INFORM - N. 224 - 2 dicembre 2009


DOCUMENTAZIONE - ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

L’intervento di Giuseppe Firrarello (Pdl), presidente Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato

 

ROMA - Rivolgo al  Consiglio Generale degli Italiani all'Estero un caloroso saluto a nome della delegazione del Senato della Repubblica.

Sono lieto della nuova occasione di incontro con l'Assemblea plenaria di questa istituzione di primaria importanza, in quanto rappresentativa del mondo dell'emigrazione e delle collettività italiane diffuse all'estero.

L'Assemblea si tiene in un momento molto significativo per i rapporti tra lo Stato italiano, il Parlamento e le collettività dei nostri connazionali nel mondo e gli organismi che le rappresentano.

Il Comitato per le questioni degli italiani all'estero che ho l'onore di presiedere ha seguito con grande attenzione le problematiche che riguardano le aree continentali in cui sono principalmente stanziate le comunità italiane.

La partecipazione delle delegazioni del Comitato per le questioni degli italiani all'estero alle Assemblee continentali del CGIE ha consentito al Comitato medesimo di disporre di un'ampia visuale sulle problematiche che interessano i nostri connazionali nel mondo.

Ricordo che commissari hanno preso parte a tutte le riunioni delle Commissioni continentali del primo semestre del 2009, in Europa, nei Paesi Anglofoni extraeuropei e in America Latina, nonchè alle Commissioni continentali dei Paesi Anglofoni extraeuropei che si è riunita a Chicago dal 18 al 20 settembre scorsi, dell'America Latina che si è riunita a Santiago del Cile dall'1 al 3 ottobre e dell'Europa che si è tenuta a Barcellona dal 15 al 17 ottobre scorsi.

I punti trattati nelle Commissioni continentali sono stati in parte coincidenti, con talune peculiarità legate al contesto territoriale di riferimento.

E così mentre in Europa si è affrontato il tema dei lavoratori frontalieri, in Australia è stata analizzata la situazione dei connazionali ivi residenti con specifico riferimento alla rete dei ricercatori, ai punti di eccellenza, alla condizione delle donne in emigrazione e a quella degli anziani. In America Latina peculiare attenzione è stata dedicata al ruolo svolto dalle Regioni e Province Autonome, alla problematica degli anziani e più in generale della terza età dell’emigrazione italiana, ai corsi di formazione professionale per i cittadini residenti in Paesi extracomunitari e alla spinosa questione degli arretrati nei riconoscimenti della cittadinanza.

Ha costituito peraltro tema comune di dibattito in tutte le aree continentali in cui sono principalmente stanziate le comunità dei nostri connazionali il rinvio delle elezioni dei Comites e del CGIE in vista dell'elaborazione di un progetto di riforma normativa delle leggi che li disciplinano. Grande interesse è stato espresso rispetto alle prospettive di modifica, con un auspicio unanime di coinvolgimento e confronto degli organismi esponenziali delle collettività all'estero rispetto all'elaborazione del testo normativo da parte del Parlamento.

Quanto alla tematica delle riduzioni apportate dalle recenti manovre di finanza pubblica ai capitoli di spesa per le politiche migratorie, e le conseguenze sulla rete consolare ed i servizi e sulla promozione e l’insegnamento della lingua e della cultura italiane all’estero, è stata in tutte le sedi una nota comune quella della preoccupazione per la diminuzione degli stanziamenti assegnati dal bilancio italiano alle politiche migratorie. In proposito i rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri hanno illustrato la situazione attuale della ripartizione dei fondi e della destinazione delle risorse esistenti. Il  settore sul  quale  la  riduzione  degli

stanziamenti ha rischiato di ripercuotersi con maggiore incidenza è quello della promozione della lingua e cultura italiana, stante il rischio della non prosecuzione di parte dei corsi di insegnamento dell'italiano sinora svolti. In tutte le Assemblee continentali è stato poi affrontato il tema della possibile insufficienza dei fondi assegnati al CGIE per consentire lo svolgimento della II Assemblea plenaria annuale e di due riunioni del Comitato di Presidenza, previste dalla legge istitutiva.

Ulteriore attenzione è stata dedicata alla mancata convocazione della III Plenaria della Conferenza permanente Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE, quale possibile idonea sede di confronto tra autorità centrali e locali italiane e collettività all'estero.

Una nota positiva unanimemente riconosciuta è stata costituita dagli incontri tra le delegazioni parlamentari e le organizzazioni giovanili degli italiani all'estero. In tutte le occasioni il confronto si è rivelato proficuo e ricco di spunti.

Sottolineo in proposito che, per quanto concerne il problema degli stanziamenti economici, il Parlamento, in sede di esame del disegno di assestamento del bilancio dello scorso anno, ha attribuito ulteriori fondi ai capitoli dedicati alle politiche migratorie. Si è in tal modo scongiurato il pericolo della sospensione dell'attività di insegnamento e della promozione della lingua e cultura italiana all'estero. Inoltre, le riunioni del CGIE hanno avuto luogo come stabilito.

