INFORM - N. 230 - 10 dicembre 2009


FINANZIARIA 2010

Franco Narducci (Pd) nel dibattito alla Camera dei Deputati

Non risolta la questione degli indebiti pensionistici, prevista la chiusura di una ventina di consolati, scarsa attenzione a lingua e cultura italiana. “Fare di più per collegare meglio, anche a livello di legge finanziaria, le due Italie”

 

ROMA - “Mi sarei aspettato un atteggiamento di collaborazione, di ascolto delle esigenze dei più deboli ed invece si procede, come ormai rischia di diventare prassi in Parlamento, a colpi di maggioranza e di fiducia” Lo ha detto Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa, intervenendo ieri in aula a Montecitorio nella discussione generale su finanziaria e bilancio di previsione 2010.

Particolare attenzione da parte di Narducci alle questioni riguardanti gli italiani all’estero. “La finanziaria non risolve la questione scandalosa degli indebiti pensionistici che abbiamo sottoposto più volte all’attenzione del Governo - ha detto -, perché non possiamo far finta di niente quando si chiede a persone che in molti casi vivono al limite della sopravvivenza la restituzione di alcune centinaia di euro a causa della prassi amministrativa sconclusionata con cui l’INPS eroga le pensioni all’estero, laddove occorrerebbero procedure atte a prevenire la genesi degli indebiti pensionistici stessi”.

“C’è una comunità di italiani all’estero - ha poi affermato Narducci - che ne ha fatta di strada e occupa posizioni importanti e prestigiose, e c’è una mobilità transnazionale crescente che spinge tanti giovani laureati a cercare altrove ciò che non trovano in Patria: due mondi che meriterebbero spazio nella finanziaria per valorizzare le eccellenze italiane all’estero sostenendo scambi di esperienze e progetti tra Università italiane e straniere, con il coinvolgimento di professionalità italiane operanti all’estero. E invece questa manovra, che non punta allo sviluppo, non porterà buoni frutti per le comunità italiane all’estero: il progetto di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare anziché risolvere i problemi già esistenti li accentua con la chiusura di una ventina di sedi, e non ci si può consolare con la realizzazione della cosiddetta rete dei servizi consolari a distanza, resa possibile dagli stanziamenti operati dal governo Prodi, e che può migliorare la qualità dei servizi ma certamente non potrà accorciare le distanze e sostituire la presenza dello Stato”.

Altro argomento, la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Nel denunciare “la scarsa attenzione per la divulgazione della lingua e della cultura italiane nel mondo” Narducci ha fatto riferimento al documento programmatico approvato dalla recente Conferenza Stato-Regioni-CGIE, ringraziando Il Consiglio generale degli italiani all’estero e i Comites “che nonostante mille difficoltà continuano a portare avanti un sogno e a lavorare con i nostri italiani emigrati, mentre per tanta classe elitaria lavorare con gli italiani all’estero comporta implicitamente un disprezzo per la cultura italiana, succube di una ideologia mai morta che ritiene l’emigrato incapace di tanta sublimità. Tanto che il Governo ha deciso di escluderlo anche dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, mortificando in tal modo l’investimento che decine di migliaia di nostri connazionali emigrati hanno fatto nei loro comuni di origine”.

Concludendo, Narducci ha ha ricordato che l’andamento dell’economia mondiale negli ultimi anni ha registrato un trend che si è manifestato in misura differente per i diversi Paesi. “Gli indicatori macroeconomici evidenziano che l’Italia ha accusato più degli altri la contingenza anche con riferimento agli impegni derivanti dal Patto di Stabilità. Allora io credo che si debba fare di più per collegare meglio, anche a livello di legge finanziaria, le due Italie”. (Inform)

 


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