ASSEMBLEA PLENARIA
CGIE
Intervengono i giovani delegati provenienti dall’estero
Il punto dell’attività e della partecipazione giovanile
nelle diverse comunità di italiani all’estero, ad un anno dalla Prima Conferenza
dei Ciovani italiani e di origine italiana nel
mondo
ROMA – E’ stato Carlo Erio,
presidente della Commissione tematica del Cgie Nuove
generazioni e Migrazioni nuove, ad aprire in Assemblea plenaria la serie di
interventi di giovani che hanno aggiornato i presenti sul lavoro messo in campo
nei rispettivi Paesi di provenienza ad un anno di distanza dalla Prima Conferenza
dei Giovani italiani nel mondo.
Erio ha ricordato come “il dibattito intergenerazionale
sia proseguito all’interno del Cgie anche dopo la
conferenza, nella costruzione di un ponte immaginario voluto dal Consiglio Generale
sin dal
I giovani delegati dall’estero sono quindi intervenuti
per ribadire la volontà di partecipare attivamente agli organismi di rappresentanza
dedicati agli italiani all’estero ed esponendo all’assemblea le loro necessità,
maturate attraverso l’incontro con altri giovani italiani presenti nei loro
Paesi di residenza, a cui
Come rappresentante dei giovani connazionali in Svezia
e Danimarca, Sabastian Nielsen ha ricordato che la
partecipazione agli organismi di rappresentanza non vuole essere limitata al
contributo specifico sulle tematiche giovanili “perché noi giovani possiamo
considerare e approfondire tutti i temi, con un punto di vista diverso”. Egli
ha suggerito strumenti per incentivare l’avvicinamento al mondo associativo,
attraverso seminari di formazione per giovani dirigenti, la presenza di “facilitatori”
ossia di figure capaci di mediare tra i ragazzi e le realtà istituzionali italiane,
spiegando le diverse funzioni e il loro funzionamento e una diversificazione
delle politiche giovanili rispetto alla fascia di età di riferimento. Centrale
anche l’investimento su lingua e cultura italiana, ricordato in tutti gli interventi.
Maria Lorena Inverso (Uruguay) insiste sulla salvaguardia
della presenza italiana all’estero attraverso il mantenimento delle strutture
consolari “anche in vista dell’introduzione del nuovo passaporto biometrico”,
mentre chiede un’attenta valutazione della bozza di riforma di Comites e Cgie specie per “le conseguenze
dirette che essa potrebbe avere sulla rappresentanza giovanile”. Chiesta anche
più attenzione per i giovani imprenditori e la presenza di una quota di consultori
giovani accanto ai membri referenti per le Regioni all’estero.
Mentre Luigi Delia (Francia) ha espresso soddisfazione
nel percepire da parte dei Comites la volontà di coinvolgere
anche i giovani italiani nella circoscrizione di riferimento, una volontà a
cui ha dato nuovo impulso
Nuovo impulso propositivo anche per le giovani realtà
associative del Canada, illustrato da Cosmo Femia,
mentre Giuseppina Gaglio (Sud Africa) ha insistito
sulla necessità di diffondere le possibilità di scambi culturali a livello universitario
e sulla richiesta di una maggior apertura degli enti economici anche nei confronti
dei giovani imprenditori.
Il tema economico è stato ripreso anche nell’intervento
di Maria Luisa Bello (Stati Uniti) che ha segnalato come i giovani italo americani
possano trovare nuove opportunità di lavoro in seno a ditte italiane o italo
americane interessate ai rapporti tra i due Paesi. Opportunità che i giovani
emigrati in Irlanda stanno già cogliendo, ha spiegato Francesco Dominoni,
attraverso un sito web loro dedicato, con informazioni e servizi sugli scambi
con le università, sulla possibilità di trovare alloggio e lavoro e momenti
di aggregazione tra connazionali.
Dall’America Latina Mario Borghese (Argentina) e Silvia
Alciati (Brasile) segnalano l’interesse suscitato
tra i giovani dai progetti Ites di Italia Lavoro,
l’agenzia per le politiche a favore dell’occupazione del ministero del Lavoro
italiano. Una nota critica sulla mancata risposta del Governo alle istanze avanzate
dai giovani nel corso della loro Prima Conferenza viene formulata da Silvia
Alciati – che segnala anche la mancata prosecuzione
dei contatti con il ministero della Goventù, che invece
aveva partecipato all’incontro nella capitale - e viene ribadita dall’interveto
di Claudio Provenzano (Germania) letto in assemblea da Tommaso Conte: “A che
servono le nostre proposte – si chiede Provenzano – se non c’è la volontà politica
di investire su di noi, di fare qualcosa di concreto per realizzarle?”
In Cile invece i risultati della Conferenza sono definiti
“ottimi” – afferma Maria Paz Paladino, che parla di “un gruppo compatto e vivace
di giovani che tiene all’italianità e vuole continuare a coltivare i legami
con la terra di origine”, anche se occorre “trovare la forma per sfruttare tutte
le opportunità”. Si ribadisce, nel corso degli interventi, l’importanza di reperire
fondi per l’investimento su lingua e cultura italiana e per progetti specifici
per ciascuna fascia di età: Silvia Alciati richiama
l’attenzione sui minori – “non si può amare un Paese che non si conosce – dice
- e la conoscenza va trasmessa a cominciare dai più piccoli” – mentre Giovanni
Margiotta (Venezuela) evidenzia, per la fascia di età che va dai 30 ai 35 anni,
l’importanza di un loro coinvolgimento dal punto di vista commerciale, invitando
le Camere di commercio ad un’apertura più decisa nei confronti dei giovani italiani.
Massimo Candusso (Perù) ed
Eleonora Medda (Belgio) si dicono soddisfatti del
rapporto instaurato con gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero,
- molti sono i Comites che si sono dotati di una “Commissione
giovani” sulla scia del coinvolgimento promosso e sollecitato dal Cgie
-. Giovanna Esposito (Lussemburgo), per fare un esempio, si rallegra che della
relazione con i rappresentanti in loco, che è più immediata di quella che si
potrebbe avere attraverso il consolato o l’ambasciata.
Infine, Barbara Origlio (Messico-Centro
America) chiede che i documenti approvati alla Prima Conferenza dei Giovani
italiani vengano ratificati dal Cgie e venga messo
all’ordine del giorno un dibattito sulle proposte avanzate in quella sede. Anche
in merito alla rappresentanza le idee sono tutt’altro che confuse: “Sino a che
non sarà istituzionalizzata una presenza di giovani all’interno dei lavori del
Cgie – dice Barbara – chiediamo che la quota di esperti
che possono essere convocati in questa sede venga riservata ai giovani, per
continuare a partecipare attivamente al dibattito sui temi che ci riguardano
direttamente”. (V.P. –