FONDAZIONE MIGRANTES
Natale con i migranti
Gli auguri del direttore generale mons.
Giancarlo Perego
ROMA - “Quest’anno il Natale arriva in un tempo di incertezza, di precarietà e di crisi, che segna profondamente anche le persone e le famiglie che vivono in viaggio, o in un Paese diverso, o in sosta lontano da casa, per uno spettacolo o per la ricerca di una situazione nuova di vita, o in fuga da guerra e povertà. Il Natale tocca profondamente la mobilità, nelle sue storie e nei suoi volti. Da sempre. Da quando Dio ha scelto di entrare nella storia dell’uomo mentre una famiglia da Nazareth è in viaggio. Dio ha scelto d’incontrare tutti gli uomini nei volti dei magi. Dio ha scelto di condividere la fuga dalla violenza umana, nel suo viaggio in Egitto. Tre momenti del Natale incrociano profondamente la mobilità umana e la qualificano anche come un tassello della storia dell’Incarnazione, dell’incontro tra Dio e l’uomo. In questo senso la mobilità, nei volti e nelle storie dell’immigrazione e della migrazione, in ogni forma di nomadismo dell’uomo, aiuta a dare senso al Natale: ci aiuta a riscoprire la verità del Natale. Per questo il Natale ha più senso con i migranti, piuttosto che senza immigrati. Il Natale ha più senso negli incontri, piuttosto che nell’indifferenza verso chi arriva. Natale ha più senso nella conoscenza che nella diffidenza”
Così mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, in una lettera di auguri per il Natale.
“Quest’anno il
Bambino che nasce ha il volto di milioni di bambini migranti e rifugiati, che
chiedono accompagnamento, famiglia, rispetto, giustizia, cittadinanza, come
ci ha ricordato il Papa nel Messaggio per