INFORM - N. 222 - 30 novembre 2009


INTERVENTI

Antonio Arduini (Pd): “Concedere il voto attivo e passivo ai residenti non Ticinesi rafforza il Ticino e le sue istituzioni”

 

LUGANO - Il Gran Consiglio Ticinese discuterà l’iniziativa parlamentare presentata da Manuele Bertoli, Presidente del PST, e cofirmatari per estendere il diritto di voto comunale attivo e passivo ai cittadini residenti di nazionalità straniera. Il tema è controverso e anche in Ticino divide l’opinione pubblica, non  solo locale, essendo argomento di dibattito anche in Europa e nella vicina Italia ove i cospicui flussi migratori degli ultimi anni, sostenuti da norme legislative non sempre uniformi hanno comunque creato le condizioni per costruire società multietniche.

La Svizzera ed il Ticino con la questione dell’emigrazione hanno un rapporto oramai consolidato.

Circa un quarto della popolazione residente è straniera, ha trovato accoglienza ed integrazione e  occupa  posizioni anche di rilievo in tutti i campi della società. La Svizzera accetta che chi si naturalizza conservi il doppio passaporto. E’ probabile che per una forma di estremo rispetto verso la Svizzera, molti  stranieri , non avviano la richiesta di naturalizzazione.

In generale si tratta di cittadini che hanno maturato una formazione scolastica, lavorano, adempiono ai doveri civili, ma non essendo formalmente naturalizzati, vivono un distacco dalle istituzioni;  vivono non come cittadini, ma come subalterni. Un grande patrimonio dalle inestimabili risorse in questo modo rimane ai margini della società svizzera.

Rendere partecipe questa parte della popolazione agli interessi socio-politici locali, concedendo il diritto al voto comunale, significherebbe per le istituzioni elvetiche rinsaldare un rapporto di fiducia. In questi ultimi mesi la Svizzera ed il Ticino per ragioni finanziarie ed economiche sono sotto l’attacco di molti Paesi. Concedendo il diritto di voto si darebbe una risposta formidabile a chi dubita sul valore dei processi integrativi e sull’affidabilità delle nostre istituzioni, si dimostrerebbe ancora di più , che la forza della società svizzera non è frutto di furberie e sotterfugi, bensì di un grande livello culturale e sociale che sa integrare e riconoscere diritti e doveri. Ancora una volta il nostro cantone e questo Paese affermerebbero il loro buon nome di una grande Democrazia occidentale avanzata da cui gli altri Paesi potrebbero prendere esempio.

Per queste ragioni ci permettiamo di intervenire nel dibattito pubblico, affinché venga ribadito, che le comunità straniere e in particolare quella italiana, presenti sul suolo ticinese,  sono riconoscenti allo Stato del Canton Ticino per il livello di accoglienza ed integrazione che ha saputo dare, e che la concessione del diritto di voto darebbe al Ticino il primato politico in Europa  su un tema quale quello dell’emigrazione, che sarà nei prossimi anni sempre più centrale e problematico nella vita dei paesi Europei. (Antonio Arduini*-Inform)

* Coordinatore PD in Ticino

 


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