INFORM - N. 225 - 3 dicembre 2009
ASSEMBLEA PLENARIA
CGIE
Le relazioni dei presidenti delle Commissioni tematiche
Ad apertura della seconda giornata, il resoconto dei
lavori svolti dalle Commissioni Diritti civili, Stato-Regioni-Cgie,
Scuola e cultura, Formazione professionale e impresa, Tutela sanitaria
ROMA – La seconda mattinata di lavori dell’assemblea
plenaria del Cgie si è aperta con le relazioni dei
presidenti di alcune delle Commissioni tematiche, che hanno aggiornato i presenti
sulle riflessioni svolte nel corso degli ultimi incontri.
Mario Tommasi, a capo della
Commissione su Diritti civili, Politica e Partecipazione, ha segnalato una certa
delusione manifestata dai consiglieri per l’esito della recentissima Conferenza
Stato-Regioni e Cgie “per lo spazio di confronto limitato
ad un solo giorno, - ha affermato - in cui abbiamo assistito ad una sorta di
passerella di personalità” poco utili all’approfondimento dei veri obiettivi
dell’iniziativa. La Commissione è critica anche sul progetto di ristrutturazione
della rete consolare all’estero e sollecita il Comitato di presidenza ad un
confronto in merito con il sottosegretario con delega agli italiani nel mondo,
Alfredo Mantica. Discussione e confronto più volte richiesti in seno a Commissione
e Plenaria, per avanzare proposte di risparmio alternative alla chiusura delle
sedi, “come l’assunzione di contrattisti locali – rileva Tommasi,
sottolineando lo sconcerto dei consiglieri di fronte ad alcune segnalazioni
di tempistiche relative allo svolgimento delle pratiche di cittadinanza italiana
in Brasile, rinviate sino al 2017.
“La bozza di riforma relativa a Comites
e Cgie sconvolge gli organismi di rappresentanza come
li abbiamo conosciuti sino ad oggi – prosegue il presidente – e ignora completamente
le proposte fatte dal Cgie anche in un recente passato.
La Commissione
ritiene all’unanimità che la bozza vada contro gli interessi e la volontà dei
connazionali all’estero e contro lo stesso documento approvato lunedì al termine
della Conferenza Stato-Regioni-Cgie”. Tommasi
ricorda inoltre che la normativa relativa ai Comites - riformata nel 2003 - non è neppure entrata in vigore
nella sua completezza, per cui ritiene inutile un intervento ulteriore in materia.
“Chiediamo una moratoria della riforma – aggiunge – al fine di consentire l’apertura
di un dibattito tra tutte le parti interessate, per giungere ad una proposta
più in linea con le aspettative delle nostre collettività all’estero”. Moratoria
ancora più necessaria – rileva Tommasi – dal momento che “attendiamo la modifica dell’assetto
istituzionale dello Stato”.
Mario Castellengo, presidente
della Commissione Stato, Regioni, Province autonome e Cgie, ritiene invece che la bozza vada “cancellata, perché
non vi è nulla al suo interno che sia condivisibile. Stupisce l’insistenza di
procedere con un simile provvedimento”. Egli suggerisce che l’elezione di Comites e Cgie avvenga seguendo
la normativa attualmente vigente, dal momento che “non avvertiamo l’urgenza
di una simile riforma”. Più positivo il giudizio della Commissione da lui presieduta
sulla Conferenza Stato-Regioni-Cgie, specie per il
documento approvato “stringente e concreto – afferma Castellengo, che sollecita il Cgie
ad avanzare i primi progetti in coordinamento con le Regioni per verificare
la volontà dello Stato di partecipare, attraverso i finanziamenti necessari
alla loro realizzazione. Ribadita l’importanza delle risorse da destinare all’assistenza
diretta, specie per non aggravare ulteriormente situazioni già complesse, soprattutto
in America latina, mentre ci si chiede perché il Mae non cerchi la collaborazione dei patronati in vista dell’avvio
del progetto del consolato digitale.
