INFORM - N. 223 - 1 dicembre 2009


CONFERENZA STATO-REGIONI-CGIE

Il dibattito della sessione pomeridiana

Gli interventi dei consiglieri del Cgie, dei giovani e dei rappresentanti delle Regioni

 

ROMA - Il dibattito pomeridiano della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-Cgie si è aperto con l’intervento di Franco Santellocco, presidente della Commissione Formazione Impresa Lavoro e Cooperazione del Cgie, che ha auspicato l’attivazione di ogni sforzo volto a migliorare e rendere fattibile la partecipazione delle nuove generazioni. Un programma di azione che, riprendendo le proposte e gli orientamenti già emersi, venga arricchito dai consigli provenienti dalla Conferenza mondiale dei giovani. “Le azioni di sistema da promuovere – ha precisato Santellocco - riguardano tre principali direttrici. Il sostegno allo sviluppo di un associazionismo rivisitato e reso più moderno ed appetibile alle nuove generazioni in funzione delle prospettiva di vita e di lavoro in un mondo sicuramente più globalizzato. Lo sviluppo di livelli di governance nell’ambito delle istituzioni territoriali e settoriali che sono responsabili delle politiche di sostegno dell’internazionalizzazione del sistema Italia nel mondo. Necessaria in questo ambito – ha continuato Santellocco - anche la valorizzazione del capitale umano costituito dagli italiani all’estero e dalle categorie della transnazionalità tipiche delle nuove forme di emigrazione”. Santellocco si è inoltre schierato contro la bozza di riforma di Comites e Cgie, attualmente discussa in parlamento, che rischia di far scomparire dalla rappresentanza degli italiani all’estero le storiche comunità dell’Asia e dell’Africa.  

Anche il consigliere Walter Della Nebbia (Stati Uniti) si è detto preoccupato per la riforma degli organi di rappresentanza. Una profonda modifica del sistema che, secondo Della Nebbia, andrebbe rallentata anche per consentire le dovute consultazioni con gli organi interessati che non sono stati preventivamente ascoltati. Domenico Azzia (Unaie) ha invece sottolineato come l’autorevole assemblea plenaria Stato -Regioni Province autonome – Cgie  sia stata in un certo senso sottostimata e non presa nella dovuta considerazione fino al rischio di ottenere una “non conferenza” . Azzia ha inoltre lamentato l’assenza di fattive concertazioni volte alla preparazione della Conferenza. “Non è vero che questa conferenza nasce dal nulla, - ha replicato il sottosegretario Mantica – c’è stato un Comitato che ha provveduto alla stesura del documento programmatico in cui si cerca di rispondere al problema del coordinamento e delle sinergie fra lo Stato e le Regioni, anche attraverso l’istituzione di un tavolo permanente di lavoro”.    

Il membro del Comitato di Presidenza per l’Europa Michele Schiavone ha dal canto suo evidenziato come l’emigrazione italiana dovrà rinnovarsi e reinventare il proprio ruolo al fine di dare all’Italia una visione di internazionalizzazione che corrisponda al mondo odierno. “Nel momento in cui gli organismi di rappresentanza di questo paese decidono le sorti culturali economiche e sociali dell’Italia – ha proseguito Schiavone - noi dobbiamo avere la forza di ribadire l’essenzialità dei nostri cittadini che vivono nel mondo,  che sono parte integrante dell’Italia e vogliono essere protagonisti di un mondo nuovo... Da questa Conferenza – ha concluso Schiavone - dobbiamo aspettarci un rinnovato impegno da parte degli enti locali, delle Regioni e dello Stato affinché si arrivi a dare una visione nuova che consenta ai cittadini italiani di continuare a maturare i propri sogni, dando prospettive di vita non solo culturali ed economiche alle giovani generazioni e facendo in modo che gli italiani nel mondo diventino cittadini a pieno titolo”.

