INFORM - N. 236 - 18 dicembre 2009


PARTITI

Presentata alla Camera la guida sull’attività parlamentare dei deputati del Pd eletti all’estero

Gli interventi di Alessandro Maran, Franco Narducci, Gino Bucchino, Marco Fedi, Fabio Porta, Gianni Farina e Laura Garavini

 

ROMA- Una guida e un dvd contenenti la documentazione di tutti gli atti, interrogazioni, interpellanze e proposte, presentate o illustrate in Aula dai sei deputati del Partito democratico eletti nella circoscrizione Estero. Nella guida a stampa, curata da Norberto Lombardi e coordinata da Stefania Pieri, i contributi del presidente del gruppo Pd alla Camera Antonello Soro, del responsabile Esteri del Pd Piero Fassino e dei sei eletti all’estero; e questi ultimi propongono e spiegano le loro idee all’interno del dvd attraverso inserti filmati.

La presentazione della guida, nella sala Mappamondo di Montecitorio, è stata aperta dal vice presidente del gruppo Pd alla Camera dei Deputati, Alessandro Maran. L’iniziativa editoriale - ha detto - si prefigge “di porre l’accento sulla presenza qualificata degli italiani all’estero nel gruppo del Pd. Essi - ha proseguito - rappresentano un modello d’integrazione, ci ricordano che siamo stati fino a non molti anni fa un paese di emigranti e che ora ci troviamo a vivere un’altra sfida, dall’altra parte della riva. Un esempio per l’oggi, per questa nostra Italia che non ha ancora sviluppato un proprio modello d’integrazione e che considera l’immigrazione quasi esclusivamente una minaccia”.

“Incontri come questo - ha spiegato Franco Narducci, eletto nella ripartizione Europa - sono importanti perché c’è una grossa incognita sulla nostra attività all’estero e bisogna comunicare le cose che vengono fatte, in funzione delle esigenze dei bisogni e del mandato che gli elettori hanno affidato ai parlamentari eletti all’estero, sia in termini di proposte di legge, interrogazioni e mozioni, sia per quanto riguarda i momenti in cui si discute con gli interventi in aula.”

“Lunedì – ha proseguito Narducci - debutta nell’aula del Parlamento la proposta di legge sulla cittadinanza agli immigrati e devo dire che siamo già sconcertati come parlamentari del Partito democratico per quanto è stato elaborato dalla Commissione Affari Costituzionali. Credo che questo non fosse l’obiettivo nemmeno del presidente della Camera Fini. Quindi ci sarà molto da lavorare e credo che in Parlamento noi dobbiamo essere protagonisti di questo dibattito, come persone che hanno vissuto i problemi e le difficoltà del percorso d’integrazione in un paese straniero e soprattutto il valore che ha la cittadinanza ai fini dell’integrazione e dei diritti. In fin dei conti con questa proposta di legge si sta costruendo lo scenario dell’Italia del futuro”.

Dopo aver sottolineato la necessità di portare avanti le battaglie in favore degli italiani all’estero, come quella sull’Ici, Narducci ha auspicato la ricerca di un dialogo con gli eletti all’estero delle altre forze politiche per quanto riguarda la riforma di Comites e Cgie. Ha infine ricordato la proposta di legge che prevede la costituzione di un apposito Consiglio per la promozione della lingua italiana nel nostro paese e all’estero.

“Mi sento soddisfatto per il lavoro che abbiamo svolto come parlamentari del Pd in ambito politico e legislativo - ha esordito Gino Bucchino, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale;- sono però insoddisfatto degli scarsi risultati ottenuti a causa dell’ignoranza e l’indifferenza nei confronti delle problematiche degli italiani all’estero. In questo ambito devo comunque dire che qualche segnale positivo e diverso lo abbiamo cominciato a vivere in occasione del dibattito in Aula sull’emendamento, firmato da Fedi e dagli altri eletti all’estero, volto al recupero in Finanziaria di qualche soldo per i nostri connazionali indigenti. In quella sede abbiamo assistito ad un dibattito intenso che ci ha dato, anche se l’emendamento è stato bocciato, la speranza di poter lavorare e di superare il muro dell’indifferenza”.

Bucchino ha poi ricordato la mancata assegnazione da parte dell’Inps, ai nostri connazionali residenti all’estero che ricevono una pensione dall’Italia e si trovano in una determinata situazione di reddito, dell’importo aggiuntivo di 154 euro sulla tredicesima mensilità. “Un somma che, se si calcolano nove anni di arretrati, farebbe una grande differenza per i nostri connazionali che vivono in America Latina”. 

“Il Pd - ha detto Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide - deve affermare al proprio interno la nuova dimensione della nostra emigrazione, che oggi è formata anche dalle nuove mobilità, come i ricercatori che lavorano all’estero. Un’esperienza,  quella degli italiani nel mondo, oggi molto più complessa e ricca di esigenze che il Partito democratico deve trovare il modo di  rappresentare.  C’è una piattaforma storica di rivendicazioni ancora aperta – ha aggiunto Fedi - che riguarda la previdenza sociale, come i diritti di cittadinanza. Rispetto a queste questioni noi abbiamo alcune volte cercato e trovato il dialogo con i parlamentari eletti all’estero della maggioranza. Siamo comunque pronti a mantenere aperto questo livello di discussione perché crediamo che si possano raggiungere obiettivi veri di riforma solo lavorando in sinergia”.

