INFORM - N. 235 - 17 dicembre 2009


CLIMA

Conferenza Onu a Copenaghen 

Frattini: Ue apripista,  ma è  necessario accordo vincolante

Prestigiacomo: Senza Usa e Cina un accordo non ha senso

 

ROMA - La Conferenza Onu sul clima, che si svolge a Copenaghen, si avvia alla stretta finale con le dichiarazioni dei capi di Stato e di Governo, mentre si parla di un negoziato che dovrebbe condurre ad un complesso  “compromesso politico”.

“Se non ci sarà un accordo vincolante – ha detto il ministro degli Esteri  Franco Frattini – sarà una disillusione per tutto il mondo”. L’Europa ha aggiunto il ministro “ha fatto da apripista”.

“Il Consiglio europeo – ha spiegato Frattini - ha deciso di ridurre del 20% le emissioni fino al 2010 ed arrivare fino al 30% se gli altri Paesi prenderanno impegni comparabili. Frattini ha ricordato anche il fondo di oltre 7 miliardi di euro messo a disposizione dall’Europa per i paesi in via di sviluppo”.

Nell’ambito della Conferenza la volontà dell’Europa di arrivare ad accordi sul clima si è tradotta nell’intesa tra la stessa Unione europea e l’Unione africana per un finanziamento a lungo termine da parte dell’Ue per i Paesi più poveri. Un elemento, che secondo non pochi osservatori, potrebbe rappresentare una svolta negoziale.

La necessità di “una nuova base negoziale” è stata sottolineata dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo nel corso del vertice, ma senza impegni di Usa e Cina, ha aggiunto, “per l'Europa passare dal 20% al 30% non avrebbe effetti sul negoziato, né sul clima”.

“L'Europa - ha sottolineato il ministro - continuerà ad impegnarsi per raggiungere un accordo globale sul clima, ma occorrono delle condizioni: che gli Usa taglino le emissioni con target paragonabili a quelli europei e che i Paesi emergenti assumano impegni vincolanti sulla limitazione delle emissioni. In assenza di tali condizioni per l'Europa, il passaggio dal 20 al 30 per cento di tagli alle emissioni oltre a non aver alcun effetto positivo sul negoziato ed a 'bruciare' una carta importante per trattative future, non servirebbe alla causa del clima per la quale siamo riuniti qui”. Usa e Cina producono da soli il 50% dei gas serra nel mondo: “Senza di loro un accordo sul clima non ha senso”, ha detto il ministro  Prestigiacomo. (Inform)

 

 


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