“Quella della Conferenza permanente – ha spiegato il consigliere di nomina governativa Norberto Lombardi - non è stata una grande esperienza anche perché non so fino a che punto siamo riusciti a ridurre le distanze fra il le comunità italiane all’estero e le regioni”. Lombardi, dopo aver sottolineato l’esigenza di lavorare con una logica di sistema per presentare l’Italia all’estero, ha auspicato che l’incontro a Trieste sugli imprenditori italiani nel mondo, previsto per giugno 2010, dia vita ad un aperto dialogo, fra il Mae, il sottosegretario e tutte le organizzazioni che si interessano di internazionalizzazione, di investimenti e dei rapporti con gli imprenditori.

Lombardi ha inoltre chiesto sia una rivisitazione normativa della Conferenza permanente, che ne renda gli obiettivi programmatici più sobri e realizzabili, sia una reale continuità del lavoro svolto fra una plenaria e quella successiva. Il consigliere si è poi detto favorevole alla creazione di una Borsa Progetti per le iniziative interregionali in favore dei connazionali all’estero, volta a coordinare ed evitare sovrapposizioni, alla presenza  dell’associazionismo nelle nuove prospettive di rappresentanza.

I delegati della Conferenza hanno poi ascoltato gli interventi dei giovani. 

Maria Luisa Bello (Stati Uniti), che parlava in rappresentanza dei paesi anglofoni ed extraeuropei, ha chiesto risposte concrete per le istanze  avanzate un anno fa dalla Conferenza mondiale dei Giovani, di non ridurre le risorse pubbliche per la diffusione all’estero della lingua e cultura italiana e di ripensare il programma di chiusura dei consolati. La Bello ha inoltre auspicato l’introduzione nella bozza di riforma dei Comites di una quota di consiglieri riservata ai giovani. Più spazio per la rappresentanza delle donne, che spesso sono il motore pulsante dell’associazionismo in emigrazione, è stato invece richiesto da Barbara Origlio (Messico) che, illustrando le istanze del gruppo dell’America Latina, ha ipotizzato anche  un maggiore coordinamento delle iniziative promosse dalle regioni per i connazionali all’estero e la possibilità di estendere le varie forme di finanziamenti regionali a tutti i connazionali nel mondo.

Luigi Delia (Francia), parlando a nome dei giovani dell’Europa e del Nord Africa, ha spiegato come la diaspora dei ricercatori italiani all’estero sia imputabile al diffuso precariato presente nel nostro paese e all’assenza nella ricerca italiana di una giusta meritocrazia che premi i soggetti più preparati,

Marco Di Lello,  in rappresentanza delle Consulte regionali giovanili, ha illustrato all’assemblea  le risultanze di un incontro, svoltosi a Venezia, fra i giovani italiani all’estero dell’Emilia Romagna, della Toscana, della Sardegna, del Veneto e del Piemonte  e delle province autonome di Trento e Bolzano. Una riunione in cui sono stati illustrati i progetti realizzati nelle singole realtà regionali nel campo della promozione della lingua e cultura italiana, della comunicazione on line e dell’associazionismo.  “Dall’incontro  – ha concluso Di Lello – è quindi emersa la richiesta sia di un portale web dinamico e interattivo per la promozione della lingua e cultura italiana, sia dell’attivazione di master linguistici da parte delle università”.

“Bisogna fare in modo - ha detto Silvana Mangione, vice segretario generale del Cgie per i Paesi Anglofoni  - che il nostro paese si renda conto del fatto che la cultura italiana non è composta soltanto da quella prodotta Italia, ma è anche formata dalla cultura promossa dalle nuove generazioni all’estero. A questa va aggiunta quella esplicitata dagli immigrati in Italia che scrivano nella loro lingua o in italiano”. Una cultura di ritorno, quella prodotta dalle nostre comunità nel mondo, che viene raccontata in una collana, sostenuta dalla Regione Puglia, che raccoglie le opere degli scrittori italiani all’estero. Il primo volume della collana, che è stato donato dalla Mangione al sottosegretario Mantica e al segretario generale del Cgie Elio Carozza, si intitola: “Importato dall’Italia ed altre storie”.

