INFORM - N. 225 - 3 dicembre 2009


ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Il dibattito pomeridiano sulla relazione del Governo e del Comitato di presidenza

 

ROMA - La prima parte della sessione pomeridiana del Cgie di ieri è stata dedicata al proseguo del dibattito sulle relazioni del Governo e del Comitato di Presidenza. Ha aperto la discussione il consigliere Walter Della Nebbia (Usa) che ha ricordato come un’eventuale riforma dei Comites e del Cgie si porrebbe, tenuto conto della prevista creazione del Senato delle Regioni, come una legge puramente transitoria. Della Nebbia ha anche auspicato l’istituzione di tavolo di lavoro comune, con rappresentanti del ministero degli Esteri, degli italiani all’estero e dei sindacati di categoria, che ricerchi una soluzione equa per la ristrutturazione della rete consolare.

Un problema, quello degli uffici consolari, che è stato segnalato anche da Paolo Castellani (Cile) che su questo tema ha auspicato l’utilizzo degli introiti percepiti dai consolati per migliorare la situazione della stessa rete. “La bozza di riforma del Comites e del Cgie – ha poi aggiunto Castellani – va riscritta perché è un passo indietro nella storia della nostra rappresentanza.  Dobbiamo essere uniti e far capire al Parlamento che non può portare avanti questa riforma”. La richiesta di un’azione comune è venuta anche dal consigliere Giacomo Canepa (Perù)  che ha precisato come a tutt’oggi la politica del governo non sembri andare incontro alle reali esigenze delle nostre comunità nel mondo.

“Come può non tenere conto e sottacere il ruolo dell’associazionismo? - si è invece domandato Domenico Azzia (Unaie) sempre in riferimento alla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero – Un associazionismo che ha mantenuto il rapporto fra l’Italia e le comunità nel mondo impedendone la separazione. Non si può ledere un diritto di rappresentanza spezzando con una riforma la domanda di partecipazione”.

Dal canto suo Dino Nardi, componente del Comitato di Presidenza per l’Europa e il Nord Africa, ha ricordato la gravità dei tagli apportati nella finanziaria 2010 ai capitoli di spesa per gli italiani all’estero, riguardanti i corsi di lingua e cultura e l’assistenza. Sulla riforma degli organi di rappresentanza Nardi si detto preoccupato per il rischio che si vada a “sgretolare” tutto quello che è stato costruito con fatica nel corso di decenni.

Bruno Capaldi (Francia) si è soffermato sulle problematiche pensionistiche dei nostri connazionali all’estero legate alla richiesta di indebiti previdenziali da parte dell’Inps. Una questione che, per il consigliere, andrebbe risolta attraverso il varo di una specifica sanatoria. “Sarebbe opportuno concludere - ha poi ipotizzato Capaldi - con i paesi che noi aiutiamo con le polizze assicurative, delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, puntate unicamente sull’assistenza sanitaria per i nostri connazionali”.

Michele Schiavone, componente del CdP per l’Europa ha sottolineato l’esigenza di portare avanti le proposte di riforma del Cgie, avanzate dallo stesso Consiglio Generale, nel contesto di riorganizzazione delle istituzioni nazionali e senza perdere di vista la “stella polare” della legislazione europea. “Le esperienze delle nostre comunità – ha proseguito Schiavone – potrebbero aiutare l’Italia a superare la situazione di stallo in cui si trova da oltre un anno e mezzo. La nostra forza sta nel fatto di essere cittadini a modo nostro. Italiani all’estero in un mondo sempre più piccolo, che potrebbero dare al nostro paese delle prospettive di un futuro migliore”. 

Il dibattito sulla relazione di governo si è concluso con l’intervento del consigliere Vincenzo Centofanti (Usa) che, dopo aver ricordato il lungo lavoro svolto da Mirko Tremaglia per l’affermazione dei diritti degli italiani all’estero, ha espresso la sua contrarietà alla chiusura del consolato di Filadelfia. Una città dove il 10% della popolazione è italo americana. Centofanti ha inoltre paventato il rischio che la riforma degli organi di rappresentanza possa portare alla chiusura di numerosi Comites negli Stati  Uniti.(G.M.- Inform)


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