INFORM - N. 230 - 10 dicembre 2009


ASSOCIAZIONI E SINDACATI

L’Assemblea dei delegati Auser ha incontrato il segretario generale Cgil Guglielmo Epifani

Mangano: Il volontariato utile al sindacato

 

ROMA - Un volontariato utile alle forze sociali, compreso il sindacato, quando deve definire le sue piattaforme e le rivendicazioni sociali. Ma ancora di più può essere utile quando si vuole contribuire a delineare i contenuti strategici di una organizzazione come la Cgil in direzione delle politiche sociali. Questo il cuore dell’incontro che si è svolto oggi a Roma fra l’Assemblea dei delegati dell’Associazione Auser e il segretario generale del sindacato Cgil Guglielmo Epifani. “Siamo convinti – ha detto il presidente Auser Michele Mangano nella sua relazione-  che il volontariato oggi assume una funzione di “catalizzatore” di tanti bisogni ed è capace di creare occasioni d’incontro, di stabilire contatti tra figure sociali, creare ambienti solidali, determinare un quadro di relazioni interpersonali molto più ampio rispetto a quello che può essere creato dalle stesse relazioni sindacali, un mondo della vita quotidiana che sia, esso stesso, fonte di sostegno.”

Ma sul tema della rappresentanza del mondo dell’associazionismo e del suo rapporto con il sindacato è necessario fare passi in avanti, a partire dal pieno riconoscimento del valore che l’esperienza del volontariato può avere nelle sedi istituzionali ed ai tavoli della concertazione e della programmazione sociale. “Noi riteniamo che una seria programmazione sociale deve avere come protagonisti tutti i soggetti della rappresentanza degli interessi, nessuno escluso. Lasciando il ruolo della contrattazione territoriale e della negoziazione sociale al sindacato. Non si può pensare, oggi, nella realtà in cui viviamo, che il ruolo dell’associazionismo di volontariato e di promozione sociale si possa esaurire in quello della coprogettazione e della gestione dei servizi sociali.” “Riteniamo che ci sia ancora lo spazio nel dibattito della Cgil per delineare un percorso che apra un serio approfondimento su questo argomento, al  fine di avviare una nuova stagione di attenzione, di riconoscimento e di valorizzazione di questo ruolo che va rivolto sicuramente all’Auser, ma che deve estendersi anche agli altri soggetti del terzo settore.”

Mangano ha inoltre lanciato la proposta di dare vita  come Cgil a quell’idea, presente nel documento della Conferenza di Organizzazione, di  un luogo (Forum, Area tematica, etc.) nel quale i soggetti che operano nel terzo settore, pur nella loro autonomia, possano incontrarsi, scambiare esperienze, conoscere le buone pratiche, fare rete anche in presenza e in un confronto con le categorie sindacali che seguono dal punto di vista negoziale gli stessi filoni d’intervento, per fare rete e costruire quelle sinergie necessarie che possono aiutarci a stare con maggior peso politico nel mondo del terzo settore e, soprattutto, per dare maggiore autorevolezza alle politiche di promozione del ben-essere dei cittadini, soprattutto la contrattazione territoriale e la negoziazione sociale.

“Penso che una grande organizzazione come la Cgil non può fare a meno di avere un dialogo meno episodico e più continuo con questo mondo. Tutto questo ci serve anche per rafforzare il presidio sociale nei territori, per svolgere la nostra attività di advocacy in modo disinteressato, di rafforzare in una logica di rete le politiche di sostegno alla valorizzazione dei beni comuni attraverso l’attività del volontariato civico, riconoscendo pienamente l’impegno civile delle persone anziane”.

“Stiamo evidenziando, in altri termini, la necessità di tracciare un percorso nel quale la Cgil, insieme alle espressioni più forti e rappresentative del volontariato di terzo settore di riferimento laico e progressista, può rilanciare con maggiore forza e determinazione e sulla base di contenuti condivisi, innovativi e partecipati il tema della confederalità che è stato il tratto distintivo ed originale del sindacato confederale italiano e, in modo particolare, della Cgil che in questi cento anni di vita ha fatto, insieme ad altri soggetti della vita pubblica, la storia di questo Paese e che aggiornando la linea e la sua strategia d’intervento potrà continuare ad essere un punto di riferimento certo ed importante per i lavoratori, gli anziani, i pensionati, i giovani e per tutta la società italiana.

Pronta la risposta di Guglielmo Epifani che ha respinto “l’idea caritatevole e filantropica” contenuta nel Libro Bianco del ministro del Lavoro Sacconi “un’idea vecchia, una risposta arretrata ai problemi, vecchie teorie  che a nessun paese verrebbe in mente di seguire a parte il nostro”. Ha proseguito evidenziando l’importanza del territorio “cuore del nostro Paese, fonte e culla di identità, ma non chiusa, bensì  luogo di incontro con gli altri. E’ un’idea incivile fare del territorio un luogo stretto da muri e barriere”.

Epifani ha inoltre sottolineato l’importanza   dell’idea  del ‘fare’ che anima la rigenerazione sociale “C’è  bisogno di recuperare una dimensione etica del ‘fare’ che rappresenta la dimensione pratica dell’agire, la base da cui è nato lo stesso sindacato confederale, ma il ‘fare’ – ha proseguito-   ha bisogno di un orizzonte  verso cui guardare, va completato con altre modalità di partecipazione”.

Infine ha ricordato le radici dell’associazione Auser,  promossa dalla Cgil e dallo Spi Cgil 20 anni fa, “Ha radici profonde nella Cgil, ma sarebbe sbagliato considerarla oggi una “costola” del sindacato”. (Inform)

 

 


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