DOCUMENTAZIONE
- ASSEMBLEA PLENARIA CGIE
L’intervento di Giuseppe Firrarello
(Pdl), presidente Comitato per le questioni degli
italiani all’estero del Senato
ROMA - Rivolgo al Consiglio Generale degli Italiani
all'Estero un caloroso saluto a nome della delegazione del Senato della Repubblica.
Sono lieto della nuova occasione di incontro con l'Assemblea
plenaria di questa istituzione di primaria importanza, in quanto rappresentativa
del mondo dell'emigrazione e delle collettività italiane diffuse all'estero.
L'Assemblea si tiene in un momento molto significativo
per i rapporti tra lo Stato italiano, il Parlamento e le collettività dei nostri
connazionali nel mondo e gli organismi che le rappresentano.
Il Comitato per le questioni degli italiani all'estero
che ho l'onore di presiedere ha seguito con grande attenzione le problematiche
che riguardano le aree continentali in cui sono principalmente stanziate le
comunità italiane.
La partecipazione delle delegazioni del Comitato per
le questioni degli italiani all'estero alle Assemblee continentali del CGIE
ha consentito al Comitato medesimo di disporre di un'ampia visuale sulle problematiche
che interessano i nostri connazionali nel mondo.
Ricordo che commissari hanno preso parte a tutte le riunioni
delle Commissioni continentali del primo semestre del
I punti trattati nelle Commissioni continentali sono
stati in parte coincidenti, con talune peculiarità legate al contesto territoriale
di riferimento.
E così mentre in Europa si è affrontato il tema dei lavoratori
frontalieri, in Australia è stata analizzata la situazione dei connazionali
ivi residenti con specifico riferimento alla rete dei ricercatori, ai punti
di eccellenza, alla condizione delle donne in emigrazione e a quella degli anziani.
In America Latina peculiare attenzione è stata dedicata al ruolo svolto dalle
Regioni e Province Autonome, alla problematica degli anziani e più in generale
della terza età dell’emigrazione italiana, ai corsi di formazione professionale
per i cittadini residenti in Paesi extracomunitari e alla spinosa questione
degli arretrati nei riconoscimenti della cittadinanza.
Ha costituito peraltro tema comune di dibattito in tutte
le aree continentali in cui sono principalmente stanziate le comunità dei nostri
connazionali il rinvio delle elezioni dei Comites
e del CGIE in vista dell'elaborazione di un progetto di riforma normativa delle
leggi che li disciplinano. Grande interesse è stato espresso rispetto alle prospettive
di modifica, con un auspicio unanime di coinvolgimento e confronto degli organismi
esponenziali delle collettività all'estero rispetto all'elaborazione del testo
normativo da parte del Parlamento.
Quanto alla tematica delle riduzioni apportate dalle
recenti manovre di finanza pubblica ai capitoli di spesa per le politiche migratorie,
e le conseguenze sulla rete consolare ed i servizi e sulla promozione e l’insegnamento
della lingua e della cultura italiane all’estero, è stata in tutte le sedi una
nota comune quella della preoccupazione per la diminuzione degli stanziamenti
assegnati dal bilancio italiano alle politiche migratorie. In proposito i rappresentanti
del Ministero degli Affari Esteri hanno illustrato la situazione attuale della
ripartizione dei fondi e della destinazione delle risorse esistenti. Il
settore sul quale la riduzione degli
stanziamenti ha rischiato di ripercuotersi con maggiore
incidenza è quello della promozione della lingua e cultura italiana, stante
il rischio della non prosecuzione di parte dei corsi di insegnamento dell'italiano
sinora svolti. In tutte le Assemblee continentali è stato poi affrontato il
tema della possibile insufficienza dei fondi assegnati al CGIE per consentire
lo svolgimento della II Assemblea plenaria annuale e di due riunioni del Comitato
di Presidenza, previste dalla legge istitutiva.
Ulteriore attenzione è stata dedicata alla mancata convocazione
della III Plenaria della Conferenza permanente Stato - Regioni - Province Autonome
- CGIE, quale possibile idonea sede di confronto tra autorità centrali e locali
italiane e collettività all'estero.
Una nota positiva unanimemente riconosciuta è stata costituita
dagli incontri tra le delegazioni parlamentari e le organizzazioni giovanili
degli italiani all'estero. In tutte le occasioni il confronto si è rivelato
proficuo e ricco di spunti.
