CAMERA DEI DEPUTATI
Manovra Finanziaria in Aula
Marco Fedi (Pd): Tagli e mancati interventi. Anche per
gli italiani nel mondo
“L’Italia destina alla politica estera soltanto lo 0,4
per cento del Pil”
ROMA –“Esprimiamo
forti preoccupazioni rispetto a una politica per le comunità italiane nel mondo
che è profondamente condizionata da una visione miope del Governo. Da una scarsa
comprensione delle potenzialità che abbiamo all’estero e dalla sostanziale incapacità
di fare sistema”. Così l’on. Marco Fedi (Pd) intervenendo in Aula della Camera
in sede di discussione generale sulla manovra Finanziaria 2010.
“Negativo” il giudizio complessivo che Fedi dà sulla
Finanziaria”. E avverte. “Perderemo opportunità anche all’estero”. Il deputato
eletto nella Circoscrizione Estero punta l’indice su “una politica che nelle
ultime leggi di bilancio ha subito forti riduzioni negli stanziamenti, che oggi
vive le preoccupazioni legate alla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare,
che rischia di penalizzare gli interventi e i servizi per le fasce sociali più
deboli”. “
Rimarcando che il Pd non solo ha fatto opposizione ma
ha anche presentato delle proposte “concrete” a favore delle nostre collettività
nel mondo : “proposte emendative per gli italiani all’estero, in questa finanziaria,
oltre ad una serie di proposte di riforma strutturali per le comunità italiane
nel mondo” e che “gli emendamenti presentati alla Camera, respinti dalla maggioranza,
andavano in direzione di aumentare le dotazioni finanziarie di importanti capitoli
per gli italiani all’estero”: “Si trattava di emendamenti che puntavano ad estendere
per un ulteriore triennio le detrazioni fiscali per carichi di famiglia. Ad
escludere i residenti all’estero dall'imposta comunale sugli immobili. A recuperare
risorse ai capitoli della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche
Migratorie del Ministero degli Affari esteri. In particolare per l’insegnamento
della lingua italiana, capitolo 3153, per il quale proponevamo di ripristinare
l’ammontare a cui si era arrivati al Senato con l’assestamento di bilancio.
E l’assistenza – la cui riduzione di bilancio di ben 6 milioni di euro - graverà
sulle fasce sociali più deboli di nostri connazionali all’estero”
“Abbiamo presentato – ricorda ancora Fedi - un
emendamento anche per la questione indebiti, che colpisce e penalizza pesantemente
i pensionati residenti all’estero a causa dei ritardi dell’INPS nell’approntare
una verifica reddituale annuale. Siamo in attesa che parta l’azione riformatrice
anche sul fronte della cittadinanza. E il Governo deve tornare a dare risposte
sulla razionalizzazione della rete consolare dopo la risoluzione in Commissione
affari esteri della Camera che ha chiesto una verifica sulle prospettate chiusure
di Consolati anche a fronte dell’ondata di forti proteste arrivate dalle comunità
italiane nel mondo”.
“Un grande paese democratico come l’Italia – incalza
Fedi - non può destinare alla politica estera, quindi allo stato di previsione
del Ministero degli esteri, soltanto lo 0,4 per cento del PIL, uno stanziamento
del tutto inadeguato ai compiti da svolgere, ai servizi da erogare, all’azione
internazionale da portare avanti con le missioni umanitarie e con le convenzioni
internazionali e la cooperazione allo sviluppo. Negativa anche l'ulteriore riduzione
delle risorse per la cooperazione allo sviluppo, già pesantemente ridotte con
altre misure e provvedimenti del Governo. Gravissima – sottolinea il deputato
Pd - la sottodotazione della Tabella A del Ministero degli esteri. Occorrerebbero
almeno 47 milioni per concludere la ratifica dei sessanta accordi internazionali
di più rilevante priorità”.
Fedi ribadisce il “giudizio negativo sull’azione fin
qui svolta dal Governo e sulla manovra economica nel suo complesso” anche per
quanto riguarda le misure per gli italiani in patria. Denunciando che “quella
del Governo non è una politica economica per lo sviluppo, per contrastare gli
effetti della crisi su famiglie ed imprese” in Italia. “Emerge con crescente
drammaticità – fa osservare Fedi - la situazione del Mezzogiorno. Così
come diventa tangibile, ogni giorno, la forte pressione sulle famiglie. Così
come dovrebbe essere insopportabile, per tutti noi, la crescita del tasso di
disoccupazione che passa dal 6,7 al 10,5 per cento. Ed è questo il dato preoccupante
che emerge da questa finanziaria” . Al governo Fedi non fa sconti: “Siete lontani
dalle vere riforme. Siete lontani dal dare risposte vere alle conseguenze
della crisi. Siete lontani anche da investimenti strutturali. Non solo dalle
riforme”. Il parlamentare assicura: “La nostra opposizione è ferma e decisa
su tutta l’impostazione della manovra di bilancio ma in particolare sulla scelta
di prevedere la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. Fedi
prosegue: “Dopo lo “scudo fiscale”, anonimo, arriva ora la vendita dei beni
confiscati alla mafia. Per far cassa continuate a dare messaggi contraddittori,
rischiate di favorire il riacquisto di questi beni da parte della criminalità
organizzata e indebolite gli strumenti culturali, prima che repressivi, per
contrastare i fenomeni “mafiosi”.Nel tentativo di far quadrare i conti proponete
di utilizzare il TFR dei lavoratori per la spesa corrente, una sorta di cassa
continua prestiti e prelievi a disposizione dello Stato”. Ma il “giudizio negativo”
riguarda anche “la maggioranza che sostiene il Governo”: “Il nostro – continua
Fedi - vuole essere anche un richiamo ad avere coraggio “nell’iniziativa parlamentare”.
Dobbiamo insieme contribuire a dare maggiore credibilità all’istituzione parlamentare.
A partire da un’autentica discussione in quest’aula, che ancora auspichiamo,
sulla quale non pesi costantemente la minaccia del voto di fiducia”. “Ecco perché
– spiega Fedi - invitiamo la maggioranza a valutare con attenzione le conseguenze
negative delle scelte di oggi. Possiamo e dobbiamo fornire gli strumenti al
nostro paese per rispondere alla crisi, mettere imprese e lavoratori in grado
di utilizzare i deboli segnali di ripresa dell’economia internazionale.
In questa condizione
il Pd, rimarca ancora Fedi, “è riuscito non solo a fare opposizione ma anche
a presentare delle proposte concrete”. Come “l’introduzione di una detrazione
fiscale per l'anno 2010, forfettaria e straordinaria, sui redditi da lavoro
dipendente e sulle pensioni; l’aumento della detrazione fiscale per i figli
a vantaggio sia dei lavoratori dipendenti che degli autonomi; l’estensione della
durata temporale di beneficio della cassa integrazione guadagni da