INFORM - N. 223 - 1 dicembre 2009


CONFERENZA STATO-REGIONI-CGIE

Gli interventi del ministro degli Esteri Frattini e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta

Pieno appoggio all’Odg del Cgie che chiede la reintegrazione delle risorse decurtate dai capitoli di spesa per gli italiani all’estero della finanziaria 2010

 

ROMA – Fra i momenti salienti della sessione pomeridiana della Conferenza permanente Stato- Regioni – Province autonome - Cgie vi è sicuramente l’approvazione, da parte dell’assemblea, di un Ordine del giorno in cui si chiede al governo di ripristinare nella Finanziaria 2010 almeno le  medesime risorse stanziate nei capitoli di spesa per gli italiani all’estero nella manovra del 2009. “I partecipanti alla Terza Assemblea plenaria della Conferenza Permanente Stato- Regioni - Province autonome – Cgie – si legge nell’Odg letto dal segretario generale del Cgie Elio Carozza-  preso atto che le somme stanziate sui capitoli di bilancio riguardanti gli italiani all’estero anche per il 2010 sono diminuite vistosamente, impegnano il Governo ad accogliere le proposte emendative in discussione al Parlamento che sta dibattendo la legge di bilancio 2010, e che integrano quanto già stanziato come disponibilità sul capitolo  di spesa per i corsi di lingua e cultura, riportando gli stanziamenti almeno al livello dell’esercizio 2009, integrandolo di 4 milioni di euro, cosi come sul capitolo per l’assistenza diretta, integrandolo di una somma di circa sei milioni di euro”.

Dopo la lettura dell’Odg ha preso la parola il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che si è impegnato ad appoggiare questa istanza presso il ministro dell’Economia e delle Finanze.  “ Voi che rappresentate le nostre comunità all’estero – ha ricordato Letta - siete l’eredità di venti milioni di italiani che emigrarono dopo l’unità e fino allo scoppio della prima guerra mondiale e degli altri dieci che anche dopo scelsero volontariamente, ma più spesso per necessità, di costruire un futuro per se ed i propri figli fuori delle nostre frontiere. Parliamo di milioni di persone, caso unico al mondo, presenti oggi in tutti i continenti ed integrate nella pressoché totalità dei paesi di accoglimento e di nascita. Persone – ha aggiunto Letta - che conservano sentimenti di italianità e di appartenenza ad un ceppo forte e definito che molto possono apportare di creativo e costruttivo”.

Il sottosegretario, dopo aver sottolineato l’importanza della nostra cultura per la promozione dell’immagine dell’Italia, ha evidenziato l’esigenza di costruire politiche complessive che ci consentano di operare al meglio come sistema paese, ottimizzando le risorse disponibili ed evitando  duplicazioni e dispersioni  per affrontare le molteplici sfide della realtà internazionale. Politiche che consentano sia di favorire la diffusione della lingua, promuovendo il dibattito fra le culture, sia di configurare strumenti di penetrazione commerciale, di solidarietà internazionale e di cooperazione allo sviluppo. Una politica nazionale globalmente intesa, che per Letta, ha molteplici attori pubblici e privati, dentro e fuori le nostre frontiere. Un’internazionalizzazione del sistema paese che deve basarsi su una logica di strategia che si ispiri ai criteri e alle priorità di politica estera individuate per grandi aree . “In tale esercizio – ha spiegato Letta - i nostri connazionali all’estero possono arrecare un validissimo contributo di intelligenza conoscenza e di influenza, di prestigio e di valore assoluto costruito con forza in tutti i campi. L’Italia deve molto all’altra Italia che vive fuori dai  propri confini. Oggi il nostro paese – ha proseguito il sottosegretario - deve essere sensibile alle necessità dei più deboli ed  attento alle aspirazioni di tanti ricercatori professionisti e operatori economici che rappresentano il volto nuovo dell’emigrazione. Un fenomeno antico che oggi va interpretato in chiave innovativa non per indennizzare o semplicemente ricordare, non per assistenzialismo o paternalismo. Sono piuttosto la fiducia nel futuro l’esigenza naturale di unire le forze e la volontà di collegare proficuamente le articolazioni della nostra ricca vita civile e politica, le ragioni e gli impulsi che sintetizzano il vissuto e l’esperienza che debbono guidarci nella valorizzazione della nostra nuova emigrazione. Solo così tutti insieme potremo divenire artefici di un avvenire migliore”.

“Oggi noi abbiamo la percezione molto chiara – ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini dopo aver assicurato che cercherà di non deludere le istanze non solo finanziarie dei nostri connazionali nel mondo - che il profilo degli italiani all’estero è profondamente cambiato sotto molti aspetti. Una nuova identità dell’emigrazione italiana che chiede di partecipare alla vita e allo sviluppo del nostro paese. Una positiva evoluzione delle nostre comunità all’estero che si fonda sull’apporto  proficuo delle nuove generazioni nate all’estero, ma anche ovviamente sulla nuova realtà fatta di ricercatori, tecnici, operatori economici, di studenti e professionisti. Questa consapevolezza reale – ha puntualizzato  Frattini -  ci fa guardare agli italiani all’estero come un valore aggiunto per il sistema Italia. Una risorsa preziosa che aiuta il ruolo, ma anche l’identità e l’immagine dell’Italia a crescere costantemente” .

Il ministro ha inoltre ricordato come davanti alla sfida globale l’Italia sia oggi chiamata a nuove responsabilità , come ad esempio la pacificazione delle grandi aree del mondo, la lotta ai cambiamenti climatici e alla proliferazione delle  armi di distruzione  di massa e il perseguimento della sicurezza energetica. Frattini dopo aver evidenziato l’esigenza di riscoprire, riaffermare, mettere a fuoco e valorizzare la comune identità culturale italiana anche in vista delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha precisato come l’immigrazione  nel nostro paese debba essere gestita partendo dal rispetto delle leggi e dal mantenimento della nostra identità, senza però dimenticare il valore dell’accoglienza e la costruzione di un percorso d’integrazione che porti alla piena cittadinanza dello straniero, basato sul rispetto delle regole e sull’educazione alla lingua.  Dopo aver ricordato l’accordo stipulato dal  Mae con la Conferenza delle Regioni, Frattini ha sottolineato come a tutt’oggi si stia cercando di  migliorare la fruizione dei servizi consolari da parte degli italiani all’estero attraverso l’introduzione di una specifica piattaforma informatica. Servizi consolari on line che daranno la possibilità ai nostri connazionali  di iscriversi all’Aire, di richiedere il passaporto e di pagare a distanza i vari servizi. Il ministro ha inoltre evidenziato l’esigenza sia di migliorare, per quanto riguarda gli italiani all’estero, la sinergia fra Governo e regioni, sia di rafforzare la rete della diplomazia economica che affianca le nostre aziende all’estero. “In tutto questo – ha aggiunto Frattini - non può mancare una strategia globale per promuovere la lingua italiana che è il biglietto da visita della nostra identità. Anche per la diffusione della lingua occorre un approccio sistemico ed integrato. Un’azione che non può essere disgiunta dalle nostre priorità geopolitiche, per capire dove e come la penetrazione dell’insegnamento della lingua italiana possa essere anche polo di attrazione delle risorse di tipo culturale prodotte in Italia dai comuni e dalle regioni… In ogni caso – ha concluso il ministro - vogliamo veramente valorizzare questa grande rete formata dai connazionali all’estero e dagli amici degli italiani nel mondo”. (Goffredo Morgia – Inform)

 


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