CAMERA DEI
DEPUTATI
I deputati Pd della circoscrizione Estero: Nuova legge
sulla cittadinanza, un’occasione mancata
ROMA - Il testo unificato sulla cittadinanza, presentato
dalla relatrice on. Isabella Bertolini (Pdl),
“delude fortemente le attese di un corso nuovo centrato
su alcuni valori – il riconoscimento dei diritti, un più equilibrato bilanciamento
tra jus sanguinis e jus
soli, l’apertura verso i “nuovi italiani” nati in Italia e inseriti stabilmente
nei percorsi formativi e di lavoro, il sostegno all’integrazione, un percorso
di volontaria e consapevole partecipazione alla comunità dei cittadini – che
potrebbero offrire un approdo positivo alla transizione sociale che si prolunga
da anni”. Così in una nota congiunta i deputati Pd eletti all’estero Gino Bucchino,
Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco
Narducci, Fabio Porta. “Non è proprio un messaggio di comprensione
e di carità quello che a ridosso del Natale la maggioranza di governo invia
sul tema della cittadinanza” commentano. I deputati denunciano che “il testo
in discussione non accorcia i tempi della richiesta in cambio della volontà
di accettazione dei principi e delle regole della nostra società, non accetta
l’idea che per i giovani di seconda generazione basti la frequenza di un intero
corso di studi, aumenta la discrezionalità della pubblica amministrazione nella
concessione della cittadinanza”.
Per i deputati Pd si tratta di “un’importante occasione
mancata, un altro grave prezzo pagato all’equilibrio della maggioranza e, in
particolare, alle sue componenti più oltranziste. Un motivo di tristezza per
noi rappresentanti degli italiani all’estero, che vediamo riproporre in Italia
il clima civile e le posizioni politiche che abbiamo dovuto contrastare in diversi
Paesi del mondo”.
E c’è anche un’altra “lacuna”: “l’assenza completa di
indicazioni per quanto riguarda le questioni della cittadinanza degli italiani
all’estero”. “Ci sono – ricordano i deputati Pd dell’estero - due situazioni
non più rinviabili, come ha ricordato l’on. Garavini
nel suo intervento: il riacquisto della cittadinanza per coloro che all’estero
l’hanno perduta per ragioni di lavoro, la possibilità di acquisto da parte delle
donne sposate a stranieri prima del I° gennaio 1948
e da parte dei loro figli e discendenti. Ricordiamo che già
“Cercheremo – assicurano i deputati Pd - di cogliere
l’occasione dell’esame in Aula del provvedimento per migliorarlo e per aprire,
con emendamenti mirati, anche la porta degli italiani all’estero, che questa
maggioranza continua a tenere sbarrata”.
“Nella discussione generale ci sono stati accenti interessanti
anche da parte di qualche esponente di maggioranza. Vogliamo sperare che non
si tratti di enunciazioni retoriche, ma di vera disponibilità”. Per questo,
“ancora una volta facciamo appello agli altri eletti all’estero perché concorrano
attivamente, oltre le logiche meccaniche di schieramento, a rendere giustizia
a chi da troppo tempo l’aspetta” concludono Bucchino, Farina, Fedi, Garavini,
Narducci, Porta. (