ITALIA-IRAQ
Frattini: sostegno a Baghdad per la ricostruzione
istituzionale ed economica
ROMA - Sostegno dell’Iraq perché raggiunga il prima possibile
“lo status di attore autonomo e costruttivo” nella regione e “sviluppo in chiave
strutturale” della partecipazione italiana alla ricostruzione economica e istituzionale
del Paese. Sono queste le due principali direttrici della politica estera italiana
verso l’Iraq, che adesso vanno rafforzate. Lo ha ribadito il ministro Franco
Frattini aprendo i lavori della Prima Commissione Mista Italia-Iraq,
alla Farnesina il 14 e 15 dicembre (v. Inform http://www.mclink.it/com/inform/art/09n23234.htm)
.
Un evento “di grande significato” perché rappresenta
il primo seguito concreto dalla recente entrata in vigore del Trattato di Amicizia,
Cooperazione e Partenariato, firmato nel 2007: il “modo migliore per rafforzare
le eccellenti relazioni tra i due Paesi”, ha sottolineato il Ministro.
L’Iraq ha “tutte le carte in regola” per svolgere un
ruolo “costruttivo” sul piano regionale, offrendo un “contributo di pace” al
Medio Oriente e soluzioni per la “questione iraniana”. C’è poi la dimensione
dei rapporti con i Paesi del Golfo, una “terza sponda” del Mediterraneo fondamentale
per la stabilità regionale. Il segno del “nuovo profilo internazionale” dell’Iraq
lo si scorge anche nei rapporti con l’UE, con la “finalizzazione dei negoziati
per un Accordo di Partenariato”.
L’Italia sostiene sotto vari aspetti la ricostruzione
del Paese. Per quanto riguarda il capacity building
il Ministro ha ricordato la formazione dei funzionari dello Stato, dal settore
della pubblica sicurezza a quello della conservazione del patrimonio artistico
nonché della diplomazia. Inoltre, è stata aperta una linea di credito fino a
400 milioni di euro per “superare gli ostacoli che impediscono un più ampio
sviluppo economico del Paese”.
E proprio sul fronte economico il mercato iracheno “rappresenta
un’opportunità da non sottovalutare, magari a causa dei problemi di stabilizzazione
del Paese”. L’Italia è il primo importatore dall’Iraq tra i Paesi UE, ma vi
è un “forte squilibrio della bilancia commerciale a favore dell’Iraq, viste
le ingenti importazioni di idrocarburi da parte nostra”.