“La rappresentanza degli eletti all’estero in questo Parlamento è utile all’Italia – ha concluso Fedi - perché porta in questa dimensione, a volte così provinciale, aspetti culturali decisamente nuovi”.  

“La pattuglia degli eletti all’estero – ha spiegato Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale - ha lavorato in condizioni difficili sia per la situazione politica generale, sia perché questo anno e mezzo è stato anche per il Pd un periodo di transizione. Speriamo che il nuovo assetto del partito ci consenta, come eletti all’estero, di avere un’azione più incisiva e maggiormente coordinata con la nostra rappresentanza al Senato”.

Porta si è anche soffermato sulla riforma dei Comites e del Cgie: “Noi crediamo che sia giunto il momento di rivedere questo sistema in maniera graduale, coinvolgendo le nostre comunità all’estero, senza nessun colpo di mano e senza assecondare le intenzioni del sottosegretario Mantica che vuole ridurre la rappresentanza ad un mero terminale di trasmissione del potere esecutivo. Voglio inoltre ricordare - ha aggiunto Porta - la proposta di legge, che ho seguito in maniera particolare e che è stata  firmata anche da rappresentanti della maggioranza, volta all’introduzione nelle scuole italiane di un insegnamento specifico e multidisciplinare sulla storia della nostra presenza all’estero”. Il deputato ha infine sottolineato la necessità che il dibattito parlamentare sulla cittadinanza registri un forte presenza della componente degli eletti all’estero.

“L’iniziativa – ha affermato Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa - vuole essere un riconoscimento a tutto quello che noi eletti all’estero del Pd facciamo; perché siamo una grande opportunità che non è ancora stata utilizzata per arricchire il nostro paese di tematiche e di approcci nuovi anche al mondo dell’immigrazione”.

“Ormai – ha proseguito Farina - sono 5 milioni gli stranieri che vivono in Italia, uomini e donne indispensabili per l’economia del nostro paese, e i cittadini che vivono sul territorio metropolitano non sono ancora coscienti di questa straordinaria ricchezza: quella portata dall’immigrazione, che naturalmente comporta anche dei problemi che vanno affrontati, e quella che possiamo dare noi dall’estero”. Farina ha poi sottolineato la necessità di una proposta innovativa sui corsi di lingua e cultura italiana. “ Per il rilancio e la difesa della nostra lingua e cultura nel mondo – ha puntualizzato - dobbiamo fare una grande battaglia unitaria fra maggioranza ed opposizione. Una battaglia che riguarda tutti i parlamentari eletti nel mondo, i Comites ed il Cgie. Un organismo di rappresentanza, quest’ultimo, che ha bisogno di essere riformato ma in meglio e non in peggio, bisogna dargli più forza in modo che sia all’altezza di collaborare effettivamente con i parlamentari eletti all’estero”.

“Questa pubblicazione – ha spiegato Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa - è un’esposizione sobria, seria ed essenziale del lavoro che abbiamo fatto in modo unitario all’interno del gruppo del Pd in questo anno e mezzo di attività parlamentare. Il nostro lavoro compatto e tenace si è dovuto però scontare con l’approccio di smantellamento adottato dalla maggioranza per le politiche degli italiani all’estero.

Dopo aver affermato che gli eletti all’estero del Pd hanno conquistato la fiducia e il rispetto dei colleghi e dell’opinione pubblica in quanto portatori e interpreti di esperienze di integrazione che possono dare un importante contributo al nostro paese, la Garavini ha spiegato che l’azione degli eletti all’estero è a 360 gradi. Da un lato vi è stata la massima attenzione alle tematiche tradizionali delle nostre comunità all’estero, come la scuola, l’assistenza, la previdenza, la rappresentanza e i diritti civili, dall’altro si sono seguite da vicino le nuove manifestazioni dell’essere italiani all’estero, come la fuga dei cervelli, l’internazionalizzazione e la concessione dei diritti civili agli immigrati: “un contributo che diamo alla modernizzazione del nostro paese”.

Fra gli altri interventi quello del consigliere del Cgie Gian Luigi Ferretti - che ha citato l’opposizione “dai toni giusti” portata avanti alla Camera dagli eletti all’estero del Pd e la “dolce eutanasia”contenuta nella bozza di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo depositata al Senato - e quello del presidente della Cne Rino Giuliani che ha chiesto di conoscere la posizione ufficiale del Pd sulla bozza Tofani, la proposta di riforma del Cgie e dei Comites, e quali iniziative abbia assunto il Pd per togliere dallo stallo la proposta di legge Narducci sul riconoscimento dell’associazionismo di promozione sociale all’estero.

“Sulla questione della rappresentanza la nostra posizione è molto chiara – ha replicato Fedi. – Noi non pensiamo che questa riforma sia una priorità, in quanto riteniamo che andrebbe chiarita innanzitutto, rispetto alle riforme istituzionali, quale sarà la collocazione degli eletti all’estero nel nuovo Parlamento. La riforma è un’iniziativa politica spinta del governo che è stata recepita dalla maggioranza al Senato dove e stata illustrata da un relatore del Pdl. Quando il disegno di legge giungerà alle Commissioni della Camera, noi appronteremo una serie di emendamenti che tengano conto dei vari contributi”. (Goffredo Morgia - Inform)

 


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