INFORM - N. 229 - 9 dicembre 2009


SINDACATI

Un convegno sull’integrazione organizzato dall’IG BCE tedesco

Giovanni Pollice, direttore del dipartimento lavoratori stranieri del sindacato, chiede più rispetto nei confronti degli immigrati

 

DORTMUND – Dedicato all’integrazione il convegno dell’IG BCE, sindacato tedesco che rappresenta minatori e lavoratori nel settore energetico e chimico, svoltosi il 5 dicembre a Recklinghausen e organizzato da Giovanni Pollice, direttore del dipartimento lavoratori stranieri della sigla sindacale.

I 350 delegati venuti da tutta la Germania si sono incontrati per discutere gli sviluppi nelle politiche per l’integrazione e l’immigrazione dopo le elezioni europee e il cambio di governo a livello federale. Molti partecipanti hanno espresso disillusione verso le scelte del governo CDU/FDP, mentre altri auspicano da parte dei cittadini di origine straniera che vivono in Germania, una maggiore disponibilità ad integrarsi. Ma il risultato del referendum in Svizzera e il conseguente divieto di costruire minareti, hanno spostato l’attenzione verso la paura nei confronti dell’Islam.

Nel servizio dedicato all’evento da Radio Colonia, Agnese Franceschini riporta l’appello di apertura per un maggior rispetto nei confronti degli immigrati formulato da Pollice, che nel suo intervento ha stigmatizzato la discussa operazione “White Chirstmas” annunciata dal sindaco di Coccaglio (Brescia), Franco Claretti. Il presidente della frazione dei deputati socialdemocratici tedeschi al Parlamento europeo, Martin Schulz, ha risposto alle sollecitazioni in proposito garantendo la sua intenzione di voler verificare la legittimità dell’operazione leghista.

Il dibattito ha dimostrato l’allarme presente tra i delegati sindacali in merito all’assenza di una precisa politica sull’integrazione da parte del governo tedesco in carica, a parte la proposta di far firmare al cittadino straniero un contratto per l’integrazione. Una proposta che “in linea di massima potrebbe andar bene – ha sottolineato Pollice – se viene assicurata una contropartita”.

Diversi partecipanti al convegno hanno rilevato, infine, come il processo di integrazione debba essere uno sforzo reciproco anziché unilaterale. (Inform)

 


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