SENATO
Alle
Commissioni riunite I e III (Affari Costituzionali e Affari Esteri)
L’audizione del segretario generale del
CGIE Elio Carozza dà inizio all’indagine conoscitiva sull'applicazione delle norme
che regolano le elezioni nella circoscrizione Estero
Presenti all’audizione i componenti del
CGIE Marina Piazzi, Francisco Nardelli, Riccardo Pinna e Valter Della Nebbia,
tutti favorevoli al mantenimento del voto per corrispondenza
ROMA - Nella seduta di mercoledì 2 dicembre le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Affari Esteri del Senato hanno avviato, con l’audizione del segretario generale del CGIE Elio Carozza, l'indagine conoscitiva “sull'applicazione delle norme che regolano le elezioni nella circoscrizione Estero, con particolare riguardo alle questioni inerenti alle diverse Ripartizioni, nonché sui possibili interventi correttivi o di riforma”.
Elio Carozza - che era accompagnato dai componenti del CGIE Marina Piazzi, Francisco Nardelli, Riccardo Pinna, Valter Della Nebbia, e da Aurora Lufino del MAE - ha fatto presente che la posizione del Consiglio Generale tiene conto delle esperienze maturate e delle opinioni espresse dalle comunità italiane all'estero ed ha subito affermato come a suo avviso il sistema del voto per corrispondenza non possa che essere mantenuto, ritenendo che responsabilità e rischi connessi allo svolgimento delle operazioni elettorali da parte dei consolati possano essere utilmente condivisi con un comitato elettorale composto da cittadini italiani residenti all'estero che collaborino con gli stessi consolati.
Carozza reputa di primario rilievo il tema, oltre che della segretezza, della sicurezza del voto. In tal senso, occorre garantire il duplice passaggio dell'invio e della ricezione dei plichi agli elettori e del reinvio delle schede ai consolati. Il sistema della raccomandata con ricevuta di ritorno può essere un sistema idoneo e, tuttavia, esso va verificato rispetto all'organizzazione del servizio postale nei singoli Paesi stranieri. Fa presente come sia altresì necessario scongiurare ogni possibile alterazione dei plichi, uniformando gli orari di apertura dei consolati con quelli di consegna del materiale postale. Inoltre, ritiene potrebbe essere una misura utile quella di garantire la provenienza del voto dall'elettore mediante l'apposizione della firma autografa sulla scheda e dell'indicazione di un documento di identità.
Per quanto concerne, poi, l'individuazione dell'elettorato e degli indirizzi degli aventi diritto, Carozza ha richiamato il disallineamento esistente tra i dati contenuti nel sistema anagrafico gestito dal ministero dell'Interno rispetto a quelli in possesso del ministero degli Affari Esteri. Rispetto, invece, alle operazioni di spoglio elettorale, ha fatto osservare che l'eventuale espletamento delle procedure sul posto e non a livello centralizzato in Italia potrebbe produrre risparmi di spesa e avere anche il positivo effetto di consentire una verifica da parte degli elettori. Il CGIE - ha concluso - è disponibile a fornire al Parlamento una documentazione informativa relativa a ciascun Paese straniero che contenga idee e suggerimenti per un eventuale intervento di riforma del sistema del voto degli italiani all'estero.
E’ poi intervenuto il sen. Andrea Pastore (Pdl). Dopo aver ricordato che il voto nella circoscrizione Estero è stato decisivo nel determinare la maggioranza in Senato nella precedente legislatura, si e soffermato su alcune criticità della legge sul voto all'estero, censurando, in particolare, la procedura del voto per corrispondenza, soffermandosi sugli abusi che tale strumento può favorire, soprattutto in alcune realtà ove il sistema postale è gestito da privati, che non sono in grado di fornire le opportune garanzie. Pastore ritiene auspicabile prevedere che le procedure elettorali si svolgano nei consolati o in strutture pubbliche idonee ad assicurino la massima regolarità nell'esercizio del voto. Esprime, infine, alcune perplessità sulle norme relative all'elettorato passivo, criticando la previsione che riserva il diritto di elettorato passivo solo ai cittadini residenti all'estero.
