INFORM - N. 236 - 18 dicembre 2009


CASO BATTISTI

Nuovi sviluppi in Brasile

“Il presidente Lula agisca secondo gli impegni assunti col trattato di estradizione”

 

RIO DE JANEIRO - Grande scalpore ha suscitato la decisione del giudice del Supremo Tribunale Federale, Eros Grau, che, nello spiegare la sua dichiarazione di voto in ordine alla estradizione di Cesare Battisti dal Brasile, aveva lasciato alcuni dubbi sulla interpretazione del suo voto che delegava la decisione finale sulla estradizione o meno, al presidente Lula. Il 18 novembre scorso, infatti, il Supremo Tribunale aveva deciso di concedere l’estradizione di Battisti, con 5 voti a 4, ma aveva lasciato la decisone finale al presidente. Ora i giudici hanno riaffermato che la parola finale spetta al presidente Lula, ma hanno sottolineato che questi può essere ritenuto responsabile se decidesse di concedere l’asilo politico a Battisti, giudicato in Italia per delitti comuni e non ideologici, venendo così meno al trattato di estradizione sottoscritto dai due paesi nel 1989.

La corte, con la sua dichiarazione del 16 dicembre, vuole così riaffermare la necessità, per non dire l’obbligazione, che il presidente agisca secondo gli impegni assunti col trattato, che prevede l’obbligo dell’asilo, solo nel caso che il rifugiato sia stato condannato per crimini politici oppure quando si possa prevedere che una eventuale persecuzione politica nei suoi confronti. Il collegio giudicante riafferma, pertanto, che essendo stato Battisti condannato all’ergastolo per crimini comuni, la concessione dell’asilo politico infrangerebbe, di fatto, lo spirito del trattato e, quindi, Lula se ne assumerebbe le conseguenze. (Edoardo Pacelli, Italiamiga/Inform)

 


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