INFORM - N. 231 - 11 dicembre 2009
ITALIANI ALL’ESTERO
Colombia: a Paipa la prima Conferenza delle donne
lucane nel mondo
Verso una rete mondiale di donne lucane
Pietro Simonetti: Coniugare
impegno e passione per interscambio
PAIPA – “Coniugare impegno, passione e progetto per giungere
a risultati concreti per quanto concerne l’interscambio e la volontà reale di
cooperazione tra quelle che ormai sono a tutti gli effetti le due Basilicata,
sia in termini numerici che di potenzialità finora inespresse”. Questo è indispensabile
per il presidente della Commissione regionale dei lucani all’estero Pietro Simonetti,
intervenuto ai lavori - a Paipa, nell’area di
Boyacà in Colombia - della prima Conferenza mondiale delle
donne lucane dal tema “Ruolo, Esperienze e Progetti”.
Una iniziativa che si pone l’obiettivo della creazione
di una rete mondiale di donne lucane. Il progetto - “Leadership femminile: Le
donne lucane nel mondo” - avrà durata biennale. Si articola in cinque
fasi: creazione di uno Sportello lucano all’estero dedicato esclusivamente alle
donne; censimento di tutte le donne lucane residenti all’estero; creazione di
un data base classificato per Paese, settore di attività e fascia di età;
creazione di una rete internazionale di donne lucane nel mondo che interagisca
attraverso lo Sportello; avvio di percorsi formativi per favorire l’aggiornamento
del management femminile lucano nel mondo. Con lo Sportello, come spiegato
da Simonetti, si punta a mettere a confronto le esperienze
lavorative di diverse donne, tutte con un proprio background, attraverso l’ausilio
sia delle Associazioni dei lucani nel mondo, tra di loro, già in rete, sia tramite
i due Sportelli già operanti in Argentina e Uruguay, e i prossimi che si istituiranno
in Cile e in Brasile, oltre che contribuire alla valorizzazione delle donne
lucane all’estero, potrà promuovere una maggiore partecipazione delle donne
ai momenti di rappresentanza politico istituzionale delle comunità, sostenere
e diffondere iniziative imprenditoriali a carattere innovativo. Il progetto
della rete delle lucane nel mondo, ha spiegato Simonetti - si colloca anche nel quadro dei 15 Accordi stipulati
tra l’Univerità della Basilicata e altri Atenei all’estero.
In Colombia, inoltre, è in fase di attuazione, nell’area di Boyacà, che vede una forte presenza di lucani, un accordo
per lo sviluppo di attività produttive e di servizi”. La Conferenza delle donne
lucane nel modo “rappresenta – ha anche sottolineato Simonetti
- uno dei tasselli della strategia tesa a rafforzare l’iniziativa delle comunità
lucane nel mondo. Dalla Basilicata sono partite circa 720.000 persone e, al
momento, tenuto conto dei discendenti, ci sono circa 1.200.000 cittadini che
si richiamano alla Basilicata, terra di origine. Si tratta – ha rimarcato -
di una grande risorsa. Storie, esperienze, impegno che riguardano particolarmente
le donne lucane. Con il progetto in discussione in Colombia, dove vi è la presenza
delle delegate di 17 Paesi, in prevalenza dell’America Latina, si vuole realizzare
una rete che dia la possibilità di concretizzare attività culturali, formative,
scambi, corsi di lingua italiana e altre iniziative di carattere internazionale”.
“La Conferenza – ha precisato
Simonetti – si somma alla costituzione del Forum dei
giovani, alla realizzazione degli sportelli Basilicata nel mondo, al Museo dell’Emigrazione
intitolato a Nino Calice, che vedrà la luce nel castello Federiciano di Castel
Lagopesole, nell’ambito dell’attuazione del Piano
triennale approvato all’unanimità dal Consiglio regionale”. “In questo quadro
– ha aggiunto – sono state realizzate 7 reti di Federazioni in America latina,
prossime le sedi di Bogotà in Colombia e Assunciòn
in Paraguay, oltre a quella in via di apertura in Cile. In occasione della Conferenza
di Tunja abbiamo definito – ha concluso Simonetti
- il restauro, nell’area di Boyacà, di un importante
monumento e deciso il sostegno al progetto di un pozzo per Natale in Giunea
per dare acqua alle popolazioni locali”.