Per la Commissione Formazione,
Impresa, Lavoro e Cooperazione il presidente Franco Santellocco
è intervenuto auspicando che “le strategie di promozione del Sistema Italia
all’estero possano avvalersi del bagaglio di esperienza e di conoscenza maturato
dal Cgie, specie per la proiezione delle piccole e
medie imprese e la valorizzazione delle identità culturali”. Auspica inoltre
una sinergia e un confronto anche con il ministero dello Sviluppo economico
per la prosecuzione dei progetti di formazione professionale all’estero. “Trattando
i temi del lavoro e della formazione anche il mondo associazionistico potrà
avvicinare più facilmente le giovani generazioni – ha detto Santellocco,
ribadendo anche la necessità del riconoscimento dei titoli di studio conseguiti
all’estero, altro argomento prioritario per i giovani. “Il Cgie
potrebbe sollecitare l’apertura di un tavolo di concertazione istituzionale
per l’equiparazione dei titoli – ha suggerito Santellocco
– che semplifichi le procedure necessarie e la loro accessibilità all’utenza”.
In evidenza anche il perfezionamento dei bandi per la formazione professionale
svolta all’estero e un più incisivo monitoraggio e controllo sulla gestione
dei fondi.
E’ intervenuto per la Commissione Scuola
e Cultura italiana all’estero il vice presidente Alberto Di Giovanni, che ha
ricordato come la promozione della lingua italiana sia “un passaggio obbligato
per fare in modo che il coinvolgimento delle giovani generazioni non sia solo
evocato in modo convenzionale e retorico”. “Tutto ciò che si fa in termini di
proiezione della lingua e della cultura italiana all’estero – ha proseguito
Di Giovanni – si fa per il futuro. Il rimedio ai tempi difficili che si prospettano
non può che essere quello di recuperare qualche risorsa, perché arretrare dai
livelli raggiunti faticosamente nel passato significa erodere e rimettere in
discussione il lavoro svolto senza la certezza di poter più recuperare”. La
Commissione ha inoltre avanzato osservazioni e “riserve” sul
modo in cui è stata realizzata la
Settimana della lingua italiana nel mondo per “il mancato coinvolgimento
degli enti che fanno cultura all’estero e la carenza di informazione”. “La proposta
che facciamo è di scegliere proprio la storia della cultura della diaspora come
tema per le edizioni future – segnala Di Giovanni, rilanciando anche il coinvolgimento
dei connazionali nel programma delle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia.
Nel suo intervento, anche un allarme per i tagli ai corsi di lingua e di cultura.
“Essi si traducono in un numero inferiore di insegnanti all’estero, in una diminuzione
dei corsi, nella progressiva eliminazione della formazione e qualificazione
dei docenti, nella limitazione di materiale e sussidi didattici. Tagli quantitativi
che divengono peggioramento qualitativo del nostro intervento – avverte Di Giovanni.
La Commissione, viste le
audizioni in corso sulla cultura italiana all’estero nella preposta Commissione
al Senato, esprime la necessità di un’audizione del Cgie
in quella sede “per stabilire un dialogo sulle necessità culturali delle nostre
comunità”.
Infine, Pasquale Nestico, presidente
della Commissione Tutela sanitaria, segnala l’assenza di risposte alla mappatura
richiesta da Comites e Cgie sui dati relativi agli interventi sanitari effettuati
attraverso le polizze assicurative a favore di connazionali indigenti in alcuni
Paesi: quantità e qualità delle prestazioni erogate, numero dei beneficiari,
gestione degli appalti e problematiche emerse, resoconto su eventuali correzioni
da introdurre. Se il Mae continuerà a non fornire
tali dati la Commissione
“darà mandato ai suoi singoli componenti insieme a Comites
e Cgie di avviare tale ricognizione numerica e analitica,
secondo le proprie possibilità – afferma Nestico che
avanza una richiesta di informazioni analoga anche in merito agli Ospedali italiani
all’estero “che ricevono sussidi dal Governo e rispetto a cui non esiste una
relazione ufficiale e dettagliata”.
La Commissione, oltre all’invito rivolto ai consiglieri
di farsi portavoce delle necessità in tema di tutela sanitaria emergenti tra
i connazionali all’estero, propone l’organizzazione di seminari tra le strutture
sanitarie di diversi Paesi e quelle italiane “al fine di migliorare, grazie
ad uno scambio reciproco, i loro sistemi sanitari”. (Vivoana Pansa - Inform)
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