INFORM - N. 225 - 3 dicembre 2009


ESTERI

Il sottosegretario a Cartagena per la Conferenza di riesame della Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona

Mantica: “Bene lo sminamento ma pensiamo anche alle vittime”

 

ROMA - Il sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica ha partecipato oggi a Cartagena, in Colombia, alla seconda Conferenza di riesame della Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona (v. Inform n.224 http://www.mclink.it/com/inform/art/09n22425.htm )

L'obiettivo della Conferenza di quest'anno - spiega il sottosegretario Mantica - è giungere all'adozione di un piano d'azione comune in grado di fornire nuovo slancio alla lotta contro le mine antipersona. Oggi più di ieri, siamo chiamati – sottolinea Mantica - ad uno sforzo comune che non possiamo rinviare e che, a nostro avviso, dovrà progressivamente focalizzarsi sugli obiettivi umanitari della Convenzione.  L'Italia condivide pienamente le posizioni espresse dalla Presidenza dell'Unione Europea. Desidero tuttavia aggiungere – prosegue - qualche ulteriore considerazione dal punto di vista prettamente nazionale.  Ancor prima della ratifica della Convenzione, l'Italia ha fatto della lotta alle mine antipersona una delle sue priorità politiche, guadagnandosi coi fatti autorevolezza e credibilità. Lo ha fatto attraverso il completamento della distruzione dei propri arsenali di mine antipersona in anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla Convenzione; attraverso l'adozione di una legislazione particolarmente avanzata; attraverso lo stanziamento di consistenti risorse per le attività di sminamento umanitario, sia sul piano bilaterale, sia attraverso l'Unione Europea.  Benché la Convenzione di Ottawa sia ormai un punto di riferimento internazionale in tema di disarmo umanitario, ancora troppi sono gli Stati che restano al di fuori della Convenzione. Non può esservi spazio per zone d'ombra; la sua applicazione deve essere universale. E' un obiettivo che rimane imprescindibile”.

“Alleviare le sofferenze delle vittime delle mine antipersona – rimarca Alfredo Mantica - è un dovere di tutti. E' il più profondo senso della giustizia a ribellarsi dinanzi all'immagine di vite segnate per sempre dalla presenza delle mine antipersona. Decisiva sarà la nostra capacità di individuare e sostenere progetti in grado di migliorare concretamente il regime di vita delle vittime delle mine, favorendone il pieno reintegro nel tessuto sociale ed economico”.

Mantica ricorda che “l'impegno dell'Italia nell'attuazione della Convenzione di Ottawa è stato incessante; le esigenze umanitarie hanno prevalso su qualunque altro genere di valutazione ed i nostri sforzi in termini di assistenza si sono focalizzati nelle aree geografiche dove più forte risulta essere l'emergenza umanitaria. L'assistenza alle vittime, in particolare, è una questione – sottolinea - che tocca profondamente la sensibilità dell'Italia; anno dopo anno, questo tema è destinato a diventare la sfida più probante e importante nell'ambito di applicazione della Convenzione”. E' quindi intenzione dell'Italia, sin dai prossimi anni, dedicare sempre maggiore attenzione a progetti destinati ad assistere le vittime delle mine antipersona; donne e uomini, spesso in giovanissima età, che hanno ingiustamente sofferto e meritano tutto il nostro sostegno. Sino a quando esisterà al mondo anche solo una vittima - conclude Mantica - delle mine antipersona, il nostro impegno non potrà considerarsi esaurito”. (Inform)

 


Vai a: