INFORM - N. 222 - 30 novembre 2009


CONFERENZA STATO-REGIONI-CGIE

La promozione del Sistema Paese attraverso la lingua e la cultura italiane nel mondo

L’apertura dei lavori della III Assemblea plenaria. Gli interventi del sottosegretario agli Esteri Mantica, del vice presidente della Conferenza Stato-Regioni Michele Iorio, del segretario generale del CGIE Elio Carozza

 

ROMA – Promuovere il Sistema-Paese. E’ questo l’interesse precipuo della Terza Assemblea plenaria della Conferenza Stato –Regioni-Province Autonome-CGIE che oggi è tornata a riunirsi a distanza di quattro anni dalla seconda. I lavori, nella splendida Villa Madama, a Roma, a due passi dal Ministero degli Esteri.

Promozione del Sistema Paese. Nella consapevolezza – come sottolinea il documento programmatico elaborato da un comitato ristretto, che accoglie tematiche scaturite dalla I Conferenza dei giovani nel mondo – che le collettività degli italiani all’estero “costituiscono sempre più una risorsa e che solo un approccio coordinato e complementare dei vari attori,  siano essi soggetti pubblici o privati, che operano all’interno  ed all’esterno della realtà nazionale,  può dare risultati efficaci”.

E nella sala affollata – presenti anche i giovani invitati dal CGIE e dalle Regioni in rappresentanza delle nuove generazioni – parole come “raccordo”, “coordinamento”, “sinergia” sono risuonate diverse volte. Insieme a “fare sistema”. Si punta ad  un raccordo più efficace di tutte le parti che operano a favore delle nostre comunità nel mondo con  impulso alla diffusione della lingua e della cultura italiane anche attraverso la valorizzazione del made in Italy.

Un ruolo importante ce l’hanno e la dovranno avere sempre più i giovani delle comunità emigrate. Come ha evidenziato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che ha aperto l’Assemblea questa mattina. Giovani che hanno dato delle indicazioni preziose indicando il percorso nella prima Conferenza loro dedicata nel dicembre 2008. Mantica, che ha parlato dell’Italia come di una “grande potenza culturale” con un patrimonio da non disperdere, ma anzi da far risaltare  – “impegno che chiunque appartenga a questa comunità deve assumersi” – ha posto  l’accento sulla principale novità riguardante i rapporti istituzionali:l’intesa tra Governo e Regioni in materia di rapporti internazionali , promossa dalla Farnesina e approvata nel dicembre dello scorso anno in sede di Conferenza Stato Regioni . Un accordo per rafforzare la governance, come ha ricordato il sottosegretario e come si sottolinea nel documento programmatico della plenaria, attraverso la creazione di uno stabile punto di raccordo e di un modulo di lavoro strutturato.

Valorizzare il collegamento tra chi vive all’estero e l’Italia. Questa deve essere la mission. E bisogna farlo mettendo in campo sinergie. In tale direzione si colloca anche la II Conferenza degli imprenditori italiani nel mondo che – come annunciato dal sottosegretario Mantica - si terrà nel giugno 2010 a Trieste. Il sottosegretario agli Esteri nel corso del suo intervento ha anche ricordato il neonato Museo dell’emigrazione  ospitato al Vittoriano. Un luogo simbolo inserito nel calendario delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Perché l’emigrazione – ha rimarcato il sen. Mantica – una grande parte della nostra storia e bisogna testimoniare in un Paese come il nostro , dalla memoria spesso corta, cosa ha significato emigrare. E farlo comprendere soprattutto alle nuove generazioni.    

Dopo il sottosegretario Mantica la parola è passata a Michele Iorio, vice presidente della Conferenza delle Regioni. Iorio, che è alla guida della Regione Molise – “320 mila abitanti residenti in regione e altri 800-900mila nel mondo” -  ha posto l’accento sull’importanza di creare nuove sinergie tra esecutivo nazionale, governi regionali e CGIE, per rafforzare i rapporti con gli italiani nel mondo, coinvolgendo i connazionali in programmi e attività di interscambio, sostenendo inziative per la diffusione della lingua, della cultura italiane, per i giovani, mettendo in campo politiche “coordinate”, politiche comuni di cooperazione decentrata e di programmazione strategica nei settori  della ricerca e della formazione che vedano proprio gli italiani all'estero attori e fruitori. Per Michele Iorio gli italiani all’estero sono “attori di sviluppo”. Iorio ha invitato a sostenere le politiche verso le comunità italiane nel mondo  e non solo con i fondi della spesa corrente e ordinaria ma anche con risorse da reperire tra quelle per gli investimenti. Per quanto riguarda lingua e cultura italiane all'estero, c’è una emergenza, che deve essere affrontata con finanziamenti adeguati. Giacché esse sono il “veicolo più forte per rinsaldare in quanti vivono fuori dall’Italia il concetto di identità ed appartenenza”.

Elio Carozza, segretario generale del CGIE, in apertura del suo intervento ha letto il messaggio indirizzato dal presidente della Camera Gianfranco Fini in occasione della Assemblea della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Nell’augurare successo all’iniziativa, Fini esprime il suo “apprezzamento per l’impegno profuso” dal CGIE nel “mantenere saldi i legami tra i nostri connazionali e l’Italia, promuovendo al contempo la loro integrazione nel tessuto sociale e civile delle realtà locali”.

Elio Carozza ha molto insistito sul fatto che è “indispensabile “fare sistema”  facendo osservare come la politiche condivise abbiano un impatto “più tangibile”. In tale senso la terza Assemblea della Conferenza deve portare a dei passi in avanti. Quelli che sono mancati alle due precedenti (2002 e 2005). “Questa non è una assemblea del Cgie alla quale gentilmente partecipano governo e regioni” ha detto Carozza. E, pertanto, bisogna lavorare in raccordo per vedere come “fare sistema”. Fare sistema. Una necessità fortemente condivisa da Cgie, Comites , mondo delle associazioni. Fare sistema. Poiché l’Italia – avverte Carozza – non può più permettersi di lasciare passare ancora tempo e, con esso, opportunità. (Simonetta Pitari-Inform)

 

 


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