RETE CONSOLARE
“Salviamo l’Agenzia consolare d’Italia
in Coira”
Manifestazione di protesta contro la chiusura
sabato 5 dicembre
Coira - “Il Governo italiano vuole
toglierci l’Agenzia consolare nei Grigioni. Oltre 12mila persone dovranno recarsi
a San Gallo per evadere le loro pratiche amministrative. Non è giusto! E questo
per cercare di risparmiare pochi euro sulle spalle di chi nei Grigioni lavora.
Noi ci opponiamo, perciò il prossimo 5 dicembre 2009 dalle ore 10 alle 12 ci
riuniremo davanti all’Agenzia consolare d’Italia in Coira per fare sentire la
nostra voce fino a Roma. Anche perché dall’Italia non si sono nemmeno degnati
di rispondere al Governo del Canton Grigioni”. Così il comitato Pro Agenzia
Consolare e il Comites Grigioni che si rivolgono a “italiani, doppi cittadini
con la nazionalità italiana, frontalieri, italiani che vengono nei Grigioni
per motivi turistici e professionali” .Persone che vogliono avere relazioni
commerciali e d’affari ma anche culturali con l’Italia e l’italianità. Queste
le molte persone che fanno capo all’Agenzia consolare d’Italia in Coira. Solo
gli italiani iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero sono circa 12mila.
Per loro avere un passaporto, una carta d’identità, una procura o far registrare
i cambiamenti nello stato civile (nascite, matrimoni eccetera) significherà
doversi spostare a San Gallo. Una necessità - affermano i promotori della manifestazione
- che non si può evitare nemmeno con la tanto decantata “digitalizzazione” o
“informatizzazione” della burocrazia tenuto conto che in un futuro molto prossimo
i documenti di riconoscimento e di viaggio dovranno contenere i dati biometrici
(impronte digitali). Per poter avere accesso ai servizi consolari (utili ad
esempio anche in caso di malattia) gli italiani-grigionesi dovranno sobbarcarsi
lunghi viaggi. Ad esempio partendo da San Vittore, Disentis, Brusio e da Val
Müstair farsi centinaia di chilometri per raggiungere il consolato di San Gallo.
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