CONFERENZA
STATO-REGIONI-CGIE
Il dibattito della sessione pomeridiana
Gli interventi dei consiglieri del Cgie,
dei giovani e dei rappresentanti delle Regioni
ROMA - Il dibattito pomeridiano della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-Cgie
si è aperto con l’intervento di Franco Santellocco,
presidente della Commissione Formazione Impresa Lavoro e Cooperazione del Cgie, che ha auspicato l’attivazione di ogni sforzo volto
a migliorare e rendere fattibile la partecipazione delle nuove generazioni.
Un programma di azione che, riprendendo le proposte e gli orientamenti già emersi,
venga arricchito dai consigli provenienti dalla Conferenza mondiale dei giovani.
“Le azioni di sistema da promuovere – ha precisato Santellocco
- riguardano tre principali direttrici. Il sostegno allo sviluppo di un associazionismo
rivisitato e reso più moderno ed appetibile alle nuove generazioni in funzione
delle prospettiva di vita e di lavoro in un mondo sicuramente più globalizzato.
Lo sviluppo di livelli di governance nell’ambito delle
istituzioni territoriali e settoriali che sono responsabili delle politiche
di sostegno dell’internazionalizzazione del sistema Italia nel mondo. Necessaria
in questo ambito – ha continuato Santellocco - anche
la valorizzazione del capitale umano costituito dagli italiani all’estero e
dalle categorie della transnazionalità tipiche delle
nuove forme di emigrazione”. Santellocco si è inoltre
schierato contro la bozza di riforma di Comites e
Cgie, attualmente discussa in parlamento, che rischia
di far scomparire dalla rappresentanza degli italiani all’estero le storiche
comunità dell’Asia e dell’Africa.
Anche il consigliere Walter Della Nebbia (Stati Uniti)
si è detto preoccupato per la riforma degli organi di rappresentanza. Una profonda
modifica del sistema che, secondo Della Nebbia, andrebbe rallentata anche per
consentire le dovute consultazioni con gli organi interessati che non sono stati
preventivamente ascoltati. Domenico Azzia (Unaie)
ha invece sottolineato come l’autorevole assemblea plenaria Stato -Regioni Province
autonome – Cgie sia stata in un certo senso
sottostimata e non presa nella dovuta considerazione fino al rischio di ottenere
una “non conferenza” . Azzia ha inoltre lamentato l’assenza di fattive concertazioni
volte alla preparazione della Conferenza. “Non è vero che questa conferenza
nasce dal nulla, - ha replicato il sottosegretario Mantica – c’è stato un Comitato
che ha provveduto alla stesura del documento programmatico in cui si cerca di
rispondere al problema del coordinamento e delle sinergie fra lo Stato e le
Regioni, anche attraverso l’istituzione di un tavolo permanente di lavoro”.
Il membro del Comitato di Presidenza per l’Europa Michele
Schiavone ha dal canto suo evidenziato come l’emigrazione italiana dovrà rinnovarsi
e reinventare il proprio ruolo al fine di dare all’Italia una visione di internazionalizzazione
che corrisponda al mondo odierno. “Nel momento in cui gli organismi di rappresentanza
di questo paese decidono le sorti culturali economiche e sociali dell’Italia
– ha proseguito Schiavone - noi dobbiamo avere la forza di ribadire l’essenzialità
dei nostri cittadini che vivono nel mondo, che sono parte integrante dell’Italia
e vogliono essere protagonisti di un mondo nuovo... Da questa Conferenza – ha
concluso Schiavone - dobbiamo aspettarci un rinnovato impegno da parte degli
enti locali, delle Regioni e dello Stato affinché si arrivi a dare una visione
nuova che consenta ai cittadini italiani di continuare a maturare i propri sogni,
dando prospettive di vita non solo culturali ed economiche alle giovani generazioni
e facendo in modo che gli italiani nel mondo diventino cittadini a pieno titolo”.
“Quella della Conferenza permanente – ha spiegato il
consigliere di nomina governativa Norberto Lombardi - non è stata una grande
esperienza anche perché non so fino a che punto siamo riusciti a ridurre le
distanze fra il le comunità italiane all’estero e le regioni”. Lombardi, dopo
aver sottolineato l’esigenza di lavorare con una logica di sistema per presentare
l’Italia all’estero, ha auspicato che l’incontro a Trieste sugli imprenditori
italiani nel mondo, previsto per giugno 2010, dia vita ad un aperto dialogo,
fra il Mae, il sottosegretario e tutte le organizzazioni
che si interessano di internazionalizzazione, di investimenti e dei rapporti
con gli imprenditori.
Lombardi ha inoltre chiesto sia una rivisitazione normativa
della Conferenza permanente, che ne renda gli obiettivi programmatici più sobri
e realizzabili, sia una reale continuità del lavoro svolto fra una plenaria
e quella successiva. Il consigliere si è poi detto favorevole alla creazione
di una Borsa Progetti per le iniziative interregionali in favore dei connazionali
all’estero, volta a coordinare ed evitare sovrapposizioni, alla presenza dell’associazionismo
nelle nuove prospettive di rappresentanza.
I delegati della Conferenza hanno poi ascoltato gli interventi
dei giovani.
