INFORM - N. 235 - 17 dicembre 2009


LINGUA E CULTURA ITALIANA

Al Vittoriano il convegno “Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento: dall’italiano dello Stato preunitario alla lingua dei migranti”

Apre la seconda giornata di lavori, promossi da Dante Alighieri e Museo centrale del Risorgimento, il sottosegretario Mantica: “Italiano non lingua perduta, ma da abitare e trasformare in espressione di cultura”.

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha aperto stamani i lavori del convegno “Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento: dall’italiano dello Stato preunitario alla lingua dei migranti” promosso a Roma dalla Società Dante Alighieri e dal Museo centrale del Risorgimento.

Una tre giorni di riflessione sul cammino linguistico e culturale del nostro Paese, focalizzata sul ruolo della lingua italiana negli ultimi due secoli, dal periodo risorgimentale all’italiano come veicolo di integrazione per i nuovi migranti, in vista delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Il saluto di Mantica, all’avvio dell’appuntamento presso la sala conferenze del Vittoriano – dopo una prima sessione di lavori dedicata, ieri, alla presentazione del libro di Lucio Villari “L’Italia del Risorgimento” (v. http://www.mclink.it/com/inform/art/09n23507.htm ) – ha indicato come nota positiva che “anche alla Camera dei Deputati, pur nella difficoltà che contraddistingue il nostro mondo politico, si dedichi attenzione alla nostra lingua, come dimostra una proposta di legge, già depositata e firmata da 50 deputati, per istituire un Comitato per la difesa della lingua e della cultura italiana”.

Una tutela che lo stesso Mae promuove “specie nei confronti della comunità italiane che vivono all’estero, incentivando la trasmissione e la conoscenza della lingua delle radici nelle terze e quarte generazioni di connazionali”. Mantica ha ricordato in proposito il lavoro svolto dai 90 Istituti Italiani di Cultura all’estero, dalle circa 300 istituzioni scolastiche che propongono corsi di italiano e dai circa 260 lettori impiegati allo scopo presso gli atenei stranieri. “Un sistema che raggiunge circa mezzo milione di studenti ogni anno nel mondo – ha aggiunto il sottosegretario – a cui si aggiungono i 120-130 mila utenti dei Comitati Dante Alighieri. Se l’italiano non può essere una delle lingue più parlate, di certo le cifre ci dicono che essa è la quarta lingua più studiata all’estero”. Una lingua “da abitare”, cioè – sottolinea Mantica, riprendendo un’espressione dello scrittore Elias Canetti - “da conoscere e trasformare nel proprio quotidiano, per recuperare tutto ciò che in essa è espressione di cultura”. Uno sforzo però che il sottosegretario giudica “ancora troppo debole”. “In prospettiva il nostro Paese, se non potrà più far parte del G8, dato che non dipende comunque dalle scelte del governo – conclude Mantica – potrà rivestire il ruolo, che più propriamente gli compete, di grande potenza culturale”.

Giuseppe Talamo, presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, ha segnalato l’attenzione costante per la lingua e la storia italiana ad opera dell’Istituto. “Istituzioni come quella che rappresento non vanno difese, semmai conosciute – ha detto Talamo. – Per questo occorre un lavoro di collaborazione tra enti impegnati nel medesimo obiettivo, utile a far conoscere meglio ciò che viene fatto per l’approfondimento della nostra storia e della nostra cultura”.

Il presidente della Dante Alighieri Bruno Bottai ha ricordato invece la vicinanza concreta della Società nei confronti degli italiani emigrati “una costante – ha aggiunto - che ha contribuito a sviluppare quel senso di appartenenza che ancora oggi si trasmette alle giovani generazioni”. “La Dante offre una testimonianza di ciò che siamo stati e di ciò che oggi sono molte popolazioni coinvolte nel fenomeno migratorio – ha rilevato Bottai. – Il bisogno di sentirsi parte della propria cultura è una necessità fondamentale per ciascuna di queste persone,  a cui si deve tentare di rispondere con tutti i mezzi a disposizione”.

Sono state consegnate quindi le Benemerenze per l’arte e la cultura a personalità che si sono distinte nei vari settori per la promozione della cultura italiana in patria e all’estero: Maria Giulia Aurigemma (docente all’Università di Chieti e Pescara), Bruno Caruso (pittore), Giuliano Compagno (scrittore), Paolo Conti (giornalista), Isabella Donfrancesco (giornalista e responsabile dei programmi culturali di Rai Educational), Piero Dorfles (giornalista, scrittore e critico letterario), Antonio Galdo (giornalista), Antonio Giuliano (archeologo), Enzo Golino (giornalista e saggista), Fabio Isman (giornalista e critico d’arte), Amara Lakhous (giornalista e scrittore), Federico Masini (preside della Facoltà di scienze orientali dell’Università Sapienza di Roma), Neri Marcorè (attore), Manfredi Nicoletti (architetto e docente di composizione architettonica), Vittorio Nocenzi (musicista e compositore), Aldo Onorati (poeta e scrittore), Andrea Pontarelli (musicista), Tommaso Ricci (caporedattore cultura del tg2), Nicola Todaro Marescotti (consigliere del Mae), Stanislav Vallo (ambasciatore della Repubblica slovacca in Italia), Pier Luigi Vercesi (giornalista) e Vincezo Zingaro (regista e attore teatrale).

Domani, nella giornata conclusiva del convegno, verrà consegnato il premio “Dante Alighieri 2009” al presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. (Viviana Pansa – Inform)

 

 


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