ITALIANI ALL’ESTERO
Gli studi sui veneti nel mondo
PADOVA - Si può definirlo un piccolo convegno quello
che si è tenuto nella sala Paladin del Comune di Padova
(v. Inform http://www.mclink.it/com/inform/art/09n22623.htm
, ndr) per parlare di libri sull’emigrazione veneta…già
esauriti, che fanno parte della collana “Civiltà veneta nel Mondo” diretta dal
professor Gianpaolo Romanato dell’Università di Padova.
Ha introdotto i diversi argomenti il professor Giovanni
Luigi Fontana, direttore del Dipartimento di storia dell’Università, presenti
gli autori delle tre ricerche: sull’emigrazione veneta in Romania, di Roberto
Scagno, Paolo Tomasella
e Corina Tucu, per ribadire
che gran parte di quell’emigrazione nei paesi dell’Europa centro – orientale
e in quelli danubiani – balcanici è tutta da approfondire; quindi “Veneti in
Sud Africa” di Lorenzo Carlesso e Alessandra Berto,
uno studio che parte da tempi lontani ma pure in buona parte da conoscere. Interessante,
storicamente parlando, l’appendice “Centomila prigionieri italiani in Sud Africa.
Il campo di Zonderwater” di Lorenzo Carlesso,
che indaga sul maggior campo di prigionia creato dagli anglo-americani per i
prigionieri di guerra italiani, dove i veneti erano ovviamente minoranza, ma
che fu principio di una nuova emigrazione (e anche di permanenza).
Tanta carne al fuoco, si potrebbe dire, su tutte queste
sezioni dell’emigrazione veneta curate in ambito universitario. Per quanto riguarda
il Sudafrica la ricerca è nata attraverso documenti ritrovati in loco, ma pochi
sapevano che al rientro alcune navi sono state affondate. Le autorità italiane
ne erano a conoscenza già alla fine del secondo conflitto. Questi libri, dell’editore
Longo, sono andati a ruba per le loro novità. Testimonianze di notevole originalità
li ha definiti il professor Fontana. Uno stereotipo, tra gli altri, da sfatare:
È intervenuto anche l’Assessore regionale ai Flussi migratori
Oscar De Bona, che ci ha dichiarato a margine dell’incontro: “La prossima ricerca
riguarderà l’emigrazione veneta in Canada. Questi studi hanno preso avvio dal
grande archivio dell’onorevole Meo Zilico, che era molto interessato all’argomento. Dobbiamo
andare in paesi dove le comunità venete sono numerose piuttosto che in quelle
dove i veneti sono arrivati in ordine sparso. Sarebbe interessante elaborare
testi anche sull’Istria,