Rocco Romaniello, funzionario
dell’Ufficio ‘Internazionalizzazone e Promozione dell’Immagine’
del dipartimento Presidenza della Giunta regionale, ha illustrato le linee guida
del progetto per le donne lucane nel mondo. “Le specificità delle esperienze
di emigrazione espresse dalle delegate – ha detto – hanno trovato unità nella
decisione di assumere responsabilità diretta nella formulazione e nell’attuazione
di politiche a favore delle lucane all’estero anche a livello sovranazionale
e intercontinentale in diretta collaborazione con il Ministero e la
Commissione Pari Opportunità”.“Il momento di raccordo di questo
processo – ha continuato Romaniello – deve essere
la creazione di uno Sportello unico lucano all’estero dedicato solo alle donne
che abbia come punto di riferimento i coordinamenti nazionali delle donne, giuridicamente
riconosciuti, congruamente finanziati e opportunamente collegati alle rappresentanze
dipolmatico-consolari e culturali dell’Italia all’estero
attraverso Tavoli di lavori sulle Pari Opportunità”. “Tra i compiti del coordinamento
– ha spiegato –l’individuazione e la promozione di ricerche mirate alla valorizzazione
delle risorse femminili nelle diverse realt à nazionali,
alle esigenze delle esponenti della più recente mobilità e agli interessi emergenti
nelle nuove generazioni di origine italiana, compreso il restringimento delle
restrizioni giuridiche al riconoscimento della cittadinanza italiana, richiesta
come recupero di una identità”. “Vitale per il raggiungimento di tutti gli obiettivi
che le donne italiane nel modo si sono prefisse - ha sottolineato Romaniello - è la certeza dell’eguale
acceso a tutti gli strumenti di comunicazione, nonché ad una informazione completa,
puntuale, trasparente, paritaria e circolare”. “Solo l’informazione – ha aggiunto
– può assicurare un percorso che accomuni tutte le generazioni femminili, partendo
dalla tradizione quale valore irrinunciabile per avvicinarsi a tutte le promesse
e alle concretezze della innovazione”. Fra gli obiettivi del progetto, prioritari
“promuovere una maggiore partecipazione delle donne ai momenti di rappresentanza
politico-istituzionale delle comunità, sostenere lo sviluppo di percorsi formativi
volti a favorire l’aggiornamento del management femminile tra la regione e i
lucani nel mondo, valorizzare l’attività di scambio di expertise di donne lucane
con donne di altri Paesi, valorizzare, ancora, l’attività di animazione finalizzata
a favorire l’incontro e l’instaurarsi di rapporti di scambio e di collaborazione
tra tutte le donne aderenti al network”.
Teresa Gullà e Lella Romagno, della Commissione Pari Opportunità della Regione
Basilicata, hanno aderito in pieno al progetto per una rete mondiale delle donne
lucane. Teresa Gullà ha proposto “un progetto per
l’estensione della vaccinazione per il papilloma virus che consente di prevenire
il cancro del collo dell’utero, attualmente riconosciuto come prima causa di
morte delle donne colombiane”. Secondo l’Oms l’82% di nuovi casi di questa grave
patologia si verifica in Africa e in America Latina. “Il progetto prevede –
ha spiegato Gullà – un fondo comune finalizzato all’acquisto
dei vaccini per le donne lucane residenti all’estero, iniziando dagli stati
in cui e’ più alta l’incidenza della patologia, auspicando che questa iniziativa
divenga impegno prioritario all’interno del progetto ‘Donne lucane nel mondo’”.
A Gullà è stata richiesta fattiva collaborazione dalle
donne delle associazioni lucane di Panama, Ecuador, Argentina, Cile, Venezuela,
Colombia, Uruguay e Perù. La Commissione Pari
Opportunità della Basilicata ha realizzato un opuscolo informativo sullo sviluppo
del carcinoma causato da papilloma virus, curato dalla stessa Gullà e che sarà inviato alle associazioni per svolgere un
programma educativo che spinga le ragazze lucane all’estero alla prevenzione
ginecologica.
Lella Romagno, che ha partecipato
alla Conferenza anche come rappresentante Cgil Basilicata, ha parlato delle
tematiche del lavoro, riconoscendo “il valore della gente lucana che molti anni
fa ha lasciato la Basilicata
per cercare un futuro migliore”. Romagno si è soffermata sulla “importanza delle donne nel
mondo del lavoro”, rilevando la necessità di azioni mirate per contrastare il
fenomeno della disoccupazione femminile e garantire “la conciliazione tra i
tempi di vita e di lavoro delle donne, questioni risultate comuni nella vita
sociale e lavorativa qualunque sia il Paese in cui le donne vivono”.
Tra gli interventi delle donne lucane all’estero quello
della presidente dell’Associazione dei lucani di Tunja,
il giudice Gladys Costanza Medina Brando. Che ha ricordato
come il 17 dicembre 2006, con la guida di Mario Zito
e Camillo Ricardi, ci fu la costituzione dell’associazione
di “un gruppo di famiglie con origini lucane che vivevano su quel terreno cercato
dagli antenati che, molto probabilmente, avevano trovato un habitat simile alla
Basilicata e, grazie al lavoro duro, costante e prezioso, il posto è diventato
un seme di speranza e, nel contempo, l’angolo della nostalgia per la terra lontana
da sempre nel cuore”. “I nostri nonni – ha detto Gladys
Medina Brando – ci hanno insegnato a vedere la
Basilicata come un paradiso, di lavoro, di forza e di unita’”. “I lucani che hanno attraversato il mare per dare
vita alla nostra colonia – ha ricordato - hanno teso i rapporti con il fratello
Dipartimento di Boyacà,e dal 2006 si è iniziato a
lavorare su un accordo di cooperazione firmato nel 2007, dal presidente della
Basilicata De Filippo e Londono Ulloa,
a quel tempo governatore di Boyacà, per promuovere
il sociale,l’agricoltura ed i settori produttivi, industriali, scientifici e
tecnologici. Senza tralasciare l’aspetto commerciale, turistico e della ricerca,
volano di sviluppo per le nuove generazioni. L’accordo è in pieno svolgimento
e non è un caso che questa Conferenza delle donne lucane nel mondo si svolga
nel Dipartimento di Boyacà. Avere qui le rappresentanti
di tante associazioni di lucani nel modo – ha concluso Gladys Medina Brando – significa per la nostra partnership
una bella ed incommensurabile occasione per incontrare la metà del cuore”. (Inform)
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