INFORM - N. 231 - 11 dicembre 2009


INTERVENTI

A proposito dei “Totem”

Mario Castellengo (Cgie/Ital-Uil): “Chi e perché non vuole avvalersi del supporto gratuito dei patronati per far funzionare meglio la rete consolare?”

 

ROMA - Da qualche mese ogni circostanza è buona per i dirigenti del MAE, per il Sottosegretario sen. Alfredo Mantica e per il governo italiano, per tranquillizzare gli utenti della rete consolare che la chiusura di 12 Uffici in Europa, 2 negli Stati Uniti, 2 in Australia ed il declassamento di 4 Consolati Generali, non comporteranno problemi nei servizi erogati, grazie al Consolato digitale utilizzabile tramite internet. Inoltre, come afferma il governo, “(..) per agevolare gli utenti e familiarizzare con questi servizi verranno utilizzati appositi totem,  computer volti a rendere possibile l’accesso ai servizi consolari a distanza anche a coloro che non ne sono provvisti (computer) o non sono in grado di utilizzarlo. I totem saranno installati all’interno di sportelli consolari (ove sarà offerta l’assistenza di personale specializzato) ed eventualmente anche in altre strutture facenti capo al Ministero degli Esteri” (v. Inform n. 221 del 27 novembre, http://www.mclink.it/com/inform/art/09n22101.htm , ndr).

Premesso che ben un quarto (un milione) degli iscritti all’AIRE sono emigrati ultrasessantacinquenni tradizionali utenti dei patronati che, dubitiamo, possano aver dimestichezza con un computer e quindi con internet, abbiamo già posto sia al MAE che al governo (purtroppo senza ricevere una risposta!) la domanda del perché non si sia incluso anche gli uffici dei patronati tra i luoghi dove collocare questi totem. Una domanda che non ci stancheremo mai di porre agli interessati tenendo conto del servizio che da sempre svolgono i patronati a favore delle comunità italiane nel mondo, anche in stretta collaborazione con la rete diplomatico-consolare. Ma perché i soli patronati del CE.PA. (Acli-Inas-Inca-Ital) dispongono all’estero di una rete capillare di ben oltre 600 sedi e quindi molto più diffusa sul territorio della stessa rete consolare. Con un’organizzazione che ha permesso loro, per esempio, anche quest’anno, di assistere ben 170.000 pensionati nel compilare  e restituire all’INPS i consueti modelli RED che invia annualmente l’Istituto previdenziale italiano.

Chi e perché, a livello di Ministero degli Affari Esteri e di governo, non vuole avvalersi del supporto gratuito dei patronati per far funzionare meglio la rete consolare? Una domanda che è stata posta anche ai responsabili degli Uffici consolari italiani nel corso della Seconda Giornata di mobilitazione mondiale organizzata il 10 dicembre dai sindacati dei pensionati Spi/CGIL-Fnp/CISL-UILP per presentare le rivendicazioni dei pensionati e degli anziani italiani residenti all’estero. (Mario Castellengo*-Inform)

* Membro CGIE in rappresentanza dell’ITAL UIL

 


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