Sottolineo in proposito che, per quanto concerne il problema
degli stanziamenti economici, il Parlamento, in sede di esame del disegno di
assestamento del bilancio dello scorso anno, ha attribuito ulteriori fondi ai
capitoli dedicati alle politiche migratorie. Si è in tal modo scongiurato il
pericolo della sospensione dell'attività di insegnamento e della promozione
della lingua e cultura italiana all'estero. Inoltre, le riunioni del CGIE hanno
avuto luogo come stabilito.
Nella manovra di finanza pubblica attualmente all'esame
del Parlamento, gli stanziamenti iniziali per le politiche migratorie sono stati
parametrati a quelli dello scorso anno, ma sussiste
l'impegno del Governo per un riallineamento in sede di assestamento.
Un ulteriore tema che ha sollecitato l'attenzione delle
collettività all'estero è peraltro costituito dal processo in atto di ristrutturazione
della rete degli Uffici all'estero del Ministero degli Affari Esteri.
Nello scorso mese di giugno il Governo ha illustrato
innanzi alle Commissioni riunite Affari Esteri del Senato e della Camera dei
deputati le direttrici di detto processo, da portare a termine di qui al 2011.
Nella versione prefigurata inizialmente dall'Esecutivo si prevedeva la chiusura
di 18 sedi consolari (
Ricordo altresì che lo scorso 27 ottobre ha avuto luogo
a Bruxelles, presso il Consolato d’Italia, una missione volta a dar conto delle
prossime novità che verranno introdotte nell'ambito della prestazione dei servizi
consolari a distanza, che procederà di pari passo alla ristrutturazione della
rete diplomatica e consolare. Ha partecipato una delegazione di deputati e senatori
rappresentativi delle Commissioni Affari esteri e dei Comitati per le questioni
degli italiani all'estero.
Permane peraltro l'attenzione del Comitato per le questioni
degli italiani all'estero su tutte le tematiche testé citate.
Il Comitato ha avviato un'indagine conoscitiva sulle
politiche relative ai cittadini italiani residenti all'estero e sta procedendo
ad una serie di audizioni.
Si sono già svolte le audizioni della Società Dante Alighieri,
che ha delineato un quadro estremamente interessante circa lo stato dell'insegnamento
e della diffusione della lingua italiana all'estero; di Rai International, dove
il direttore Badaloni ha descritto l'attività informativa destinata agli italiani
all'estero e ha toccato alcune tematiche sulla diffusione del segnale nelle
varie aree territoriali, di New Co Rai International e della Federazione Unitaria
della Stampa Italiana all'Estero (FUSIE), dove il presidente De Sossi
ha reso un'utile informativa sull'attività svolta dalla Federazione che rappresenta
ed ha proposto tanti suggerimenti in merito alle iniziative legislative per
la regolamentazione del settore. E’ stato altresì audito
il Sottosegretario di Stato per l'Interno Palma, il quale si è soffermato in
particolare sulle tematiche della disciplina della cittadinanza italiana e del
riacquisto della medesima per i nati all'estero, del sistema anagrafico per
gli italiani all'estero e del voto per le elezioni dei parlamentari della circoscrizione
Estero.
A tale proposito, ricordo che proprio questa mattina
si è svolta presso il Senato l'audizione di una rappresentanza del CGIE nell'ambito
dell'indagine conoscitiva deliberata dalle Commissioni riunite Affari costituzionali
e Affari esteri sull'applicazione delle norme che regolano le elezioni nella
Circoscrizione Estero, con particolare riguardo alle questioni inerenti alle
diverse Ripartizioni, nonché sui possibili interventi correttivi o di riforma.
La partecipazione all'audizione è stata estesa anche ai Senatori componenti
del Comitato per le questioni degli italiani all'estero.
Nel merito delle questioni esistenti, evidenzio l’esigenza
che avvengano modifiche alla legge in materia di espressione del voto degli
italiani all’estero e che nessun testo presentato affronta il tema della garanzia
e della sicurezza dell’espressione del voto.
Garanzia e sicurezza dell’espressione di voto rivestono
infatti un'importanza fondamentale per il Comitato per le questioni degli italiani
all’estero, posto come obiettivo prioritario all’atto dell’istituzione del Comitato
stesso, da me presieduto.
I cittadini all’estero per eleggere le proprie rappresentanze
- Comites, CGIE e Parlamento - dovrebbero esprimere
un voto secondo modalità uniformi a quelle vigenti in Italia.
Richiamo infine l'esame in corso delle proposte di riforma
della normativa sulla rappresentanza delle collettività italiane all'estero
e l'avvenuto svolgimento della Conferenza Stato - Regioni - Province Autonome
- CGIE.
In relazione alla nuova legislazione che dovrà essere
esitata entro il 31/12/2010 in materia di Comitati degli Italiani all’Estero
e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ricordo che sono stati assegnati
progetti di legge alla Commissione Affari esteri della Camera dei deputati.
