FRONTALIERI
Il Pd con i lavoratori frontalieri alla
manifestazione contro l’applicazione dello scudo fiscale
Oggi, davanti al Consolato italiano a Lugano,
l’iniziativa dei sindacati Unia e Cgil. Aderisce la federazione provinciale
Pd di Como
COMO – La federazione provinciale del Partito democratico di Como aderisce alla manifestazione indetta oggi dai sindacati Unia e Cgil in Piazza Dante a Lugano, davanti al Consolato italiano, per protestare contro le ripercussioni dell’applicazione dello scudo e monitoraggio fiscale sui lavoratori frontalieri.
A novembre – ricorda una nota - l’Agenzia delle Entrate ha dato disposizioni riguardo il monitoraggio fiscale delle attività e dei depositi e/o conti correnti detenuti all’estero ai fini dell’accredito dello stipendio e degli altri emolumenti derivanti dalla propria attività lavorativa ivi svolta. A questo proposito i lavoratori frontalieri dovrebbero trasmettere all’Agenzia il modello Unico tardivo entro il 29 dicembre 2009. Difficilmente gli oltre 52.000 frontalieri, di cui 15.000 della sola provincia di Como, potranno ottemperare a questa richiesta in soli trenta giorni.
Dopo aver chiesto di escludere i frontalieri dal monitoraggio fiscale, qualche giorno fa i deputati Chiara Braga, Franco Narducci, Aldo Di Biagio e Daniele Marantelli, hanno inviato una lettera al ministro Tremonti per chiedere almeno una proroga della scadenza fissata.
“Scendiamo in piazza con i lavoratori frontalieri perché oltre a ritenere lo scudo un favore reso agli evasori fiscali, siamo fortemente contrari alla sua applicazione nei confronti di questi lavoratori che pagano già le tasse in Svizzera, la quale poi, - precisa Chiara Braga - secondo gli accordi bilaterali, ristorna una percentuale significativa delle imposte ai territori di provenienza”. “Una percentuale che solo per l’anno 2008 si aggira intorno ai 40 milioni di euro – segnala il deputato.
“Le disposizioni delle ultime circolari emanate dall’Agenzia delle Entrate non chiarificano la posizione di quei frontalieri o ex frontalieri che hanno preferito investire i loro soldi in fondi o titoli bancari – aggiunge il segretario provinciale del Pd Luca Corvi. – E’davvero paradossale pensare di equiparare i lavoratori frontalieri, e i loro risparmi da lavoro dipendente, ai grandi evasori fiscali. Credo sia necessario usare un maggior rispetto nei confronti di chi in tempi di crisi, e anche prima, non ha fatto che alimentare la ricchezza del Paese, spendendo i proventi del proprio lavoro sul nostro territorio”.
Con i frontalieri alla manifestazione ha annunciato la sua presenza il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri. (Inform)