INFORM - N. 226 - 4 dicembre 2009


AFGHANISTAN

Frattini, in Afghanistan per assicurare sicurezza ma anche ricostruzione civile

Il contingente italiano arriverà’ a circa 4 mila uomini

 

ROMA - Il contributo italiano alla missione Isaf in Afghanistan, dopo l’annuncio dei mille rinforzi, arriverà a "circa 4 mila uomini". Lo ha detto, nel corso del suo intervento alla Ministeriale Nato in corso a Bruxelles, il ministro degli Esteri Franco Frattini. Alle oltre 2.700 unità già presenti si aggiungeranno infatti i mille 'rinforzi' annunciati ieri al termine del Consiglio dei Ministri. Una cifra a cui bisogna sommare anche l'invio dei 200 carabinieri destinati all'addestramento, già deciso, ma che per ora ha visto arrivare in Afghanistan solo circa 60-70 unità. Per un totale quindi, nel momento di massimo impegno, che raggiungerà i circa 4 mila uomini. Un dispiegamento che - come annunciato - si baserà su un 'ridisegno' delle missioni all'estero, a cominciare da un alleggerimento di quelle in Libano e Kosovo.

Frattini, che è intervenuto subito dopo il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ed il ministro degli Esteri britannico David Miliband (in un ordine, quindi, che rispecchia i maggiori contributi alla missione ISAF) - ha poi sottolineato che non "si può scaricare l’impegno in Afghanistan solo sugli Usa". Ed è tornato a ribadire la necessità di un 'surge' civile - per la ricostruzione - più che militare. In questa direzione l'Italia ha quindi annunciato di esaminare anche un "raddoppiamento del contributo al budget afghano per la ricostruzione".  (Inform)


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