FARNESINA
Il ministro Frattini all’Associazione della stampa estera
Politica estera italiana nel 2009 e i prossimi obiettivi
ROMA - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha illustrato,
presso l’Associazione della Stampa Estera, i risultati della politica estera
italiana nel 2009 e i prossimi obiettivi, affrontando anche i principali temi
dell’attualità internazionale.
L’eccellenza italiana e i risultati della politica estera
italiana nel 2009
Frattini voluto dedicare una particolare attenzione al
tema della “eccellenza italiana”, presentando “Winning
Italy”, un almanacco che illustra il meglio dell’Italia in tutti i settori.
UE: dopo le riforme è il momento di agire
Adesso che il capitolo delle riforme istituzionali è
stato superato, per l'Europa è arrivato "il momento di agire" e di
parlare delle "politiche future". Per discutere di questo, il Ministro
intende proporre un ‘conclave’ dei Ministri degli Esteri. E' importante che
l'Europa divenga un "attore globale" e che prenda in mano in prima
persona le sfide su alcuni settori sui quali ha una lunga vocazione, tra i quali
il ministro ha citato i Balcani, il Medio Oriente, il Mediterraneo, l'Africa
e la non proliferazione.
Clima: a Copenaghen serve un accordo politicamente vincolante
Dalla Conferenza sul clima di Copenaghen, prevista per
metà dicembre, dovrebbe venire un "buon accordo politicamente vincolante".
Frattini ha ricordato che al Vertice del G8 all'Aquila è stato raggiunto un
accordo sul clima che può rappresentare una "buona base" per le discussioni
che si terranno nella capitale danese.
Afghanistan: l’Italia farà la sua parte, ma la vittoria
deve essere politica
In Afghanistan "l'Italia farà la sua parte con spirito
positivo rispondendo alle richieste che
Medio Oriente: no alla proclamazione unilaterale di uno
Stato palestinese
No alla proclamazione unilaterale dello Stato palestinese
e di Gerusalemme est come sua capitale perché fare ciò significherebbe "precludere
il negoziato". La nascita di uno Stato palestinese, ha spiegato il ministro,
"deve essere l'esito di un negoziato che in questo momento va rilanciato
con forza".
Guantanamo: disponibilità italiana a esaminare nuove
liste
L'Italia ha dato la sua disponibilità a ricevere tre
detenuti da Guantanamo ma anche ad "esaminare nuove liste". E su questo
ultimo punto si sta "valutando" la situazione, ha riferito il ministro
Frattini, sottolineando che l'Italia ha "fatto quello che doveva fare".
Per quanto riguarda il ritardo nella chiusura del carcere, “non è stato per
mancanza di volontà politica ma per problemi tecnici”. Tuttavia, "occorreva
più sostegno da parte di molti alleati", a cominciare da quei Paesi europei
che "non hanno ancora deciso se accogliere i detenuti", ha affermato,
puntualizzando che l'Italia è stata "uno dei pochi Paesi alleati dell'America
a dire subito di sì alla richiesta di accogliere tre di quei detenuti".
Nucleare: dall’Iran segnali non positivi, preoccupazione
I segnali che arrivano dall’Iran sul dossier nucleare
"non sono rassicuranti né positivi", ha spiegato Frattini, dicendosi
anzi "preoccupato" per l'annuncio di Teheran sulla costruzione di
nuovi siti nucleari. La comunità internazionale, ha spiegato, continuerà a tendere
la mano all'Iran "ancora per un po' ", ma "verrà il momento di
tirare le conclusioni": "Dobbiamo chiudere il 2009 sapendo dove vogliamo
andare con l'Iran", ha detto. Per quanto riguarda eventuali "misure
di pressione" nei confronti di Teheran, il ministro ha sottolineato la
necessità di un ampio consenso "fra tutti gli attori coinvolti".
Islam: controproducente il no ai minareti
“Ritengo che sia controproducente proibire i minareti”,
ha spiegato il titolare della Farnesina, puntualizzando di parlare come "difensore
dei diritti dei cristiani e della libertà di culto" in Europa. L'esito
del referendum svizzero è stato "un messaggio che il mondo islamico, a
torto o a ragione, ha percepito come diffidenza e proibizione nei confronti
di un simbolo per la religione islamica". "Io sono cristiano e voglio
che i cristiani possano professare la loro religione. Impedirne un'altra può
essere pericoloso", ha aggiunto, sottolineando che "proibire i minareti
non è utile al dialogo interreligioso".
Bielorussia: Berlusconi apre la strada ad altri leader
europei
Quella di Berlusconi a Minsk "è stata la visita
di un capo di governo europeo che apre la strada ad altri", e che "segue
ad una decisione dell'Unione Europea di includere