INFORM - N. 231 - 11 dicembre 2009


PATRONATI

A Losanna Inca-Cgil, Inas-Cisl, patronato Acli e Ital-Uil consegnano al console generale Barattolo un documento sui diritti dei pensionati all’estero

Fra le richieste il riconoscimento dell’assegno di solidarietà per gli anziani indigenti e dell’esenzione Ici sulla prima casa anche ai connazionali nel mondo

 

LOSANNA – Una rappresentanza dei patronati Inca - Cgil, Inas-Cisl  Acli e Ital - Uil,  su invito del CEPA Svizzero, hanno incontrato il console generale d’Italia a Losanna Adolfo Barattolo per illustrare i punti salienti della piattaforma unitaria sui diritti dei pensionati all’estero. Lo rende noto Grazia Tredanari, presidente del Comites Vaud-Friburgo, che, oltre ad una breve cronaca dell’evento, propone anche alcune riflessioni.  

Nel documento unitario, che è stato presentato al console generale, viene chiesto il riconoscimento dell’assegno di solidarietà per gli anziani nati in Italia a residenti all’estero in condizioni di povertà; il ripristino del diritto all’assegno sociale per gli anziani che rientrano in Italia, senza l’obbligo dei dieci anni di residenza continuativa; la soluzione dei problemi ancora presenti nel pagamento delle pensioni italiane all’estero; l’esenzione dell’Ici sulla prima casa in Italia, se non affittata, anche per gli italiani all’estero; la soluzione del problema degli indebiti pensionistici maturati senza dolo e la ratifica degli accordi bilaterali, con la stipula di nuove Convenzioni internazionali e l’aggiornamento di quelle non più attuali.

La delegazione si è soffermata sulla necessità di eliminare ogni discriminazione nei confronti dei nostri connazionali all’estero, come ad esempio quella della mancata esenzione dall’Ici,sulla prima casa, e di rendere più sistematici i controlli sui redditi dei pensionati nel mondo, in modo da evitare inutili indebiti. Durante l’incontro si è anche parlato della ristrutturazione della rete consolare. Su questo punto Grazia Tredanari sottolinea come la riduzione delle sedi consolari, nonostante l’introduzione di nuovi supporti tecnologici dalla dubbia riuscita, rischi di tagliare servizi essenziali per i nostri connazionali. “Perché allora, se si chiudono i Consolati e non si intendono mantenere le agenzie, - si chiede il presidente del Comites proponendo una soluzione alternativa - non si provvede ad ampliare i servizi dei patronati? Questioni politiche, di opportunità, di competenze, pare! In realtà - prosegue la Tredanari - i patronati sono istituzioni che da anni danno prova della loro funzionalità e che vedono le loro mansioni aumentare, anche se non sono del tutte riconosciute dal punteggio che testimonia il riconoscimento lavorativo. Sono già sottoposti a controlli da parte di istituzioni italiane ed hanno dato prova di affidabilità e serietà, essendo anche soggetti alla normativa locale”.(Inform)

 

 


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