INTERVENTI
Roberta Angelilli e Gianni Pittella, vice presidenti del Parlamento europeo
Trattato di Lisbona, per un'Europa più efficiente
L’iter lungo e travagliato dell’adesione al trattato,
per la comprensibile resistenza di molti Stati a cedere sovranità e a rinunciare
a diritti di veto a favore delle istituzioni europee, è probabilmente la migliore
testimonianza a favore della profondità dei cambiamenti che il nuovo patto porta
con sé. Avvicinare
L’adozione di tutta la normativa europea, da cui
deriva, e’ bene ricordarlo, il 75% del nostro corpus legislativo, sarà soggetta
d’ora in poi a un livello di controllo parlamentare che non ha riscontri in
nessun’altra struttura sovranazionale o internazionale. Infatti tutta la legislazione
europea richiederà con poche eccezioni, la duplice approvazione del Consiglio
e del Parlamento europeo. Inoltre scatta un importante coinvolgimento dei parlamentari
nazionali nel processo decisionale. Ciascuno di essi infatti riceverà infatti
tutte le proposte legislative dell’Unione, in tempo utile per discuterle con
i suoi ministri prima che il Consiglio europeo adotti una posizione e avrà anche
il diritto di proporre un nuovo esame se ritiene che non sia rispettato il principio
di sussidiarietà, per il quale ogni decisione va presa al livello di governo
più vicino possibile al territorio.
Ma i cittadini stessi conteranno di più, perché avranno
la possibilità di presentare direttamente iniziative legislative alle istituzioni
europee. Secondo questa nuova disposizione di democrazia partecipativa, un milione
di cittadini appartenenti a un numero significativo di Stati membri, puo’ invitare
Anche la voce dell’Europa sulla scena mondiale potrà
essere più forte se sarà politicamente colta una delle principali novità del
trattato. A rappresentare l’unicità della politica ‘’estera’’ dell’Ue sarà una
nuova carica istituzionale, nominata per la prima volta nei giorni scorsi dal
Consiglio. La carta di Lisbona stabilisce principi e obiettivi comuni per l’azione
esterna dell’Unione: democrazia, Stato di diritto, universalità ed inscindibilità
dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana
e dei principi di uguaglianza e solidarietà.
Un’importante novità riguarda anche l’organismo di rappresentanza
dei governi: la durata del mandato del presidente del Consiglio e’ stata prolungata,
in modo da rafforzarne il suo potere di coordinamento. Inoltre il trattato estende
il voto a maggioranza qualificata a nuovi ambiti politici per arrivare a processi
decisionali più snelli su questioni cruciali come il clima, la sicurezza energetica,
gli aiuti umanitari, ambiti per i quali la carta prevede per la prima volta
apposite sezioni. L’unanimità è stata mantenuta solo per la politica fiscale,
estera, la difesa e la sicurezza sociale. Si chiude davvero un’epoca, spetta
a tutti noi europei pretendere che se ne apra una nuova, forti del trattato
di Lisbona. (Roberta Angelilli e Gianni Pittella*/L’Avvenire dei Lavoratori/
*Vice presidenti
del Parlamento europeo