ITALIANI ALL’ESTERO
Diplomazie al lavoro per il caso di Sergio Cicala e Filomen
Kabouree, sequestrati nel deserto della Mauritania
Frattini in Mauritania l’11 e il 12 gennaio “per un viaggio
già previsto ma utile per lavorare da vicino su questa vicenda”
Massari: “Silenzio stampa della Farnesina, una linea
che paga”. Preso il capo dei sequestratori? I partiti di opposizione mauritani
condannano il sequestro della coppia italiana: “Atto barbaro e terroristico”
ROMA – Ha adottato, come in altri casi, la linea del
silenzio stampa l’Unità di Crisi della Farnesina, per evitare di danneggiare
Sergio Cicala e la moglie Filomen Kabouree
(originaria del Burkina Faso
ma con passaporto italiano) rapiti venerdì nel deserto al confine tra Mauritania
e Mali, “Una linea che ha pagato” ha detto il portavoce del Ministero degli
Esteri, Maurizio Massari, intervistato da Sky Tg24. Massari ha assicurato che
Intanto il ministro degli Esteri Franco Frattini - parlando
con i giornalisti al termine del saluto del Presidente Napolitano ai diplomatici
in Quirinale . ha annunciato che sarà in Mauritania nei giorni 11 e 12
gennaio, “per un viaggio già previsto ma utile per lavorare da vicino su questa
vicenda”. Frattini è tornato a invitare i giornalisti al silenzio stampa,
perché “le supposizioni contribuiscono solo a inasprire la situazione” e ad
intralciare il lavoro delle diplomazie. Le autorità italiane, ha spiegato Frattini,
sono in contatto con quelle mauritane, del Burkina
Faso e del Mali. “Non si sa infatti - ha detto - chi
siano i rapitori né dove siano i nostri connazionali. Il ministro ha inoltre
spiegato che le autorità locali stanno esaminando il pulmino dei coniugi Cicala
ritrovato lontano dalla rotta Mauritania-Burkina Faso.
Da registrare che secondo l’agenzia di stampa cinese
Xinhua, che ha contattato fonti della sicurezza, le autorità
della Mauritania avrebbero arrestato il capo dei sequestratori. L’uomo, arrestato
la notte scorsa, sarebbe Abderrahmane Ben Meddou,
di nazionalità malese, e avrebbe confessato di essere stato assoldato dall’al
Qaeda del Maghreb islamico (Aqmi)
con il compito di “sorvegliare e localizzare” la coppia di italiani, “con la
promessa di un compenso di 22 mila dollari da da riscuotere
a operazione completata”.
Il coordinamento dei partiti di opposizione in Mauritania
ha condannato il sequestro della coppia italiana. “Si tratta di un atto barbaro
e terroristico che mina gli interessi del nostro Paese” si legge in una nota
ripresa dall’agenzia di stampa mauritana al-Akhbar.
Secondo i partiti di opposizione mauritani, “la responsabilità di quanto accaduto
ai due stranieri va addebitata anche alle autorità di Nouakchott, che sono responsabili
del deterioramento della sicurezza nel Paese”. (