INFORM - N. 238 - 22 dicembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Diplomazie al lavoro per il caso di Sergio Cicala e Filomen Kabouree, sequestrati nel deserto della Mauritania

Frattini in Mauritania l’11 e il 12 gennaio “per un viaggio già previsto ma utile per lavorare da vicino su questa vicenda”

Massari: “Silenzio stampa della Farnesina, una linea che paga”. Preso il capo dei sequestratori? I partiti di opposizione mauritani condannano il sequestro della coppia italiana: “Atto barbaro e terroristico”

 

ROMA – Ha adottato, come in altri casi, la linea del silenzio stampa l’Unità di Crisi della Farnesina, per evitare di danneggiare Sergio Cicala e la moglie Filomen Kabouree (originaria del Burkina Faso ma con passaporto italiano) rapiti venerdì nel deserto al confine tra Mauritania e Mali, “Una linea che ha pagato” ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri, Maurizio Massari, intervistato da Sky Tg24. Massari ha assicurato che la Farnesina “ha attivato tutti i canali” a sua disposizione per arrivare quanto prima alla soluzione di questo sequestro. Massari ha ricordato che ieri dalle autorità della Mauritania è stata assicurata la “piena collaborazione” nelle operazioni di ricerca della coppia italiana (ieri c’è stato un colloquio telefonico tra i ministri Naha Mint Mouknass e Franco Frattini). Massari ha ricordato che sul sito “Viaggiare sicuri” il Ministero degli Esteri segnala Paesi e zone a rischio, tra cui la Mauritania. “E’ anche responsabilità degli italiani non avventurarsi in luoghi pericolosi” ha detto Massari.

Intanto il ministro degli Esteri Franco Frattini -  parlando con i giornalisti al termine del saluto del Presidente Napolitano ai diplomatici in Quirinale .  ha annunciato che sarà in Mauritania nei giorni 11 e 12 gennaio, “per un viaggio già previsto ma utile per lavorare da vicino su questa vicenda”.  Frattini è tornato a invitare i giornalisti al silenzio stampa, perché “le supposizioni contribuiscono solo a inasprire la situazione” e ad intralciare il lavoro delle diplomazie. Le autorità italiane, ha spiegato Frattini, sono in contatto con quelle mauritane, del Burkina Faso e del Mali. “Non si sa infatti - ha detto - chi siano i rapitori né dove siano i nostri connazionali. Il ministro ha inoltre spiegato che le autorità locali stanno esaminando il pulmino dei coniugi Cicala ritrovato lontano dalla rotta Mauritania-Burkina Faso.

Da registrare che secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, che ha contattato fonti della sicurezza, le autorità della Mauritania avrebbero arrestato il capo dei sequestratori. L’uomo, arrestato la notte scorsa, sarebbe Abderrahmane Ben Meddou, di nazionalità malese, e avrebbe confessato di essere stato assoldato dall’al Qaeda del Maghreb islamico (Aqmi) con il compito di “sorvegliare e localizzare” la coppia di italiani, “con la promessa di un compenso di 22 mila dollari da da riscuotere a operazione completata”.

Il coordinamento dei partiti di opposizione in Mauritania ha condannato il sequestro della coppia italiana. “Si tratta di un atto barbaro e terroristico che mina gli interessi del nostro Paese” si legge in una nota ripresa dall’agenzia di stampa mauritana al-Akhbar. Secondo i partiti di opposizione mauritani, “la responsabilità di quanto accaduto ai due stranieri va addebitata anche alle autorità di Nouakchott, che sono responsabili del deterioramento della sicurezza nel Paese”. (Inform)

 

 


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