RASSEGNA STAMPA
Intervista
de “Il Tempo” al ministro degli Affari Esteri
Frattini: «Scrivo alla Ue per spiegare
chi sono i giudici italiani»
ROMA - Di fatto la missiva è pronta, già visionata tra l’altro dal presidente del Consiglio. «E’ giusto raccontare questi fatti, senza trarne valutazioni personali, ma semplicemente dando il quadro di quello che accade. Già molti colleghi mi hanno detto che nel loro Paese tutto quello che accade in Italia è inimmaginabile».
Ministro Frattini cosa scriverà
in questa lettera?
«Racconterò solo i fatti. È bene spiegare delle realtà».
Tipo?
«Per esempio, che ci sono magistrati che vanno in piazza o che partecipano a talk show politici esprimendo pareri preventivi, condizionando il Parlamento su una legge che ancora non è stata adottata. A molti dei miei colleghi europei, che leggono in buona fede la stampa, manca il quadro completo. E questo è indispensabile».
Beh, anche l’intervento di Berlusconi
ieri al congresso del Ppe, va in questa direzione...
«Guardi, quelle di Berlusconi sono
di
Il discorso di Berlusconi ha quasi
il sapore di una risposta preventiva alle parole del pentito Spatuzza e a quello
che potrebbe uscire domani da Graviano. E così?
«Una premessa: Graviano un mafioso,
non pentito, né dissociato. Ed è la prima volta nella storia che un soggetto
del genere accetti di fare delle di
Secondo lei, Napolitano è di parte?
«Il presidente Napolitano ha compiuto degli atti costituzionalmente corretti. E Berlusconi gliene ha sempre dato atto. Il premier a Bonn ha descritto un fatto storico riferendosi alla provenienza politica del presidente della Repubblica, non ha fatto commenti sulla parzialità dei suoi atteggiamenti».
E Fini, ancora una volta, prende
le distanze da quella che è la posizione del governo...
«Francamente non so perché. Certamente
è una politica dei distinguo a tutti i costi, che continua anche quando il presidente
della Camera parla da cofondatore del Pdl. Quindi non gli dovrebbe sfuggire
che il suo partito, con la presenza di coloro che sono a lui vicini politicamente,
aveva definito pochi giorni fa
Ieri è stato molto netto a prendere
le distanze da Berlusconi. Perché?
«È un interrogativo che in tanti nel Pdl si fanno. E nessuno ha una risposta».
Spostiamoci su un ex alleato, Pier
Ferdinando Casini: c’è spazio di una ricucitura e su cosa?
«Il leader dell’Udc anche su Cosentino ha dimostrato che il grande tema delle riforme è un problema del Paese e non di Berlusconi. Credo che con Casini ci unisca molto più di quello che ci divide. Sarà così anche sulle regionali».
A proposito, a che punto siamo con
i candidati?
«Noi abbiamo già definito
E in Campania?
«È un punto su cui dovremo parlare nell’ufficio di Presidenza del Pdl il prossimo 16 dicembre».
Circolano diversi nomi per il post
Bassolino, anche quello di Bertolaso...
«Non credo al toto candidati».
Torniamo alla Giustizia. Cosa ha
dato più fastidio al presidente del Consiglio, le parole di Spatuzza o il parere
del Csm sul processo breve?
«Berlusconi non è stato infastidito dalle parole di Spatuzza, un pluriomocida. Dalle azioni del Csm, invece, il premier è preoccupato. Se c’è una magistratura che pensa di assorbire con i suoi atti le azioni del Parlamento e del governo, allora Parlamento e governo hanno un istituzionale motivo per essere preoccupati. Ecco perché serve la riforma».
Alla fine si troverà la pace tra
Berlusconi e Fini?
«Continuo a dire che Fini ha ancora un interesse e una convenienza a rafforzare il Pdl. Quindi...» .
E se ciò non dovesse accadere?
«Vedremo. Spero che essendo persona ragionevole, agisca con l’interesse e non il cuore». (Giancarla Rondinelli, Il Tempo dell’11 dicembre 2009)
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