CONFERENZA
STATO-REGIONI-CGIE
La promozione del Sistema Paese attraverso la lingua
e la cultura italiane nel mondo
L’apertura dei lavori della III Assemblea plenaria. Gli
interventi del sottosegretario agli Esteri Mantica, del vice presidente della
Conferenza Stato-Regioni Michele Iorio, del segretario generale del CGIE Elio
Carozza
ROMA – Promuovere il Sistema-Paese. E’ questo l’interesse
precipuo della Terza Assemblea plenaria della Conferenza Stato –Regioni-Province Autonome-CGIE
che oggi è tornata a riunirsi a distanza di quattro anni dalla seconda. I lavori,
nella splendida Villa Madama, a Roma, a due passi dal Ministero degli Esteri.
Promozione del Sistema Paese. Nella consapevolezza –
come sottolinea il documento programmatico elaborato da un comitato ristretto,
che accoglie tematiche scaturite dalla I Conferenza dei giovani nel mondo –
che le collettività degli italiani all’estero “costituiscono sempre più una
risorsa e che solo un approccio coordinato e complementare dei vari attori,
siano essi soggetti pubblici o privati, che operano all’interno ed all’esterno
della realtà nazionale, può dare risultati efficaci”.
E nella sala affollata – presenti anche i giovani invitati
dal CGIE e dalle Regioni in rappresentanza delle nuove generazioni – parole
come “raccordo”, “coordinamento”, “sinergia” sono risuonate diverse volte. Insieme
a “fare sistema”. Si punta ad un raccordo più efficace di tutte le parti
che operano a favore delle nostre comunità nel mondo con impulso alla
diffusione della lingua e della cultura italiane anche attraverso la valorizzazione
del made in Italy.
Un ruolo importante ce l’hanno e la dovranno avere sempre
più i giovani delle comunità emigrate. Come ha evidenziato il sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica, che ha aperto l’Assemblea questa mattina. Giovani
che hanno dato delle indicazioni preziose indicando il percorso nella prima
Conferenza loro dedicata nel dicembre 2008. Mantica, che ha parlato dell’Italia
come di una “grande potenza culturale” con un patrimonio da non disperdere,
ma anzi da far risaltare – “impegno che chiunque appartenga a questa comunità
deve assumersi” – ha posto l’accento sulla principale novità riguardante
i rapporti istituzionali:l’intesa tra Governo e Regioni in materia di rapporti
internazionali , promossa dalla Farnesina e approvata nel dicembre dello scorso
anno in sede di Conferenza Stato Regioni . Un accordo per rafforzare la governance,
come ha ricordato il sottosegretario e come si sottolinea nel documento programmatico
della plenaria, attraverso la creazione di uno stabile punto di raccordo e di
un modulo di lavoro strutturato.
Valorizzare il collegamento tra chi vive all’estero e
l’Italia. Questa deve essere la mission. E bisogna
farlo mettendo in campo sinergie. In tale direzione si colloca anche
Dopo il sottosegretario Mantica la parola è passata a
Michele Iorio, vice presidente della Conferenza delle Regioni. Iorio, che è
alla guida della Regione Molise – “320 mila abitanti residenti in regione e
altri 800-900mila nel mondo” - ha posto l’accento sull’importanza di creare
nuove sinergie tra esecutivo nazionale, governi regionali e CGIE, per rafforzare
i rapporti con gli italiani nel mondo, coinvolgendo i connazionali in programmi
e attività di interscambio, sostenendo inziative per
la diffusione della lingua, della cultura italiane, per i giovani, mettendo
in campo politiche “coordinate”, politiche comuni di cooperazione decentrata
e di programmazione strategica nei settori della ricerca e della formazione
che vedano proprio gli italiani all'estero attori e fruitori. Per Michele Iorio
gli italiani all’estero sono “attori di sviluppo”. Iorio ha invitato a sostenere
le politiche verso le comunità italiane nel mondo e non solo con i fondi
della spesa corrente e ordinaria ma anche con risorse da reperire tra quelle
per gli investimenti. Per quanto riguarda lingua e cultura italiane all'estero,
c’è una emergenza, che deve essere affrontata con finanziamenti adeguati. Giacché
esse sono il “veicolo più forte per rinsaldare in quanti vivono fuori dall’Italia
il concetto di identità ed appartenenza”.
Elio Carozza, segretario generale
del CGIE, in apertura del suo intervento ha letto il messaggio indirizzato dal
presidente della Camera Gianfranco Fini in occasione della Assemblea della Conferenza
Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Nell’augurare successo all’iniziativa, Fini
esprime il suo “apprezzamento per l’impegno profuso” dal CGIE nel “mantenere
saldi i legami tra i nostri connazionali e l’Italia, promuovendo al contempo
la loro integrazione nel tessuto sociale e civile delle realtà locali”.
Elio Carozza ha molto insistito
sul fatto che è “indispensabile “fare sistema” facendo osservare come
la politiche condivise abbiano un impatto “più tangibile”. In tale senso la
terza Assemblea della Conferenza deve portare a dei passi in avanti. Quelli
che sono mancati alle due precedenti (2002 e 2005). “Questa non è una assemblea
del Cgie alla quale gentilmente partecipano governo
e regioni” ha detto Carozza. E, pertanto, bisogna
lavorare in raccordo per vedere come “fare sistema”. Fare sistema. Una necessità
fortemente condivisa da Cgie, Comites , mondo delle associazioni. Fare sistema. Poiché l’Italia
– avverte Carozza – non può più permettersi di lasciare
passare ancora tempo e, con esso, opportunità. (Simonetta Pitari-