PATRONATI
A Losanna Inca-Cgil, Inas-Cisl, patronato Acli e Ital-Uil
consegnano al console generale Barattolo un documento sui diritti dei pensionati
all’estero
Fra le richieste il riconoscimento dell’assegno di solidarietà
per gli anziani indigenti e dell’esenzione Ici sulla prima casa anche ai connazionali nel mondo
LOSANNA – Una rappresentanza dei patronati Inca - Cgil,
Inas-Cisl Acli e Ital
- Uil, su invito del CEPA Svizzero, hanno incontrato il console generale
d’Italia a Losanna Adolfo Barattolo per illustrare i punti salienti della piattaforma
unitaria sui diritti dei pensionati all’estero. Lo rende noto Grazia Tredanari,
presidente del Comites Vaud-Friburgo,
che, oltre ad una breve cronaca dell’evento, propone anche alcune riflessioni.
Nel documento unitario, che è stato presentato al console
generale, viene chiesto il riconoscimento dell’assegno di solidarietà per gli
anziani nati in Italia a residenti all’estero in condizioni di povertà; il ripristino
del diritto all’assegno sociale per gli anziani che rientrano in Italia, senza
l’obbligo dei dieci anni di residenza continuativa; la soluzione dei problemi
ancora presenti nel pagamento delle pensioni italiane all’estero; l’esenzione
dell’Ici sulla prima casa in Italia, se non affittata, anche per gli italiani
all’estero; la soluzione del problema degli indebiti pensionistici maturati
senza dolo e la ratifica degli accordi bilaterali, con la stipula di nuove Convenzioni
internazionali e l’aggiornamento di quelle non più attuali.
La delegazione si è soffermata sulla necessità di eliminare
ogni discriminazione nei confronti dei nostri connazionali all’estero, come
ad esempio quella della mancata esenzione dall’Ici,sulla prima casa, e di rendere
più sistematici i controlli sui redditi dei pensionati nel mondo, in modo da
evitare inutili indebiti. Durante l’incontro si è anche parlato della ristrutturazione
della rete consolare. Su questo punto Grazia Tredanari sottolinea come la riduzione delle sedi consolari,
nonostante l’introduzione di nuovi supporti tecnologici dalla dubbia riuscita,
rischi di tagliare servizi essenziali per i nostri connazionali. “Perché allora,
se si chiudono i Consolati e non si intendono mantenere le agenzie, - si chiede
il presidente del Comites proponendo una soluzione
alternativa - non si provvede ad ampliare i servizi dei patronati? Questioni
politiche, di opportunità, di competenze, pare! In realtà - prosegue