A quella d’iniziativa dell’On. Zacchera si sono aggiunte le proposte di legge
n. 2207 dell’On. Porta e altri, la n. 2410 dell’On. Bucchino
e altri, che sono state precedute dalla n. 113 dell’On. Angeli.
Al Senato, l’8 aprile scorso, è iniziato presso
E' stato istituito in seno alla Commissione, che esamina
i provvedimenti in sede referente, un comitato ristretto per l'elaborazione
di un testo unificato.
Il comitato ristretto ha svolto nei mesi da maggio a
luglio una serie di audizioni informali delle categorie interessate dai disegni
di legge.
In particolare, si sono svolte le audizioni di una rappresentanza
del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, del Direttore Generale per
gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari
Esteri, della Consulta Nazionale dell'Emigrazione (CNE), della Federazione Unitaria
della Stampa Italiana all'Estero (FUSIE), delle Consulte regionali per l'emigrazione,
dei Presidenti degli Intercomites, dei Presidenti
delle Regioni e delle Province autonome.
E' stato redatto uno schema di testo unificato quale
base di discussione.
Le proposte per l’abrogazione della legge 6 novembre
1989, n. 368, istitutiva del CGIE, presentate rispettivamente dall’On. Angeli
e dal Sen. Pedica e quelle finalizzate a eliminare
o comprimere talune rappresentanze per determinare la prevalenza di altre in
seno al CGIE, non trovano adeguato consenso.
In presenza della rappresentanza parlamentare eletta
dagli italiani all’estero, dei Comites, delle Consulte
regionali, dell’Associazionismo in Italia e all’estero, la funzione del CGIE
va valutata con la dovuta serenità di giudizio. E' convincimento di molti che
essa debba essere riconsiderata, per continuare ad essere un importante strumento
di coesione e di raccordo tra le diverse rappresentanze ed organismi che operano
in Italia e all’estero a favore delle comunità italiane ed, altresì, con l’obiettivo
di sviluppare un proprio ruolo per il rilancio dei rapporti internazionali tra
l’Italia ed i Paesi ospitanti.
Auspico che nei due rami del Parlamento possa svolgersi
un proficuo e lineare dibattito parlamentare.
Nella mia veste di Presidente del Comitato per le questioni
degli italiani all’estero del Senato, ribadisco l’impegno espresso il 13 maggio
Lunedì scorso 30 novembre si è svolta la terza Conferenza
permanente Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE, convocata anche grazie
alla forte volontà espressa dal CGIE e dalle Commissioni continentali. Detta
sollecitazione vi è stata onde poter disporre della sede di confronto istituzionalmente
deputata al raccordo delle politiche centrali e decentrate in materia migratoria.
Quanto al documento conclusivo della Conferenza, che
contiene le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo,
del Parlamento e delle Regioni per le comunità
all’estero (Legge 18.06.1998 n.198), ricordo che esso individua
tra le priorità “la promozione del Sistema-Paese, con particolare riguardo
all’attività di divulgazione della lingua e della cultura italiana nel mondo”.
In tale contesto l’istituzione di un Dipartimento
per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, presso il
Ministero degli Affari Esteri, può rappresentare una prossima risposta legislativa,
frutto del nostro impegno parlamentare, da me ipotizzata sin dall’assunzione
della carica di Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero.
Il documento conclusivo punta, inoltre, ad integrare
le attività poste in essere ai vari livelli da parte dello Stato, Regioni, Province
Autonome, CGIE e ANCI, coinvolgendo i rappresentanti dell’Associazionismo nazionale
e regionale in materia di emigrazione, promuovendo una maggiore armonizzazione
della legislazione regionale a favore delle comunità regionali.
Pertanto le nuove leggi regionali dovranno valorizzare
il ruolo delle Consulte, dell’Associazionismo in Italia e all’estero, degli
Enti Locali, delle Istituzioni culturali, assicurando concreti strumenti per
rispondere alle diverse questioni che oggi si pongono.
Vorrei da ultimo ricordare che domani mattina accoglierò
in Senato, insieme con i membri del Comitato da me presieduto, una rappresentanza
del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, per ascoltare le loro impressioni
e le loro posizioni su tutte le tematiche di più stringente interesse che vorranno
sottoporre all'attenzione degli organismi parlamentari competenti.
Sono certo che la odierna riunione offrirà spunti e sollecitazioni
di grande interesse per noi parlamentari. Grazie a tutti e buon lavoro. (Giuseppe
Firrarello*
*Senatore Pdl e presidente Comitato
per le questioni degli italiani all'estero