IMMIGRAZIONE
L‘incidenza in Veneto della crisi sul mercato
del lavoro
VENEZIA - Nel Veneto, da poco meno di 160 mila assunzioni di lavoratori stranieri nei primi nove mesi del 2008 si è passati a poco più di 121 mila nello stesso periodo del 2009. Una contrazione pari al 24%, leggermente inferiore a quella relativa alle assunzioni di lavoratori italiani che, con un -24,5%, sono passate da circa 433 mila a 327 mila. Il peso degli stranieri in questo periodo si è mantenuto attorno al 27% del flusso complessivo di assunzioni.
Sono dati elaborati da Veneto Lavoro, in occasione di un incontro a Mestre (Venezia) sul tema dell’associazionismo straniero come risorsa contro la crisi, e resi noti dall’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona.
Dal punto di vista settoriale la flessione rimane prevalentemente concentrata nel comparto industriale, in particolare nella meccanica e nell’industria del mobile. L’incidenza degli stranieri sui flussi di assunzione si è ridotta nei settori in cui la domanda di lavoro immigrata è diventata strutturale e spesso maggioritaria, come quella del comparto manifatturiero (dal 34% al 33%) e delle costruzioni (dal 46% al 45%). E’ rimasta positiva e in aumento invece la domanda di stranieri nei settori dell’agricoltura (dal 53% al 58%) e dei servizi (dal 19% al 20%).
A partire dal
secondo semestre del 2008, il flusso di lavoratori italiani e stranieri
che si è iscritto alle liste di disponibilità presso i Centri per l’Impiego
del Veneto si è incrementato. Il peso degli stranieri iscritti è passato dal
24% (con 29 mila iscrizioni) al 26% (con circa 33 mila) del totale. Nella maggior
parte dei casi si tratta di lavoratori che hanno dichiarato l’immediata disponibilità
e sono anche in mobilità ed è questa la componente di disoccupati stranieri
che già nel terzo trimestre del