ASSEMBLEA PLENARIA
CGIE
Finanziaria 2010 e politiche per gli italiani all’estero
Nell’ultima mattinata di lavori un richiamo alle drammatiche
conseguenze sull’assistenza diretta e indiretta ai connazionali indigenti, se
non vi sarà un recupero di risorse in sede parlamentare
ROMA – Si è discusso delle conseguenze dei tagli di risorse
alle politiche per gli italiani all’estero, previsti nella legge finanziaria
2010, stamani nell’ultima mattinata di lavori della Plenaria del Cgie.
Conseguenze che rischiano di essere gravi specie per
quanto riguarda l’assistenza diretta e indiretta a favore dei connazionali all’estero
e per le ripercussioni sulle polizze sanitarie stipulate nel corso degli ultimi
anni con diversi Paesi dell’America latina – Argentina, Venezuela, Colombia,
Uruguay, Cilee Messico - a beneficio dei connazionali indigenti.
Il segretario generale del Cgie Elio Carozza - che
aveva già manifestato nella relazione tenuta in apertura di lavori la preoccupazione
del Comitato di presidenza per il taglio, nel 2010, di 6 milioni di euro ai
fondi per l’assistenza diretta - afferma che “le polizze sanitarie attualmente
in vigore devono essere mantenute al livello corrente”, vale a dire in favore
dello stesso numero di beneficiari e per le medesime prestazioni sino ad oggi
garantite. Egli chiede inoltre se la volontà espressa dal Cgie nell’ultimo anno,
visti i considerevoli tagli di bilancio attuati dal governo, di concentrare
gli sforzi per l’assistenza verso i connazionali residenti nei Paesi dell’America
Latina abbia ottenuto risultati e invita, chiunque abbia notizia di malfunzionamenti
nell’erogazione delle prestazioni, di presentare segnalazioni circostanziate
e verificate nei fatti.
Maria Rosa Arona (Argentina), presidente della Commissione
Sicurezza e Tutela sociale, ha rimarcato la riduzione dei beneficiari della
polizze sanitarie nel suo Paese di residenza – dati menzionati anche nella relazione
dei lavori della Commissione. Tale riduzione si è determinata a seguito dei
tagli sui due capitoli di spesa rispetto alla cifre stanziate nel 2008 (28 milioni
di euro): -47% per l’assistenza indiretta e – 22% per quella diretta. La Arona
ricorda che, a seguito di questi tagli, “si è determinato uno spostamento delle
richieste a carico del capitolo dell’assistenza diretta, vista la mancata copertura
e possibilità di intervento di enti prima preposti allo scopo, lasciando in
questo modo migliaia di persone senza un’adeguata protezione sociale”. Per menzionare
le cifre – più volte ricordate nel corso di questo Cgie – viene segnalato che
il bilancio 2010 includerebbe stanziamenti per le due tipologie di assistenza
di 10 milioni di euro – rispetto ai 16 milioni di euro dell’anno in corso che
si è riusciti a recuperare solo grazie ad uno “stanziamento suppletivo”. “In
questa situazione drammatica, che necessita tutto il nostro impegno per fare
in modo che si recuperino risorse, è difficile dire quali siano le priorità
– afferma
Anche il vice segretario generale per l’America Latina,
Francisco Nardelli (Argentina), concorda con la necessità di “mantenere almeno
la stessa qualità delle polizze sanitarie sino ad oggi assicurate”, rimarcando
come analoghi interventi assistenziali andrebbero prospettati, anche rispetto
ad altri Paesi, come il Brasile. “La polizza è uno strumento indispensabile
affinché ai nostri connazionali venga garantita un’assistenza che è un diritto
alla pari dignità di trattamento – conclude Nardelli.
Carla Zuppetti, direttore generale per gli Italiani all’estero
e le Politiche migratorie del Mae, ha ricordato come le polizze rappresentino
senz’altro uno strumento di assistenza valida per i connazionali all’estero.
“Pur essendo uno strumento funzionale e moderno non dobbiamo dimenticare che
esso è però innestato su un capitolo di spesa che abbiamo constatato, nostro
malgrado, in questi ultimi anni non essere continuativo” – ha detto Carla Zuppetti
-. “Lo stesso recupero dei fondi allo scopo è un risultato che registriamo annualmente
e che difficilmente dunque si presta al sostegno ottimale di questo sistema
– ha concluso il direttore, chiarendo come queste osservazioni potranno giovare
in futuro ad una considerazione e progettazione di interventi di più lungo periodo”.
(V.P. –