ITALIANI ALL’ESTERO
Fabio Porta (Pd): “Sostegno alla mobilitazione
dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per i diritti degli anziani
all’estero”
ROMA - Il vice
presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero della Camera
dei Deputati, Fabio Porta (Pd), di
“Da alcuni anni i sindacati dei pensionati hanno iniziato una giusta e coerente battaglia a favore dei nostri connazionali anziani residenti all’estero – ha affermato Porta – sostenendo alcune iniziative legislative già presentate in Parlamento e rivendicando una maggiore attenzione delle istituzioni italiane ai gravi problemi dei tanti anziani e pensionati italiani che vivono nel mondo”.
“L’assurda discriminazione – continua il parlamentare eletto in America Meridionale – che ha introdotto il requisito-capestro dei 10 anni di residenza continuata minima in Italia per la concessione del diritto alla pensione sociale anche a quegli emigrati che rientrano nel nostro Paese rappresenta uno schiaffo alla giustizia sociale ed all’eguaglianza tra cittadini.”
“Anche il pagamento delle pensioni Inps e Inpdap all’estero deve essere monitorato e migliorato: vigileremo sul rinnovo delle convenzioni Inps mentre per quanto riguarda le pensioni Inpdap mi sono già attivato affinché la dirigenza dell’Istituto risolva nei primi mesi del 2010 alcune gravi difficoltà che complicano il pagamento delle pensioni all’estero”.
“Per quanto riguarda i numerosi e insostenibili indebiti pensionistici all’estero abbiamo presentato un emendamento bi-partisan alla finanziaria per sanare tale situazione; se tale emendamento non passerà siamo pronti a presentare una apposita legge come anche a chiedere all’Inps (se è il caso anche con una norma specifica) la realizzazione annuale delle campagne di verifica reddituale all’estero, anche al fine di limitare l’incresciosa situazione degli indebiti”.
“Sulla ratifica
di importanti accordi di sicurezza sociale come quelli con Canada e Cile – conclude
Porta – abbiamo presentato specifiche interrogazioni e anche scritto ai ministri
competenti; le recenti risposte ottenute non sono del tutto negative e ci spronano
ad insistere e a fornire dati precisi a supporto delle nostre ragioni per arrivare
quanto prima alla chiusura di una pagina importante della storia dei diritti
sociali degli italiani nel mondo: quella degli accordi internazionali di sicurezza
sociale con i Paesi di emigrazione”. (