INFORM - N. 230 - 10 dicembre 2009


AFGHANISTAN

Audizione dei ministri alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato

La Russa : Invieremo 1000 militari in più. Frattini: L’Italia persegue soluzione politica

 

 

ROMA –In Afghanistan il governo italiano invierà 1.000 soldati in più. E nel secondo semestre del 2010 i militari italiani saranno in media 3.700, senza mai superare i 4.000. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa in audizione alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato insieme al ministro degli Esteri Franco Franco Frattini.

La Russa ha detto che saranno inviati più aerei, anche senza pilota, elicotteri e nuovi mezzi. Il ministro della Difesa ha spiegato che “circa 1.300 soldati dovrebbero lasciare il Kosovo nell’ottobre 2010 e questo, con un'immediata riduzione di 200 soldati in Libano, consentirà di aumentare di circa 1.000 unità le truppe in Afghanistan”. Anche un ospedale da campo sarà schierato nella provincia di Baghdis. L'aumento di truppe, ha sottolineato il ministro, è importante per accelerare il processo di stabilizzazione del Paese.

Il ministro degli Esteri Frattini ha detto che l’Italia riafferma la necessità di “una soluzione politica omnicomprensiva”. “Garantita la cornice di sicurezza” la soluzione “può essere solo politica”. Frattini ha confermato che l'obiettivo delle forze internazionali è cominciare il graduale ritiro delle truppe a partire dal  2011, come indicato dal presidente Usa Obama. E ha spiegato che l’impegno militare “non può essere a tempo indeterminato” e che la presenza dei nostri soldati va “collocata in una strategia e in una cornice temporale ben definite”. Frattini ha parlato di “strategia di transizione”, obiettivo della comunità internazionale per “restituire l'Afghanistan agli afgani”. I binari lungo cui muoversi: “aumento, temporaneo e con una precisa finalità politica” dei contingenti militari; “maggiore responsabilizzazione del governo afgano”; “rafforzamento dell'impegno nel settore civile”; “miglior coordinamento tra dimensione civile e militare”. Secondo Frattini è tempo per le autorità afgane di assumersi le “responsabilità crescenti e di compiere progressi concreti” in termini di stabilizzazione e sviluppo del Paese. (Inform)

 

 


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