INFORM - N. 225 - 3 dicembre 2009


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Intervengono i giovani delegati provenienti dall’estero

Il punto dell’attività e della partecipazione giovanile nelle diverse comunità di italiani all’estero, ad un anno dalla Prima Conferenza dei Ciovani italiani e di origine italiana  nel mondo

 

ROMA – E’ stato Carlo Erio, presidente della Commissione tematica del Cgie Nuove generazioni e Migrazioni nuove, ad aprire in Assemblea plenaria la serie di interventi di giovani che hanno aggiornato i presenti sul lavoro messo in campo nei rispettivi Paesi di provenienza ad un anno di distanza dalla Prima Conferenza dei Giovani italiani nel mondo.

Erio ha ricordato come “il dibattito intergenerazionale sia proseguito all’interno del Cgie anche dopo la conferenza, nella costruzione di un ponte immaginario voluto dal Consiglio Generale sin dal 2004”. Si tratta ora “di andare al di là dei risultati raggiunti in quel primo appuntamento – ha affermato Erio, suggerendo che, proprio nella messa in pratica di tale proposito “proseguirà l’impegno di questa Commissione tematica”. Dopo aver ribadito la contrarietà alla bozza di riforma relativa a Comites e Cgie, espressa dalla Commissione, Erio ha auspicato la creazione di una commissione ad hoc composta di soli giovani che possa affiancare i lavori del Cgie, ipotesi che potrebbe trovare uno sviluppo istituzionale nella proposta di legge annunciata dal deputato Narducci ieri, ad apertura dei lavori della plenaria.

I giovani delegati dall’estero sono quindi intervenuti per ribadire la volontà di partecipare attivamente agli organismi di rappresentanza dedicati agli italiani all’estero ed esponendo all’assemblea le loro necessità, maturate attraverso l’incontro con altri giovani italiani presenti nei loro Paesi di residenza, a cui la Prima Conferenza ha dato rinnovato slancio.

Come rappresentante dei giovani connazionali in Svezia e Danimarca, Sabastian Nielsen ha ricordato che la partecipazione agli organismi di rappresentanza non vuole essere limitata al contributo specifico sulle tematiche giovanili “perché noi giovani possiamo considerare e approfondire tutti i temi, con un punto di vista diverso”. Egli ha suggerito strumenti per incentivare l’avvicinamento al mondo associativo, attraverso seminari di formazione per giovani dirigenti, la presenza di “facilitatori” ossia di figure capaci di mediare tra i ragazzi e le realtà istituzionali italiane, spiegando le diverse funzioni e il loro funzionamento e una diversificazione delle politiche giovanili rispetto alla fascia di età di riferimento. Centrale anche l’investimento su lingua e cultura italiana, ricordato in tutti gli interventi.

Maria Lorena Inverso (Uruguay) insiste sulla salvaguardia della presenza italiana all’estero attraverso il mantenimento delle strutture consolari “anche in vista dell’introduzione del nuovo passaporto biometrico”, mentre chiede un’attenta valutazione della bozza di riforma di Comites e Cgie specie per “le conseguenze dirette che essa potrebbe avere sulla rappresentanza giovanile”. Chiesta anche più attenzione per i giovani imprenditori e la presenza di una quota di consultori giovani accanto ai membri referenti per le Regioni all’estero.

Mentre Luigi Delia (Francia) ha espresso soddisfazione nel percepire da parte dei Comites la volontà di coinvolgere anche i giovani italiani nella circoscrizione di riferimento, una volontà a cui ha dato nuovo impulso la Prima Cnferenza, Isabella Restifa (Australia) è tornata a ribadire l’importanza della lingua e della presenza delle sedi consolari italiane all’estero.

Nuovo impulso propositivo anche per le giovani realtà associative del Canada, illustrato da Cosmo Femia, mentre Giuseppina Gaglio (Sud Africa) ha insistito sulla necessità di diffondere le possibilità di scambi culturali a livello universitario e sulla richiesta di una maggior apertura degli enti economici anche nei confronti dei giovani imprenditori.

Il tema economico è stato ripreso anche nell’intervento di Maria Luisa Bello (Stati Uniti) che ha segnalato come i giovani italo americani possano trovare nuove opportunità di lavoro in seno a ditte italiane o italo americane interessate ai rapporti tra i due Paesi. Opportunità che i giovani emigrati in Irlanda stanno già cogliendo, ha spiegato Francesco Dominoni, attraverso un sito web loro dedicato, con informazioni e servizi sugli scambi con le università, sulla possibilità di trovare alloggio e lavoro e momenti di aggregazione tra connazionali.

Dall’America Latina Mario Borghese (Argentina) e Silvia Alciati (Brasile) segnalano l’interesse suscitato tra i giovani dai progetti Ites di Italia Lavoro, l’agenzia per le politiche a favore dell’occupazione del ministero del Lavoro italiano. Una nota critica sulla mancata risposta del Governo alle istanze avanzate dai giovani nel corso della loro Prima Conferenza viene formulata da Silvia Alciati – che segnala anche la mancata prosecuzione dei contatti con il ministero della Goventù, che invece aveva partecipato all’incontro nella capitale - e viene ribadita dall’interveto di Claudio Provenzano (Germania) letto in assemblea da Tommaso Conte: “A che servono le nostre proposte – si chiede Provenzano – se non c’è la volontà politica di investire su di noi, di fare qualcosa di concreto per realizzarle?”

In Cile invece i risultati della Conferenza sono definiti “ottimi” – afferma Maria Paz Paladino, che parla di “un gruppo compatto e vivace di giovani che tiene all’italianità e vuole continuare a coltivare i legami con la terra di origine”, anche se occorre “trovare la forma per sfruttare tutte le opportunità”. Si ribadisce, nel corso degli interventi, l’importanza di reperire fondi per l’investimento su lingua e cultura italiana e per progetti specifici per ciascuna fascia di età: Silvia Alciati richiama l’attenzione sui minori – “non si può amare un Paese che non si conosce – dice - e la conoscenza va trasmessa a cominciare dai più piccoli” – mentre Giovanni Margiotta (Venezuela) evidenzia, per la fascia di età che va dai 30 ai 35 anni, l’importanza di un loro coinvolgimento dal punto di vista commerciale, invitando le Camere di commercio ad un’apertura più decisa nei confronti dei giovani italiani.

Massimo Candusso (Perù) ed Eleonora Medda (Belgio) si dicono soddisfatti del rapporto instaurato con gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, - molti sono i Comites che si sono dotati di una “Commissione giovani” sulla scia del coinvolgimento promosso e sollecitato dal Cgie -. Giovanna Esposito (Lussemburgo), per fare un esempio, si rallegra che della relazione con i rappresentanti in loco, che è più immediata di quella che si potrebbe avere attraverso il consolato o l’ambasciata.

Infine, Barbara Origlio (Messico-Centro America) chiede che i documenti approvati alla Prima Conferenza dei Giovani italiani vengano ratificati dal Cgie e venga messo all’ordine del giorno un dibattito sulle proposte avanzate in quella sede. Anche in merito alla rappresentanza le idee sono tutt’altro che confuse: “Sino a che non sarà istituzionalizzata una presenza di giovani all’interno dei lavori del Cgie – dice Barbara – chiediamo che la quota di esperti che possono essere convocati in questa sede venga riservata ai giovani, per continuare a partecipare attivamente al dibattito sui temi che ci riguardano direttamente”. (V.P. – Inform)

 

 


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