo dell’associazionismo, dei sindacati e dei patronati”.  “Senza questa rappresentanza il Cgie - ha concluso il presidente dell’Istituto Fernando Santi - si snaturerebbe e sarebbe vanificato il lavoro che da sempre viene compiuto da queste organizzazioni in Italia a favore delle comunità italiane residenti all’estero”. (Inform)

 

 


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