ASSOCIAZIONI
Preoccupazione delle Acli per dati Istat sulla disoccupazione
“Misure in Finanziaria
necessarie ma non sufficienti”
ROMA - “Forte preoccupazione» esprimono le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per i dati sulla disoccupazione diffusi oggi dall'Istat, che stimano in oltre due milioni i lavoratori disoccupati in Italia, riportando il Paese ai valori negativi del 2004.
Per il responsabile del dipartimento lavoro delle Acli Maurizio Drezzadore, “avremo a che fare con un periodo prolungato di disoccupazione, che la crescita pur prevista non sarà in grado di riassorbire in tempi brevi”. “Non basta allora - avverte - prolungare i sistemi di protezione sociale in deroga, come è stato fatto in Finanziaria, ma occorre una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, capace di accompagnare questo periodo di disoccupazione che non sarà breve”. “Relativamente a queste misure strutturali - insiste Drezzadore - è particolarmente necessario estendere gli interventi di protezione per i lavoratori con contratti atipici, che sono soprattutto i giovani, rispetto ai quali il nostro tasso di disoccupazione supera di gran lunga la media europea”.
Proprio rispetto al confronto con l'Unione europea, che vede i nostri numeri complessivi sulla disoccupazione inferiori alla media degli altri Paesi, si tratta per le Acli “solo di un lato della medaglia”. Perché “il nostro vero problema è il basso tasso di occupazione, che riguarda soprattutto i giovani e le donne, e che si supera solamente con politiche di sviluppo. Ma su questo in Finanziaria non c'è quasi nulla”.
“Siamo ancora
nelle misure di emergenza occupazionale - ribadisce Drezzadore -, necessarie
certo ma non sufficienti. Le misure degli investimenti, ancora modestissime,
non sono in grado di invertire la rotta e di creare un'accelerazione forte sul
piano dello sviluppo” (