ITALIANI ALL’ESTERO
Studio della Regione Veneto sulla “fuga dei cervelli”
I giovani veneti si orientano soprattutto verso Regno
Unito, Francia, Spagna e Stati Uniti
VENEZIA –Più della metà (54%) dei cittadini italiani
residenti all’estero è costituito da giovani al di sotto dei 35 anni. Il 60,6%
degli “under
Negli ultimi anni i giovani hanno spostato sempre più
spesso all’estero la ricerca di un lavoro in linea con il proprio percorso di
studi, accompagnato da retribuzione appropriata. Questo capitale umano che ricerca
all’estero migliori prospettive per il futuro, rappresenta uno spreco di talenti
e di risorse investite nella formazione.
Il fenomeno, conosciuto con l’espressione “fuga dei cervelli”,
caratterizza anche il Veneto, con tendenza crescente a una sempre maggiore mobilità.
Le scelte dei giovani veneti si orientano soprattutto
verso il Regno Unito (19,2%),
La quota di laureati che si trasferiscono all’estero
rappresenta circa il 3% del totale. Lo studio mette in risalto che questi giovani,
a differenza delle generazioni passate che hanno lasciato l’Italia, non sognano
affatto di rientrare: a cinque anni dalla laurea, sono, infatti, 52 su 100 i
laureati occupati all'estero, principalmente con titoli nel ramo scientifico
e tecnologico, che considerano molto improbabile il loro ritorno. Le migliori
offerte di lavoro hanno anche un riscontro economico.
Dall'indagine viene evidenziato che i salari di coloro
che lavorano all'estero sono più alti: un laureato che lavora in Italia dopo
cinque anni che ha conseguito la laurea percepisce circa 1.350 euro, mentre
all'estero supera i 2.100.
Di conseguenza l’ipotesi di rientrare non è immediata.
Più in dettaglio, oltre il 69% dei veneti laureati che hanno trovato lavoro
all'estero intende probabilmente tornare nel paese natale (quasi il 14% in più
del dato medio nazionale), ma il rientro nel 67% dei casi non è previsto nei
prossimi due anni. A essere, comunque, sicuri di ritornare risulta solo il 14,1%
dei veneti e il 17,7% degli italiani”. “Investire sulle giovani generazioni,
dentro e fuori dai confini regionali – commenta De Bona - sarà un obiettivo
prioritario per le iniziative regionali”. (