Nella manovra di finanza pubblica attualmente all'esame del Parlamento, gli stanziamenti iniziali per le politiche migratorie sono stati parametrati a quelli dello scorso anno, ma sussiste l'impegno del Governo per un riallineamento in sede di assestamento.

Un ulteriore tema che ha sollecitato l'attenzione delle collettività all'estero è peraltro costituito dal processo in atto di ristrutturazione della rete degli Uffici all'estero del Ministero degli Affari Esteri.

Nello scorso mese di giugno il Governo ha illustrato innanzi alle Commissioni riunite Affari Esteri del Senato e della Camera dei deputati le direttrici di detto processo, da portare a termine di qui al 2011. Nella versione prefigurata inizialmente dall'Esecutivo si prevedeva la chiusura di 18 sedi consolari (13 in Europa, 2 negli Stati Uniti d'America, 2 in Australia, 1 in Sud Africa), la chiusura dell'Ambasciata di Lusaka in Zambia e il declassamento di 4 consolati generali a consolati (Alessandria d'Egitto, Basilea, Gedda, Karachi). Consta peraltro la disponibilità del Governo ad un riesame degli interventi, tenendo altresì conto delle indicazioni di matrice parlamentare.

Ricordo altresì che lo scorso 27 ottobre ha avuto luogo a Bruxelles, presso il Consolato d’Italia, una missione volta a dar conto delle prossime novità che verranno introdotte nell'ambito della prestazione dei servizi consolari a distanza, che procederà di pari passo alla ristrutturazione della rete diplomatica e consolare. Ha partecipato una delegazione di deputati e senatori rappresentativi delle Commissioni Affari esteri e dei Comitati per le questioni degli italiani all'estero.

Permane peraltro l'attenzione del Comitato per le questioni degli italiani all'estero su tutte le tematiche testé citate.

Il Comitato ha avviato un'indagine conoscitiva sulle politiche relative ai cittadini italiani residenti all'estero e sta procedendo ad una serie di audizioni.

Si sono già svolte le audizioni della Società Dante Alighieri, che ha delineato un quadro estremamente interessante circa lo stato dell'insegnamento e della diffusione della lingua italiana all'estero; di Rai International, dove il direttore Badaloni ha descritto l'attività informativa destinata agli italiani all'estero e ha toccato alcune tematiche sulla diffusione del segnale nelle varie aree territoriali, di New Co Rai International e della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all'Estero (FUSIE), dove il presidente De Sossi ha reso un'utile informativa sull'attività svolta dalla Federazione che rappresenta ed ha proposto tanti suggerimenti in merito alle iniziative legislative per la regolamentazione del settore. E’ stato altresì audito il Sottosegretario di Stato per l'Interno Palma, il quale si è soffermato in particolare sulle tematiche della disciplina della cittadinanza italiana e del riacquisto della medesima per i nati all'estero, del sistema anagrafico per gli italiani all'estero e del voto per le elezioni dei parlamentari della circoscrizione Estero.

A tale proposito, ricordo che proprio questa mattina si è svolta presso il Senato l'audizione di una rappresentanza del CGIE nell'ambito dell'indagine conoscitiva deliberata dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Affari esteri sull'applicazione delle norme che regolano le elezioni nella Circoscrizione Estero, con particolare riguardo alle questioni inerenti alle diverse Ripartizioni, nonché sui possibili interventi correttivi o di riforma. La partecipazione all'audizione è stata estesa anche ai Senatori componenti del Comitato per le questioni degli italiani all'estero.

Nel merito delle questioni esistenti, evidenzio l’esigenza che avvengano modifiche alla legge in materia di espressione del voto degli italiani all’estero e che nessun testo presentato affronta il tema della garanzia e della sicurezza dell’espressione del voto.

Garanzia e sicurezza dell’espressione di voto rivestono infatti un'importanza fondamentale per il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, posto come obiettivo prioritario all’atto dell’istituzione del Comitato stesso, da me presieduto.

I cittadini all’estero per eleggere le proprie rappresentanze - Comites, CGIE e Parlamento -  dovrebbero esprimere un voto secondo modalità uniformi a quelle vigenti in Italia.

Richiamo infine l'esame in corso delle proposte di riforma della normativa sulla rappresentanza delle collettività italiane all'estero e l'avvenuto svolgimento della Conferenza Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE.

In relazione alla nuova legislazione che dovrà essere esitata entro il 31/12/2010 in materia di Comitati degli Italiani all’Estero e Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ricordo che sono stati assegnati progetti di legge alla Commissione Affari esteri della Camera dei deputati. A quella d’iniziativa dell’On. Zacchera si sono aggiunte le proposte di legge n. 2207 dell’On. Porta e altri, la n. 2410 dell’On. Bucchino e altri, che sono state precedute dalla n. 113 dell’On. Angeli.

