AFGHANISTAN
Audizione dei ministri alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera
e Senato
ROMA –In Afghanistan il governo italiano invierà 1.000
soldati in più. E nel secondo semestre del 2010 i militari italiani saranno
in media 3.700, senza mai superare i 4.000. Lo ha detto il ministro della Difesa
Ignazio
Il ministro degli Esteri Frattini ha detto che l’Italia
riafferma la necessità di “una soluzione politica omnicomprensiva”. “Garantita
la cornice di sicurezza” la soluzione “può essere solo politica”. Frattini ha
confermato che l'obiettivo delle forze internazionali è cominciare il graduale
ritiro delle truppe a partire dal 2011, come indicato dal presidente Usa
Obama. E ha spiegato che l’impegno militare “non può
essere a tempo indeterminato” e che la presenza dei nostri soldati va “collocata
in una strategia e in una cornice temporale ben definite”. Frattini ha parlato
di “strategia di transizione”, obiettivo della comunità internazionale per “restituire
l'Afghanistan agli afgani”. I binari lungo cui muoversi: “aumento, temporaneo
e con una precisa finalità politica” dei contingenti militari; “maggiore responsabilizzazione
del governo afgano”; “rafforzamento dell'impegno nel settore civile”; “miglior
coordinamento tra dimensione civile e militare”. Secondo Frattini è tempo per
le autorità afgane di assumersi le “responsabilità crescenti e di compiere progressi
concreti” in termini di stabilizzazione e sviluppo del Paese. (