Il presidente della Consulta degli Emiliano Romagnoli all’Estero, Silvia Bartolini ha sottolineato la necessità di fare sistema ed armonizzare le politiche regionali per gli italiani all’estero. La Bartolini, dopo aver evidenziato l’esigenza di un monitoraggio del vasto mondo dell’associazionismo all’estero volto ad inquadrare le associazioni più operative e meritevoli, ha auspicato la realizzazione  di proposte comuni, concrete e condivise per i giovani e per l’insegnamento dell’italiano che evitino la dispersione delle risorse. “Il 150 anniversario dell’Unità d’Italia – ha poi ricordato la Bartolini dopo aver annunciato che la Conferenza dei giovani emiliano romagnoli nel mondo si terrà nel mese di Marzo in Cile -  rappresenta un appuntamento di qualità  ma occorre un’azione coordinata delle iniziative per l’estero che devono raccogliere le proposte culturali degli italiani nel mondo”.

Anche Lorenzo Murgia, vice presidente vicario del Consiglio dei Toscani all’Estero, si è detto convinto della necessità di realizzare iniziative congiunte fra Governo e regioni, soprattutto per quanto riguarda i giovani e la diffusione della lingua e cultura. “Vorremmo avanzare delle proposte concrete - ha spiegato Murgia - però ognuno deve fare la sua parte. Noi non vogliamo sostituire il governo, ma chiediamo che vi sia un’integrazione fra quello che svolgono le regioni e l’azione dell’esecutivo, in pratica un intreccio ed una sinergia da realizzarsi attraverso una netta presa di posizione da parte del Governo”. Murgia si è inoltre detto favorevole ad una proposta di riforma del Cgie che preveda la partecipazione all’Assemblea con diritto di voto dei rappresentanti delle regioni e delle associazioni.

Su questo punto Mantica ha sottolineato l’esigenza di valutare con le regioni sia la realizzazione di un fondo comune per l’assistenza, sia la reale operatività delle oltre 5.500 associazioni del mondo dell’emigrazione. Per quanto riguarda invece la promozione all’estero della lingua e della cultura italiana Mantica ha ipotizzato la definizione con le regioni di alcune regole comuni da far pervenire ai Comites. Per quanto riguarda il tavolo di lavoro permanente, auspicato dal documento programmatico, Mantica ha suggerito di concentrare l’attenzione su pochi argomenti seguendo al contempo l’evoluzione e gli esiti della riforma del federalismo.     

Dal canto suo il consigliere Riccardo Pinna (Sud Africa) ha auspicato un’ampia discussione sulla riforma del Cgie, più vicina alle richieste degli italiani all’estero, e ha chiesto di evitare che le varie iniziative regionali finiscano per privilegiare alcuni paesi rispetto ad altri. Anche Francisco Nardelli, vice segretario generale del Cgie per i paesi dell’America Latina ha chiesto una pausa di riflessione sulla riforma del Consiglio Generale e dei Comites in modo da poter comprendere meglio quale siano le politiche del governo per gli italiani all’estero, evitando così di stravolgere senza adeguate conoscenze il sistema della rappresentanza.      

Dopo l’approvazione per alzata di mano del documento programmatico Angelo Iorio, vice presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e presidente della Regione Molise, ha sottolineato come dalla Conferenza permanente Stato – Regioni – Province autonome Cgie sia emersa la disponibilità di tutti gli attori a lavorare insieme per una migliore politica in favore degli italiani all’estero. Un occasione che per Iorio è da prendere al volo, anche per dare risposte concrete alle istanze delle nuove generazioni. (Goffredo Morgia – Inform)   

 

 


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