INTERVENTI
Antonio Arduini (Pd): “Concedere il voto
attivo e passivo ai residenti non Ticinesi rafforza il Ticino e le sue istituzioni”
LUGANO - Il Gran Consiglio Ticinese discuterà l’iniziativa parlamentare presentata da Manuele Bertoli, Presidente del PST, e cofirmatari per estendere il diritto di voto comunale attivo e passivo ai cittadini residenti di nazionalità straniera. Il tema è controverso e anche in Ticino divide l’opinione pubblica, non solo locale, essendo argomento di dibattito anche in Europa e nella vicina Italia ove i cospicui flussi migratori degli ultimi anni, sostenuti da norme legislative non sempre uniformi hanno comunque creato le condizioni per costruire società multietniche.
Circa un quarto
della popolazione residente è straniera, ha trovato accoglienza ed integrazione
e occupa
posizioni anche di rilievo in tutti i campi della società.
In generale si tratta di cittadini che hanno maturato una formazione scolastica, lavorano, adempiono ai doveri civili, ma non essendo formalmente naturalizzati, vivono un distacco dalle istituzioni; vivono non come cittadini, ma come subalterni. Un grande patrimonio dalle inestimabili risorse in questo modo rimane ai margini della società svizzera.
Rendere partecipe
questa parte della popolazione agli interessi socio-politici locali, concedendo
il diritto al voto comunale, significherebbe per le istituzioni elvetiche rinsaldare
un rapporto di fiducia. In questi ultimi mesi
Per queste ragioni
ci permettiamo di intervenire nel dibattito pubblico, affinché venga ribadito,
che le comunità straniere e in particolare quella italiana, presenti sul suolo
ticinese, sono riconoscenti allo Stato
del Canton Ticino per il livello di accoglienza ed integrazione che ha saputo
dare, e che la concessione del diritto di voto darebbe al Ticino il primato
politico in Europa su un tema quale quello
dell’emigrazione, che sarà nei prossimi anni sempre più centrale e problematico
nella vita dei paesi Europei. (Antonio Arduini*-
* Coordinatore PD in Ticino