ITALIANI ALL’ESTERO
Dopo
gli incontri con i corregionali, i giovani abruzzesi e i dirigenti della Cavenit
Il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo
intervistato dal direttore della “Voce d’Italia” Mauro Bafile
Pagano: “Necessaria una maggiore presenza
della nostra diplomazia”
CARACAS – “Il bilancio di questa mia visita è sicuramente positivo. Torno in Abruzzo con un bagaglio di conoscenze, di notizie che non avevo. E, soprattutto, con una nozione ben precisa sulla realtà degli abruzzesi del Venezuela. Era poi quello a cui tenevo; ciò che mi interessava. Gli abruzzesi, in Venezuela, sono circa 25 mila. E’ una cifra di tutto rispetto. Stiamo parlando, se questi corregionali fossero tutti riuniti in Abruzzo, di una cittadina di proporzioni medie”. Chi parla è Nazario Pagano, il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, giunto in Venezuela in occasione della “Settimana Abruzzese”, organizzata dalla Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela.
Preciso, attento, perspicace. Da politico navigato che è, nonostante i pochi giorni in Venezuela, ha capito immediatamente le esigenze incombenti, non solo degli abruzzesi ma di tutti gli italiani che quí risiedono. Ed è per questo - ci ha informato - che ha già dato istruzioni alla segreteria del proprio ufficio, per chiedere un appuntamento con il ministro degli Esteri, Franco Frattini.
- Desidero sapere quali sono i rapporti, le relazioni tra i due governi – ci dice -. In questo momento, penso soprattutto alla qualità di vita dei miei corregionali. Ed anche alla possibilità di creare utili scambi economici . Il Venezuela può essere fonte di benessere per gli abruzzesi che vi vivono e, naturalmente, anche per i corregionali in Abruzzo. Sono convinto che per l’Italia è molto più facile, più semplice investire in un paese che ha grandi risorse ed una Collettività ben inserita che vive sul posto da oltre 50 anni. Una comunità, quindi, che ne conosce le potenzialità e le debolezze. Non tener conto di questa realtà è una sciocchezza.
Su queste pagine lo abbiamo scritto più volte. Se si pensa solo al mercato locale, vista anche la crisi economica e istituzionale, l’investimento può non suscitare interesse. Insomma, perde ogni attrattiva. Ma il Venezuela è a nord del sud. A chi investe con visione del futuro offre un’ampia gamma di mercati esteri: quello del nord, quello del centro e quello del Sudamerica. E’ da tenerne conto.
- E’ vero – concede Pagano -. Ma, in questo caso, è necessaria una pianificazione accurata. Direi minuziosa. Non avrebbe alcun senso improvvisare. Mi auguro di tutto cuore che, una volta in Abruzzo, le urgenze della quotidianità, che sono sicuramente impellenti, non mi distraggano. Ho assolutamente intenzione di dare un seguito a quanto si sta facendo e dicendo oggi. Insomma, di tradurre in fatti le buone intenzioni.
Inutile dire che è questo anche il nostro augurio. Di fronte a noi, uno squarcio della capitale che possiamo apprezzare dalla terrazza della Sala “Gaetano Bafile” del Centro Italiano Venezolano; alle nostre spalle, il lieve brusio dei pochi giovani abruzzesi che hanno partecipato al convegno loro dedicato. Peccato. E’ stata, lo diciamo a malincuore, un’occasione mancata.
- Ha avuto modo di dialogare con i nostri imprenditori. Dall’incontro sostenuto nella sede di Cavenit quali indicazioni, a suo avviso, sono emerse?
Dopo aver ricordato la videoconferenza realizzata da Abruzzo24ore.Tv, che dirige il collega Gianfranco di Giacomantonio; videoconferenza che solo 2 settimane prima della tragedia del 6 aprile lo mise a contatto con gli abruzzesi del Venezuela e gettò le basi di questa missione. E dopo aver rievoca il nostro intervento, che in quell’occasione lo invitava a vedere la collettività in funzioni di possibili partnership imprenditoriali, commenta con tono pacato ma deciso:
- Innanzitutto
il nostro governo dovrà stabilire rapporti più stretti con quello locale. Sono
convinto che questa sia un’azione necessaria. Questa mia impressione è sostenuta
da conversazioni svoltesi con l’Ambasciatore Luigi Maccotta e da idee espresse
da amministratori e capitani d’industria italo-venezolani. Mi spiego. L’internazionalizzazione
delle nostre aziende, quelle italiane ed in particolare quelle abruzzesi, può
essere facilitata da un miglior rapporto tra il governo italiano e quello venezolano.
Mi risulta che sono assai modeste, molto limitate le opportunità d’incontro
tra le diplomazie dei due paesi. Mi si è detto che, invece, sono fluidi i rapporti
del Venezuela con altre nazioni. Ad esempio,
Sostiene che l’Abruzzo è in grado di offrire anche tecnologia d’avanguardia. E sottolinea che nella regione esiste una imprenditoria orientata verso l’internazionalizzazione.
- Abbiamo know-how – precisa -. Possiamo offrirlo nella metalmeccanica avanzata. Inoltre possiamo mettere a disposizione le nostre esperienze nell’enogastronomia e nell’ambito dell’abbigliamento.
Dalle parole di Pagano si ha la sensazione che finalmente qualcuno ha capito che in Venezuela esiste un capitale umano importante; un capitale umano che tanti altri politici hanno sottovalutato e trascurato. E’, questo lo sottolineamo noi, è un capitale umano ed imprenditoriale “navigato”, che può mettere a disposizione dei potenziali partner la propria esperienza oltre ad una infrastruttura industriale di tutto rispetto.
- In Venezuela – commenta -, tutto è reso più semplice da una risorsa importante: gli abruzzesi che vi risiedono. Dall’incontro avuto con i dirigenti della Cavenit mi sono accorto che esistono grandi opportunità. E di ciò me ne farò eco nella mia regione ed interprete nell’incontro che avrò col ministro Frattini. Oggi le regioni contano molto più di ieri. Possono attivarsi autonomamente.
Conferma che la
prossima settimana, a Milano, avrà luogo una manifestazione che coinvolgerà
questa parte del continente americano. E’ una iniziativa promossa dalla Regione
Lombardia, “la quale cura con attenzione i rapporti panamericani”. All’incontro
sarà presente il ministro Frattini e il Venezuela sarà rappresentato dal sindaco
Rafael
- Dobbiamo porre enfasi nei rapporti diplomatici – insiste Pagano .
- Eppure – facciamo notare -, la burocrazia dei ministeri è lenta e farraginosa. Meglio è quella autonoma delle regioni che può attivarsi immediatamente ed esercitare pressioni sulla proprie istituzioni. Ad esempio, sulle Camere di commercio, che hanno il polso degli affari...
Sorride. E assicura per concludere:
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