ITALIANI ALL’ESTERO
I Comites di Monaco e di Norimberga sulla
ristrutturazione della rete consolare
“Congelare la chiusura del Consolato di
Norimberga”
MONACO DI BAVIERA - Il Comites di Monaco di Baviera e l'Esecutivo del Comites di Norimberga si sono riuniti in seduta congiunta per discutere le prospettive per gli italiani in Baviera alla luce della prospettata chiusura del Consolato di Norimberga, prevista per il prossimo anno.
Nel corso della seduta - è detto in una nota a firma di Claudio Cumani e Stefano Palombi, presidenti rispettivamente dei Comites di Monaco e di Norimberga - è stato ribadito che tale decisione avrà delle pesanti ricadute sia per quanto riguarda i servizi ai connazionali che nei rapporti con le autorità bavaresi e le realtà economiche e commerciali tedesche.
Infatti, se da una parte i connazionali residenti in Franconia si troveranno costretti a numerose ore di viaggio per collegarsi con la capitale bavarese, dall'altra pesa gravemente l'inadeguatezza delle strutture fisiche del Consolato Generale di Monaco di Baviera, già oggi non a norma secondo la legge sulla sicurezza e l'igiene dei luoghi di lavoro e bisognose di una ristrutturazione architettonica per accogliere uffici più grandi, sale di attesa adeguate ed archivi in grado di assorbire la documentazione relativa ai circa 30.000 connazionali oggi residenti nella circoscrizione di Norimberga.
Inoltre l'inadeguatezza della struttura organica del Consolato generale di Monaco di Baviera (non compensata dal passaggio a Monaco di solo alcuni fra i dipendenti del Consolato di Norimberga) finirà per penalizzare i cittadini italiani in termini di qualità e celerità dei servizi erogati ed in termini di presenza esterna presso le realtà associative della nostra comunità e verso le autorità bavaresi e cittadine.
Se guardiamo con interesse all'introduzione del cosiddetto "consolato digitale", non possiamo tuttavia non notare come questi avrà bisogno di un periodo di tempo per entrare a regime, e come poi del tempo sarà necessario pure ai nostri connazionali meno giovani per prendere familiarità con le nuove tecnologie.
Per questo riteniamo
che l'ipotizzata riorganizzazione consolare debba avvenire soltanto dopo una
piena verifica della funzionalità dei nuovi servizi consolari informatici. Almeno
fino ad allora - concludono Palombi e Cumani - la chiusura del Consolato di
Norimberga dovrebbe essere "congelata". Se proprio necessario, un
eventuale declassamento ad agenzia consolare sarebbe comunque preferibile all'eliminazione
totale del servizio. (