Maria Luisa Bello (Stati Uniti), che parlava in rappresentanza
dei paesi anglofoni ed extraeuropei, ha chiesto risposte concrete per le istanze
avanzate un anno fa dalla Conferenza mondiale dei Giovani, di non ridurre le
risorse pubbliche per la diffusione all’estero della lingua e cultura italiana
e di ripensare il programma di chiusura dei consolati.
Luigi Delia (Francia), parlando a nome dei giovani dell’Europa
e del Nord Africa, ha spiegato come la diaspora dei ricercatori italiani all’estero
sia imputabile al diffuso precariato presente nel nostro paese e all’assenza
nella ricerca italiana di una giusta meritocrazia che premi i soggetti più preparati,
Marco Di Lello, in rappresentanza delle Consulte
regionali giovanili, ha illustrato all’assemblea le risultanze di un incontro,
svoltosi a Venezia, fra i giovani italiani all’estero dell’Emilia Romagna, della
Toscana, della Sardegna, del Veneto e del Piemonte e delle province autonome
di Trento e Bolzano. Una riunione in cui sono stati illustrati i progetti realizzati
nelle singole realtà regionali nel campo della promozione della lingua e cultura
italiana, della comunicazione on line e dell’associazionismo.
“Dall’incontro – ha concluso Di Lello – è quindi emersa la richiesta sia
di un portale web dinamico e interattivo per la promozione della lingua e cultura
italiana, sia dell’attivazione di master linguistici da parte delle università”.
“Bisogna fare in modo - ha detto Silvana Mangione, vice
segretario generale del Cgie per i Paesi Anglofoni
- che il nostro paese si renda conto del fatto che la cultura italiana non è
composta soltanto da quella prodotta Italia, ma è anche formata dalla cultura
promossa dalle nuove generazioni all’estero. A questa va aggiunta quella esplicitata
dagli immigrati in Italia che scrivano nella loro lingua o in italiano”. Una
cultura di ritorno, quella prodotta dalle nostre comunità nel mondo, che viene
raccontata in una collana, sostenuta dalla Regione Puglia, che raccoglie le
opere degli scrittori italiani all’estero. Il primo volume della collana, che
è stato donato dalla Mangione al sottosegretario Mantica e al segretario generale
del Cgie Elio Carozza, si
intitola: “Importato dall’Italia ed altre storie”.
Il presidente della Consulta degli Emiliano Romagnoli
all’Estero, Silvia Bartolini ha sottolineato la necessità di fare sistema ed
armonizzare le politiche regionali per gli italiani all’estero.
Anche Lorenzo Murgia, vice
presidente vicario del Consiglio dei Toscani all’Estero, si è detto convinto
della necessità di realizzare iniziative congiunte fra Governo e regioni, soprattutto
per quanto riguarda i giovani e la diffusione della lingua e cultura. “Vorremmo
avanzare delle proposte concrete - ha spiegato Murgia - però ognuno deve fare la sua parte. Noi non vogliamo
sostituire il governo, ma chiediamo che vi sia un’integrazione fra quello che
svolgono le regioni e l’azione dell’esecutivo, in pratica un intreccio ed una
sinergia da realizzarsi attraverso una netta presa di posizione da parte del
Governo”. Murgia si è inoltre detto favorevole ad
una proposta di riforma del Cgie che preveda la partecipazione
all’Assemblea con diritto di voto dei rappresentanti delle regioni e delle associazioni.
Su questo punto Mantica ha sottolineato l’esigenza di
valutare con le regioni sia la realizzazione di un fondo comune per l’assistenza,
sia la reale operatività delle oltre 5.500 associazioni del mondo dell’emigrazione.
Per quanto riguarda invece la promozione all’estero della lingua e della cultura
italiana Mantica ha ipotizzato la definizione con le regioni di alcune regole
comuni da far pervenire ai Comites. Per quanto riguarda
il tavolo di lavoro permanente, auspicato dal documento programmatico, Mantica
ha suggerito di concentrare l’attenzione su pochi argomenti seguendo al contempo
l’evoluzione e gli esiti della riforma del federalismo.
Dal canto suo il consigliere Riccardo Pinna (Sud Africa)
ha auspicato un’ampia discussione sulla riforma del Cgie,
più vicina alle richieste degli italiani all’estero, e ha chiesto di evitare
che le varie iniziative regionali finiscano per privilegiare alcuni paesi rispetto
ad altri. Anche Francisco Nardelli, vice segretario
generale del Cgie per i paesi dell’America Latina
ha chiesto una pausa di riflessione sulla riforma del Consiglio Generale e dei
Comites in modo da poter comprendere meglio quale
siano le politiche del governo per gli italiani all’estero, evitando così di
stravolgere senza adeguate conoscenze il sistema della rappresentanza.
Dopo l’approvazione per alzata di mano del documento
programmatico Angelo Iorio, vice presidente della Conferenza delle Regioni e
delle Province autonome e presidente della Regione Molise, ha sottolineato come
dalla Conferenza permanente Stato – Regioni – Province autonome Cgie
sia emersa la disponibilità di tutti gli attori a lavorare insieme per una migliore
politica in favore degli italiani all’estero. Un occasione che per Iorio è da
prendere al volo, anche per dare risposte concrete alle istanze delle nuove
generazioni. (Goffredo Morgia –