ASSOCIAZIONI
Convegno “Italiani nel mondo: associazionismo,
organismi di rappresentanza e Umanesimo latino”
Riccardo Masini (Trevisani nel Mondo) ribadisce la forza
e il valore dell’associazionismo d’emigrazione
TREVISO – “Agire insieme” e “prendere atto di una nuova politica esistenziale” del mondo dell’emigrazione italiana “non più quella dell’esodo di massa e delle emergenze sociali”: questo ha precisato nel suo intervento Riccardo Masini, direttore generale della “Trevisani nel Mondo” al convegno “Italiani nel mondo: associazionismo, organismi di rappresentanza e umanesimo latino”, promosso da Unaie, Fondazione Cassamarca e Umanesimo latino a Treviso lo scorso 5 dicembre.
Dopo aver ricordato la nascita delle associazioni di emigrazione, a seguito dell’esodo di massa che investì anche Triveneto a partire da metà ‘800, Masini ha rilevato che nella nuova Unaie “di impronta narducciana, l’Italia dell’associazionismo migratorio è ora capace di mettere assieme, nelle istanze comuni, una voce unica, qualificata e robusta, in grado di farsi sentire”.
Tra i temi che nel mondo associazionistico si segnalano come “nodi ancora da sciogliere” Masini rileva “la questione del voto regionale. Se non si completa il discorso nazionale, oggi conseguito, con quello regionale, rimaniamo monchi”. Il dirigete della Trevisani definisce poi “inqualificabile” il piano di ristrutturazione della rete consolare italiana all’estero “che equivale – rileva – alla decimazione di questi riferimenti importantissimi”. Prosegue segnalando “l’impellenza di definire l’esenzione Ici per la prima casa degli italiani all’estero, per ora affidata unicamente alle interpretazione e agli umori dei comuni”, e ripete, tra le domande sino ad oggi senza risposta avanzate dall’associazionismo: “quando la storia dell’emigrazione sarà inserita come materia di studio nelle nostre scuole?”
Mentre ricorda l’importanza della matrice extra-partitica contenuta nella carta dei valori dell’associazionismo, Masini ribadisce la capacità di quest’ultimo di “scoprire la dimensione di una sussidiarietà fatta di disponibilità dell’uno per l’altro e che fa sentire ancora più il senso di essere grande famiglia. In grande e in piccolo: con l’essere paladini dei diritti civili e umani a tutti i livelli, - egli prosegue - con il valorizzare il coraggio nascosto e il sostenere chi di bisogno. Con attenzioni per i giovani che hanno necessità di relazionare e di farsi sentire, ma considerando anche gli anziani, nerbo della nostra storia, che vanno rivalutati e inseriti nell’elenco dei benemeriti pionieri, aventi diritto a pieno titolo”.
“Associazionismo vuol anche dire guardare dentro agli interstizi delle nostre coscienze – conclude Masini - per verificare quanto e come siamo coerenti con i valori a cui si ispirano i nostri statuti associativi: di fondamentale matrice, umana e cristiana”.
“Facciamo in modo
che questo incontro non sia solo un bel ricordo da portarci a casa, - afferma
Masini, riferendosi al convegno - ma che rappresenti anche un mattone per la
causa comune. Perché, nel mondo, siamo tutti figli della stessa terra. E anche
di un ieri che va ricordato, vissuto e raccontato per fare migliore l’oggi e
percorribile il domani”. (