RETE CONSOLARE
Il Senato approva le mozioni sugli Uffici
consolari all’estero
ROMA - Nella seduta antimeridiana di oggi 10 dicembre il Senato della Repubblica ha ripreso l'esame delle mozioni sugli uffici consolari all'estero, che erano state illustrate nella seduta di ieri (v. servizio a parte in questo numero di Inform) dai senatori Micheloni (Pd) e Pedica (Idv).
Le mozioni sono state accolte, con alcune modifiche, dal Governo e approvate dall'Assemblea.
Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Pegorer (Pd), Giai (Maie), Pedica (Idv) e Bertuzzi (Pd) Quindi ha preso la parola il sottosegretario agli Esteri Mantica.
Il piano di razionalizzazione degli uffici consolari - ha detto Mantica (v. testo integrale dell’intervento in questo numero di Inform). - è un atto formalmente e meramente amministrativo, ma il Governo, consapevole della sua rilevanza politica, ribadisce la propria disponibilità ad approfondire il confronto parlamentare nelle Commissioni competenti.
Occorre comunque avere consapevolezza che solo strumentalmente si può ridurre il piano ad una mera riduzione di sedi e di spese. La proposta di chiudere alcune sedi non dipende, infatti, da scelte di bilancio e i risparmi conseguiti saranno reinvestiti nella sperimentazione delle tecnologie necessarie ad implementare i servizi consolari a distanza.
Entro l'anno prossimo, dovranno essere assunte decisioni organizzative che tengano conto delle mutate esigenze dei connazionali all'estero e della funzione propria della rete consolare, che non ha solo compiti di assistenza ai cittadini, ma anche e soprattutto di rappresentanza e di promozione dell'immagine dell'Italia nel mondo. In tale contesto, occorrerà meglio coordinare il rilevante ruolo assunto dalle Regioni, con le loro sedi di rappresentanza all'estero. Il progetto di razionalizzazione, peraltro, prevede anche l'apertura di sedi diplomatiche in relazione, ad esempio, al nuovo ruolo assunto dal Ministro degli esteri europeo, e tiene conto dell'introduzione di novità tecnologiche come il passaporto digitale, dell'home banking per coloro che utilizzeranno i servizi consolari a distanza, di procedure informatiche estremamente semplici per lo svolgimento di pratiche burocratiche direttamente da casa. Nel condividere lo spirito delle due mozioni, Mantica ha concluso chiedendone la riformulazione in alcune parti.
Per quanto riguarda la mozione del senatore Pedica, il Governo chiede la seguente riformulazione: «impegna il Governo: ad approfondire il progetto di riordino della rete degli uffici all'estero non tralasciando l'altrettanto necessaria rivisitazione dei compiti e delle funzioni delle numerose istituzioni che oggi rappresentano ed operano in favore dei cittadini italiani all'estero; a ripensare al progetto di riordino delle istituzioni sopracitate tenendo presente: a) l'importanza strategica di taluni uffici di rappresentanza dell'Italia all'estero; b) l'imprescindibile ruolo delle nuove tecnologie nel processo di ammodernamento delle procedure amministrative; c) il necessario e costruttivo confronto con il Parlamento».
Circa la mozione presentata dal senatore Micheloni, il Governo suggerisce la seguente ristesura: «impegna il Governo a mantenere una costante consultazione con il Parlamento attraverso la sede competente delle Commissioni Esteri».
In sostanza, si impegna il Governo a mantenere una costante consultazione del Parlamento attraverso la sede competente delle Commissioni esteri per contribuire all'analisi delle iniziative di razionalizzazione degli uffici diplomatici e consolari e ad avviare quanto prima un confronto con le Commissioni parlamentari competenti per una valutazione strategica del ruolo della rete degli uffici all'estero.
Prima del voto hanno preso nuovamente la parola i senatori Pedica e Micheloni, che hanno accolto le proposte di modifica delle mozioni avanzate dal rappresentante del Governo. I senatori Cagnin e Bettamio hanno annunciato il voto favorevole dei gruppi, rispettivamente, Lega Nord Padania e Popolo della Libertà. Lo stesso ha fatto il sen. Randazzo per il Partito democratico, non senza aver prima espresso rammarico per la scarsa presenza in aula di senatori della maggioranza. Per quest’ultimo motivo i senatori Perduca e Livi Bacci del Pd hanno rinunciato a partecipare alle votazioni che si sono concluse - ripetiamo - con l’approvazione delle due mozioni (Inform)