ITALIANI ALL’ESTERO
Colombia: a Paipa la prima
Conferenza delle donne lucane nel mondo
PAIPA (Colombia) – A Paipa
(Colombia, dipartimento di Boyacà), la prima Conferenza
mondiale delle donne lucane nel mondo.
La manifestazione (9-11 dicembre), vede la partecipazione
delle associazioni dei lucani nel mondo provenienti da Perù, Cile, Argentina,
Venezuela, Ecuador, Panama, Uruguay, Paraguay, Stati Uniti, Belgio, Svizzera,
Regno Unito, Canada, oltre, naturalmente, della Colombia, dei lucani di Bogotà
e dello Sportello Basilicata Argentina e dello Sportello Basilicata Uruguay.
Nella prima giornata i saluti delle autorità locali e
gli interventi del presidente della Commissione dei lucani all’estero Pietro
Simonetti, del consigliere regionale Adeltina
Salierno e del presidente della Federazione delle
associazioni dei lucani in Colombia Macario Zito.
Intervenute, inoltre, le componenti della Commissione regionale per le pari
opportunità Lella Romagno e Teresa Gullà.
Intervenuto anche l’ambasciatore italiano in Colombia,
Gerolamo Schiavoni. L’ambasciatore ha auspicato che gli esiti della conferenza
“siano proficui e conducano a soluzioni utili per la promozione e la soluzione
dei rapporti interregionali e per lo sviluppo delle attività programmate”. “Questo
tipo di incontri – ha aggiunto – serve ad aumentare la conoscenza personale
ed a facilitare l’interscambio di esperienze vissute anche al fine di identificare
progetti utili da sviluppare con un’azione congiunta”.
Il consigliere Adeltina Salierno si è detta “onorata come donna e come rappresentante
della massima istituzione lucana, di partecipare alla conferenza, con la convinzione
che essa sia un’importante occasione per mettere al centro il ruolo delle donne
lucane nel mondo, attraverso lo sviluppo del progetto ‘Leadership al femminile’,
messo a punto dal Dipartimento della Giunta regionale della Basilicata. “E’
necessario - ha sostenuto il consigliere Salierno – mettere a sistema le innovazioni, le competenze
e le idee che le donne lucane hanno portato e portano nel mondo, mirando con
il premio biennale che sarà istituito dal progetto, a valorizzare e a dare un’immagine
di alto profilo internazionale, dando così significato alle esperienze premiate.
Non solo, quindi, il ricordo, l’analisi e lo studio da un punto di vista storico-culturale
e sociale, ma anche e soprattutto, momento di cooperazione attiva tra le varie
istituzioni ed associazioni dei lucani all’estero per rendere il fenomeno migratorio
una ricchezza delle Nazioni ed un momento per fare rete e valorizzare le esperienze.
Una nuova storia, appunto, dell’immigrazione: attiva, dinamica che guarda al
futuro considerandosi una risorsa, non più un problema. Solo così potremo guardare
con orgoglio, nonostante tutto, e riuscire a restituire ai figli delle generazioni
lucane il giusto peso sociale. Un percorso partecipato – ha sottolineato Salierno – che porterà a conoscenza delle reali esigenze delle
donne lucane all’estero, ma che servirà, soprattutto, per mettere in cammino
ed in relazione le esperienze maturate in ogni campo e favorirne di nuove sempre
più innovative. In questi anni, grazie all’impegno della Commissione dei Lucani
all’Estero, abbiamo stabilito relazioni sempre più forti con la nostra gente
sparsa nel mondo e abbiamo potuto verificare la presenza di un’altra Basilicata,
dinamica, attiva, moderna, alla quale abbiamo voluto prestare attenzione e realizzare
momento di ascolto fattivo. Due Basilicata, che abbiano l’interesse di fare
incontrare rendendole concrete le prospettive e favorendo meeting istituzionali
come questo, mettendo in rete le ‘expertise’ delle pubbliche amministrazioni
e delle imprese, oltre che le esperienze social i e culturali. Creare uno Sportello
Basilicata interamente dedicato alle donne – ha rimarcato Salierno
– rappresenta un passo in avanti ulteriore, in grado di aumentare la conoscenza
della condizione della donna lucana all’estero, oltre che per approfondire esperienze
femminili di grande valore”.
“Siamo partiti – ricorda Salierno
– come Regione Basilicata dalla legge costitutiva degli anni ’90 sui lucani
all’estero, sperimentando, nel corso di questi anni, un’evoluzione significativa
dell’idea stessa di emigrato, fino a dare impulso ed importanza alle specificità
che vivono i lucani all’estero. Percorso che vede, dunque, il completamento
di una fase con questa Prima Conferenza mondiale dedicata alle donne lucane
nel mondo. Può e deve essere, questa, una sperimentazione interessante, non
solo dal punto di vista sociologico e culturale, ma quale preziosa occasione
di implementazione di politiche pubbliche rivolte all’integrazione, che garantisce
e rafforza gli strumenti della cittadinanza. Consideriamo questa conferenza
– conclude Salierno – il percorso che parte da qui
e che da qui farà scaturire un primo importante inizio, anzi un importante passo
che sia di esempio per le altre comunità emigrate in America Latina, e non solo,
rappresentando un fulgido esempio di cooperazione e di nuova integrazione per
tutte le donne emigrate nel mondo”. (