INFORM - N. 235 - 17 dicembre 2009


LINGUA E CULTURA

Inaugurata a Roma, in Palazzo Firenze, la tre giorni promossa da Società Dante Alighieri, Fondazione Bellonci e Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano

Bruno Bottai: “La lingua italiana è un fattore determinante di coesione nazionale”

 

ROMA - Il presidente della “Dante” ambasciatore Bruno Bottai ha inaugurato a Roma, in Palazzo Firenze, la tre giorni promossa da Società Dante Alighieri, Fondazione Bellonci e Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, dedicata al cammino linguistico e culturale del nostro Paese, dallo Stato preunitario e risorgimentale ai flussi migratori che hanno trasformato la lingua e la cultura in importanti strumenti di integrazione

Bottai ha dato inizio alla presentazione del volume di Lucio Villari, Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento: dall’italiano dello Stato preunitario alla lingua dei migranti”  (Edizioni Laterza). “Il volume - ha detto - ci fa riflettere su importanti temi legati alla promozione della lingua italiana quale fattore di coesione nazionale, soprattutto in un periodo storico come quello risorgimentale. Oggi l’attenzione deve partire dal passato per analizzare un fenomeno di grandi proporzioni come quello degli immigrati che giungono in Italia per motivi di lavoro o di rifugio, provenienti dall’Europa o dalle coste africane. Si parla e si scrive in merito a questi problemi, ma non è ancora piena la consapevolezza che le soluzioni che sono o saranno trovate saranno determinanti per la fisionomia e l’avvenire del nostro Paese”

Al saluto del presidente della Società Dante Alighieri sono seguite le relazioni di Giorgio La Malfa presidente della Fondazione Ugo La Malfa, di Giuseppe Parlato presidente della Fondazione Ugo Spirito e di Paolo Peluffo vice presidente della “Dante”.

“Al di là dell’unificazione nazionale serviva un vero e proprio processo di identificazione - ha affermato l’On. La Malfa - e la Società Dante Alighieri fa bene a promuovere iniziative su questi temi di profondo interesse storico ma anche fortemente attuali”.

“La storia di grande respiro è praticamente scomparsa dai nostri scaffali - ha precisato Parlato -: il passato è fatto di cultura, di arte, di poesia, di letteratura, e Lucio Villari in questo libro riesce a tracciare un percorso capace di comprendere tutti questi aspetti storici, spiegando come l’Italia si sia sviluppata nel corso dei secoli. Oggi si è smarrito il concetto di Nazione, a cui solo Carlo Azeglio Ciampi ha saputo restituire un significato puramente risorgimentale”.

“«È nostro dovere riportare in vita un patrimonio storico che stiamo perdendo - ha dichiarato il consigliere Peluffo - e in questa direzione il libro di Villari riesce a ricostruire lo spirito del Risorgimento, fornendo informazioni e dati preziosi. Lo sforzo che le istituzioni devono fare è quello di restituire a tutti l’opportunità di consultare notizie storiche, oggi difficilmente rintracciabili”.

“Sembra che la storia italiana si apra e si chiuda con il ventennio fascista - ha infine detto l’autore Lucio Villari -, dal momento che tutta l’azione emozionale appare concentrata su questo periodo, causando un conseguente calo di interesse, soprattutto nelle scuole e tra i giovani, per le altre epoche, in particolare per quella risorgimentale. Rispetto agli altri, dunque, il nostro è senza dubbio un Paese smemorato, disattento e poco consapevole dell’importanza della memoria storica”. (Inform)

 


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