Al Senato, l’8 aprile scorso, è iniziato presso la Commissione Affari esteri l’esame congiunto dei DDL n. 1478 del Sen. Tofani e Bevilacqua e n. 1460 del Sen. Micheloni sulla riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero a cui si sono aggiunti i disegni di legge n. 1498 della Senatrice Giai, n. 1546 dei Senatori Randazzo ed altri, e n. 1557 del Sen. Pedica.

E' stato istituito in seno alla Commissione, che esamina i provvedimenti in sede referente, un comitato ristretto per l'elaborazione di un testo unificato.

Il comitato ristretto ha svolto nei mesi da maggio a luglio una serie di audizioni informali delle categorie interessate dai disegni di legge.

In particolare, si sono svolte le audizioni di una rappresentanza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, del Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri, della Consulta Nazionale dell'Emigrazione (CNE), della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all'Estero (FUSIE), delle Consulte regionali per l'emigrazione, dei Presidenti degli Intercomites, dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome.

E' stato redatto uno schema di testo unificato quale base di discussione.

Le proposte per l’abrogazione della legge 6 novembre 1989, n. 368, istitutiva del CGIE, presentate rispettivamente dall’On. Angeli e dal Sen. Pedica e quelle finalizzate a eliminare o comprimere talune rappresentanze per determinare la prevalenza di altre in seno al CGIE, non trovano adeguato consenso.

In presenza della rappresentanza parlamentare eletta dagli italiani all’estero, dei Comites, delle Consulte regionali, dell’Associazionismo in Italia e all’estero, la funzione del CGIE va valutata con la dovuta serenità di giudizio. E' convincimento di molti che essa debba essere riconsiderata, per continuare ad essere un importante strumento di coesione e di raccordo tra le diverse rappresentanze ed organismi che operano in Italia e all’estero a favore delle comunità italiane ed, altresì, con l’obiettivo di sviluppare un proprio ruolo per il rilancio dei rapporti internazionali tra l’Italia ed i Paesi ospitanti.

Auspico che nei due rami del Parlamento possa svolgersi un proficuo e lineare dibattito parlamentare.

Nella mia veste di Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, ribadisco l’impegno espresso il 13 maggio 2009 in occasione della riunione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, di non far mancare il mio contributo, concertando con l’On. Marco Zacchera, Presidente del Comitato degli italiani all’estero della Camera e con i parlamentari che compongono i suddetti Comitati nei due distinti rami del Parlamento, ogni possibile attività che possa portare alla migliore sintesi dei contenuti delle iniziative parlamentari in corso.

Lunedì scorso 30 novembre si è svolta la terza Conferenza permanente Stato - Regioni - Province Autonome - CGIE, convocata anche grazie alla forte volontà espressa dal CGIE e dalle Commissioni continentali. Detta sollecitazione vi è stata onde poter disporre della sede di confronto istituzionalmente deputata al raccordo delle politiche centrali e decentrate in materia migratoria.

Quanto al documento conclusivo della Conferenza, che contiene le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per   le  comunità   all’estero  (Legge 18.06.1998 n.198),   ricordo che esso individua  tra  le priorità “la promozione del Sistema-Paese, con particolare riguardo all’attività di divulgazione della lingua e della cultura italiana nel mondo”.

 In tale contesto l’istituzione di un Dipartimento per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, presso il Ministero degli Affari Esteri, può rappresentare una prossima risposta legislativa, frutto del nostro impegno parlamentare, da me ipotizzata sin dall’assunzione della carica di Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero.

Il documento conclusivo punta, inoltre, ad integrare le attività poste in essere ai vari livelli da parte dello Stato, Regioni, Province Autonome, CGIE e ANCI, coinvolgendo i rappresentanti dell’Associazionismo nazionale e regionale in materia di emigrazione, promuovendo una maggiore armonizzazione della legislazione regionale a favore delle comunità regionali.

Pertanto le nuove leggi regionali dovranno valorizzare il ruolo delle Consulte, dell’Associazionismo in Italia e all’estero, degli Enti Locali, delle Istituzioni culturali, assicurando concreti strumenti per rispondere alle diverse questioni che oggi si pongono.

Vorrei da ultimo ricordare che domani mattina accoglierò in Senato, insieme con i membri del Comitato da me presieduto, una rappresentanza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, per ascoltare le loro impressioni e le loro posizioni su tutte le tematiche di più stringente interesse che vorranno sottoporre all'attenzione degli organismi parlamentari competenti.

Sono certo che la odierna riunione offrirà spunti e sollecitazioni di grande interesse per noi parlamentari. Grazie a tutti e buon lavoro. (Giuseppe Firrarello*Inform)

*Senatore Pdl e presidente Comitato per le questioni degli italiani all'estero

 

 


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