INFORM - N. 230 - 10 dicembre 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Intervista del “Corriere d’Italia” di Francoforte

Macaluso: Acli Germania al gran salto

 

FRANCOFORTE - Nuovi obiettivi e nuove sfide per le Acli, presenti in Germania, da oltre cinquant’anni, per tutelare i diritti dei lavoratori italiani emigrati. A spiegare cosa c’è di nuovo all’orizzonte è il presidente uscente Carmine Macaluso, invitato, qui, a fare il punto su attività, storia e nuovi compiti delle Acli nella Repubblica federale tedesca.

Macaluso, lo scorso 24 ottobre, a Francoforte è stato celebrato l’11esimo congresso nazionale in quanti hanno aderito?

Il congresso ha voluto coinvolgere tutte le strutture di base di tutte le regioni acliste in Germania, con una presenza capillare soprattutto in Baviera, Baden Württemberg, Renania, Bassa Sassonia e Assia. Con la presenza numericamente importante anche dei delegati: oltre novanta eletti, con il compito di “abitare il presente e servire il futuro per superare la crisi nello spirito di solidarietà”.

Tra i temi centrali del vostro incontro, si è sentita anche la necessità di ribadire quali siano i valori su cui si fonda l’attività delle Acli?

Le Acli in Germania, come nel resto nel mondo, aspirano a essere nella società civile un faro e un riferimento specifico per l’associazionismo cattolico, a strenua difesa dei valori della democrazia e della libertà e della tutela dei diritti dei lavoratori. Noi ci intendiamo come api laboriose della Dottrina sociale della Chiesa.

Dai valori ai servizi. Da anni le Acli hanno messo in campo risorse per dare sostegno e aiuto ai lavoratori: in Germania com’è la situazione attuale dei servizi?

Il congresso, ha rappresentato un momento di ampia riflessione anche sullo stato dei servizi delle Acli che, con le sedi di patronato e gli oltre 30 operatori, coordinati da Remigio Ciotti, e l’ente di formazione Enaip, rappresentano un servizio di riferimento per le nostre collettività. Anche se nell’ultimo quadriennio le difficoltà di carattere finanziario ed economico hanno posto questioni rilevanti a cui il congresso ha voluto dare risposte forti, manifestando la volontà che un sistema Acli è imprescindibile da un binomio movimento-servizi.

Al congresso si è anche discusso su come ripensare la politica delle Acli?

La proposta all’unanimità dei delegati di eleggere il nuovo Consiglio nazionale, composto da 20 consiglieri più i presidenti regionali e quelli emeriti, ha rappresentato una grande compattezza di squadra. In un momento di particolare riflessione e necessità di ricompattare le fila, l’elezione del nuovo Consiglio ritengo che politicamente abbia superato gli attriti del passato e si proponga come momento proficuo di lavoro per rilanciare il messaggio aclista.

Vogliamo essere presenti alle elezioni Comites e Cgie previste nel 2010, nel rispetto di una tradizione e a garanzia di forme di rappresentanza che le Acli hanno sempre individuato. Spirito di squadra significa che ci deve essere l’equilibrio tra tutte le realtà delle Acli. La partecipazione diretta dei presidenti regionali deve essere in uno spirito di reciproco rispetto e collaborazione.

Importante è anche il recupero con il movimento cattolico dei lavoratori tedeschi (Kab) e delle Missioni. Importante è il richiamo alla moralità della vita pubblica. Viviamo in un momento di forte degrado, le Acli devono essere sentinelle, di sprone per un recupero di valori condivisi, della moralità, sia in Italia che in Germania. E devono proporre un salto in avanti qualitativo della politica.

Dopo il congresso nazionale in Assia, il seminario di Berlino ha fatto intravedere nuove sfide per le Acli?

Il seminario di Berlino, organizzato dalle Acli, insieme a Enaip, Eza e Eu, ha avuto due momenti importanti. Nella prima fase ha affrontato il tema della qualità del e nel lavoro. Con un’analisi ad ampio raggio sull’occupazione e la cittadinanza nei tempi della crisi globale. Abbiamo affrontato le trasformazioni nel mondo del lavoro e dell’economia nello sviluppo sociale e nella democrazia. In questo confronto d’idee è stato di aiuto un approfondimento dell’ultima lettera di papa Benedetto XVI – in Caritas Veritate. Il messaggio in favore di un’economia rinnovata nello spirito cristiano è forte.  (Alfeo Quaranta-Corriere d’Italia, numero di dicembre /Inform)

 

 


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