RIFUGIATI
Soddisfazione dell’Agenzia Onu per l’adozione del Programma di Stoccolma sull’asilo
L’Unhcr alla Ue: Rinforzare
i diritti dei rifugiati
BRUXELLES - L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite
per i Rifugiati esprime “soddisfazione” per l’adozione del programma di Stoccolma
mirato a definire le priorità dell’Unione Europea sull’asilo e sulle altre questioni
riguardanti Giustizia e Affari Interni per il periodo 2010-2014. Allo stesso
tempo l’Unhcr esorta l’UE “affinché si assicuri che
gli obiettivi relativi alla gestione del fenomeno migratorio non mettano in
secondo piano i principi di protezione per i rifugiati”.
L’Unhcr accoglie “con favore”
il principio, ribadito dall’UE, in base al quale il Sistema Comune di Asilo
Europeo dovrà affondare le sue fondamenta nella piena e comprensiva applicazione
della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951 e sugli altri Trattati pertinenti.
Come ulteriore segnale di impegno per il rafforzamento dei diritti dei rifugiati
nella legislazione europea, il Programma di Stoccolma esprime anche l’intenzione
dell’UE di accedere alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del
“Le misure proposte nel Programma di Stoccolma dovrebbero
aiutare a porre fine alle disparità nelle pratiche di asilo tra i vari stati
membri dell’UE - afferma Judith Kumin, direttore
Unhcr per l’Europa - Come confermato oggi, gli obiettivi
prioritari dovrebbero permettere al Sistema Comune di Asilo Europeo di avvicinarsi
al suo scopo di assicurare un esito giusto ed efficiente per le richieste di
asilo in tutta l’Unione.”
A proposito della cooperazione sul piano pratico, l’Unhcr incoraggia gli stati membri dell’UE a dare il loro “incondizionato
appoggio” all’Ufficio di Supporto Europeo in materia di Asilo (European Asylum Support Office - EASO) “nell’ambito del suo compito di migliorare
la coerenza e la qualità delle procedure di asilo”. L’Unhcr ha dato “la propria disponibilità” a collaborare con
l’EASO e a “mettere a disposizione le proprie competenze” anche nell’ambito
dell’Office’s Management Board.
Tra i vari passi concreti da effettuare nell’ambito del
Programma, l’UE considererà la possibilità di creare una struttura di “trasferimento
di protezione” all’interno dell’UE. L’Unhcr si augura
che “un accordo in tale senso possa permettere ai rifugiati e alle altre persone
a cui sia riconosciuto il diritto alla protezione internazionale di godere di
maggiore libertà di movimento nell’UE, proprio come avviene per gli altri individui
non-europei presenti legalmente in Europa”. “Questo – sottolinea l’Unhcr
- sarebbe un importante obiettivo per assicurare un giusto trattamento alle
persone soggette alla protezione internazionale”.
L’Unhcr sostiene l’appello
dell’UE “affinché tra gli stati membri ci sia una maggiore ripartizione di responsabilità
e una più ampia solidarietà ed è pronto a contribuire agli sforzi in questo
senso”, ma chiede anche agli Stati di “mantenere l’attenzione su alti standard
di protezione”. “I sistemi di asilo di alcuni stati membri – rileva l’Unhcr
- sono sotto pressione più di altri a causa di un maggiore numero di arrivi”
e “le risposte a questa situazione dovrebbero contemplare l’introduzione di
emendamenti al Regolamento di Dublino, attualmente in discussione al Consiglio”.
“In aggiunta alle molte sfide attualmente in atto nell’UE
per la protezione dei rifugiati, il Programma di Stoccolma riafferma l’intenzione
dell’Unione di cooperare con Paesi terzi, compresi quelli che ospitano grandi
comunità di rifugiati” rileva l’Unhcr. Che accoglie
“con favore” l’intenzione dell’Europa di continuare a promuovere l’accesso alla
Convenzione di Ginevra per i Rifugiati e al suo Protocollo e offre la sua “collaborazione”
a proposito delle strategie e delle azioni dell’UE al di fuori dei propri confini,
anche per quanto riguarda il reinsediamento di rifugiati negli stati membri in base alla
proposta di un Programma congiunto dell’UE.
Per quanto concerne i “nuovi approcci” riguardanti l’accesso
all’asilo nei paesi a maggior transito, tendenzialmente quelli che si trovano
lungo il confine meridionale e orientale dell’UE, l’Unhcr
vuole “riportare l’attenzione sul fatto che spesso in tali paesi di transito
le condizioni sono attualmente inadeguate ad assicurare il rispetto dei diritti
fondamentali dei richiedenti asilo e dei rifugiati”. “E’ necessario – sottolinea
l’Unhcr - ancora molto lavoro per arrivare a delle
soluzioni durature per i rifugiati e per tutti coloro che hanno diritto alla
protezione nei paesi vicini all’UE”. (