Il sen. Claudio Micheloni (Pd) ha auspicato una riforma del sistema elettorale, soprattutto intervenendo sulle procedure di rilascio del certificato elettorale e sugli adempimenti connessi. Quanto alla questione del voto per corrispondenza, ritiene che tale modalità di espressione del voto, utilizzata ordinariamente in molti Paesi europei, tra cui ad esempio la Svizzera, non debba essere messa in discussione.
Hanno poi preso la parola gli altri componenti del CGIE presenti alla seduta. Nardelli (Argentina), nel richiamare l'importanza che sia assicurata un'adeguata tempestività per quanto concerne la trasmissione dei voti, difende il voto per corrispondenza, in particolare osservando che, in alcuni Stati, la maggioranza degli Italiani residenti non è in grado di recarsi con facilità al proprio consolato. Anche Pinna (Sud Africa) ritiene che il voto per corrispondenza sia l'unico strumento per garantire ai residenti all'estero l'esercizio effettivo del diritto di voto, soprattutto in alcuni Stati, come quelli africani, ove alle difficoltà logistiche e di spostamento si aggiungono problemi legati a peculiari condizioni politiche.
Della Nebbia (Stati Uniti) condivide l'importanza del voto per corrispondenza, in quanto idoneo a garantire a tutti i cittadini italiani residenti all'estero l'esercizio del diritto politico fondamentale del voto. Ritiene inoltre che la limitazione del diritto di elettorato passivo ai soli cittadini residenti all'estero sia corretta, poiché assicura che i rappresentanti delle diverse comunità italiane siano cittadini che vivono a stretto contatto con i loro elettori e che, conseguentemente, siano in grado di rappresentarne adeguatamente gli interessi.
Marina Piazzi (Messico-Centro America) auspica la costituzione di un comitato elettorale che abbia il compito di procedere allo spoglio in loco delle schede e alle opportune verifiche, al fine di assicurare quanto più possibile la regolarità del procedimento elettorale, soprattutto in alcuni Stati - come il Messico - ove il sistema postale è affidato a società private. Quanto alle verifiche sugli aventi diritto al voto, suggerisce l'utilizzazione delle anagrafi del consolato, le quali vengono costantemente aggiornate.
Il sen. Giuseppe Firrarello (Pdl) si chiede se non sia auspicabile prevedere che il voto per corrispondenza sia inviato direttamente in Italia. Svolge quindi alcune considerazioni critiche sulla differenza tra le procedure di voto in Italia e quelle all'estero, ritenendo opportuno uniformare il sistema elettorale per il voto all'estero a quello vigente in Italia.
Il
sen. Nino Randazzo (Pd) non condivide la proposta di uniformare il sistema elettorale
per il voto degli italiani all'estero a quello vigente in Italia, introducendo
anche per
Il
sen. Micheloni (Pd) ricorda che vi sono numerosi comuni italiani, soprattutto
nelle regioni meridionali, ove i cittadini che risiedono all'estero costituiscono
una percentuale molto elevata del corpo elettorale. Se si prevedesse una diretta
partecipazione dei cittadini residenti all'estero alle elezioni nazionali, in
quei comuni il voto dei cittadini residenti all'estero potrebbe condizionare,
in modo talvolta decisivo, l'esito delle elezioni. Ritiene pertanto opportuno
mantenere
Ha
presieduto il sen. Lamberto Dini, presidente della III Commissione. In chiusura
dei lavori, il sen. Carlo Vizzini, presidente della I Commissione, ha auspicato
che si proceda nell’indagine conoscitiva, al fine di acquisire tutti gli elementi
necessari per poter individuare le soluzioni legislative più adeguate allo scopo
di migliorare il procedimento elettorale nella circoscrizione Estero e assicurare
così ai cittadini italiani residenti in Paesi stranieri il pieno esercizio del
diritto di voto, garantendo, nello stesso tempo, la massima correttezza delle
relative procedure. (